La Lanterna del Popolo

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Alcol, droga e schiamazzi: il centro storico

è allo sbando ed i residenti sono disperati!

Potrebbe essere una fonte di ricchezza per tutti, invece quando cala la sera diventa una zona "off limits"

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Bianche mura imbiancate a latte di calce, una pavimentazione lastricata con basole in pietra locale, una fitta rete di vicoli e strette viuzze a cui è possibile accedere a piedi passando attraverso un affascinante sistema di archi realizzati dalle ruvide mani di sapienti maestranze secoli or sono.

E’ questa la cartolina che traspare entrando all’interno del centro storico di Carovigno e che tutti quanti vorremmo ricordare.

Questo è il centro storico che ci è stato consegnato in tempi recenti, frutto del recente importante intervento di restauro progettato, finanziato e realizzato da parte delle passate amministrazioni comunali.

Si tratta di un piccolo borgo antico che racchiude, però, al suo interno ancora il fascino di un tempo ormai passato, ma che negli ultimi anni è tornato particolarmente di moda tanto da riuscire a catalizzare l’attenzione dei turisti, ma soprattutto ad attirare anche alcuni investitori che hanno creduto nella rinascita del centro storico e nelle sue potenzialità ancora inespresse.

Al suo interno sono presenti elementi architettonici di straordinaria bellezza, vicoli appartati e silenziosi nei quali sembra che il tempo si sia fermato.

Infatti, è ancora possibile percorrere queste stradine e percepire un mix di odori che ci riportano alla nostra infanzia: si riconoscono il profumo del sapone da bucato, la fragranza del pane fatto in casa, il profumo dei "diavulicchi" e "curnaletti" saltati in padella, e delle immancabili polpette domenicali.

Terminata la fase di ristrutturazione, però, l’attuale amministrazione comunale è chiamata ad affrontare una sfida, senz’altro la più difficile, quella della conservazione delle opere realizzate e soprattutto quella del rilancio del centro storico dopo decenni di abbandono.

Ora la vera sfida sarà riuscire a riportare la vita in un borgo semiabbandonato, saper riconvertire le piccole abitazioni minimali di un tempo in piccole botteghe, o piccole attività nel campo della ristorazione, o in forme di albergo diffuso, tutte cose che riporterebbero il Rione Terra ad un livello di vitalità e frequentazione che lo preserverebbe dalle possibili situazioni di degrado e dagli atti vandalici che nel corso degli anni passati hanno rappresentato il vero tallone di Achille di questo luogo.

Ad onor del vero va detto che mai come in questo periodo si è visto il centro storico così pulito, grazie agli operatori ecologici che puntualmente ogni mattina lo ripuliscono con cura maniacale, e di questo bisogna dare atto.

Allo stesso modo bisogna applaudire e ringraziare tutti quei cittadini che sfidando il mondo del consumismo e rinunciando ad alcune comodità tipiche della modernità, hanno scelto di vivere nel centro storico, e a differenza di quanti l’hanno abbandonato, stoicamente resistono.

Queste persone hanno investito nel loro immobile, lo hanno ristrutturato, lo hanno abbellito, ingentilito e fornito dei comfort necessari ed è giusto che possano goderne nel migliore dei modi.

Diverse sono state anche le iniziative poste in essere negli anni scorsi per cercare di riportare alla vita e rendere questo luogo più bello per i residenti e più attraente agli occhi dei turisti, puntando verso il gusto e la bellezza con l’istituzione del concorso “Vicoli Fioriti” per cercare di restituire fantasia e colore all’intero borgo per tutto il periodo estivo.

Purtroppo, però, il centro storico non è solo bellezza, architettura, suggestione e romanticismo, poiché c’è l’altro risvolto della medaglia.

Infatti, quando cala la sera il centro storico inizia un processo di trasformazione in senso negativo.

Tutta la sua bellezza e il suo romanticismo svaniscono rapidamente, proprio come nel romanzo in cui il buon Dottor Jekyll si trasformava nel malvagio Mr. Hyde.

Ecco che alcuni vicoli vengono assediati da masnade di giovinastri che circolano sbevazzando qua e là, abbandonando bottiglie qua e là.

L'alcool scorre copiosamente e gli schiamazzi notturni arrecano notevole disturbo ai residenti.

Ma ciò che più preoccupa i residenti è il consumo, ma soprattutto lo spaccio di sostanze stupefacenti che in questa zona del paese avviene liberamente sotto gli occhi esterrefatti dei cittadini.

Gli abitanti del Rione Terra, si sentono soli, isolati e completamente abbandonati dalle istituzioni.

Per loro il coprifuoco inizia a partire dalle ore20 in poi.

"Dopo quell'orario non è sicuro uscire di casa, perchè questi giovani si divertono a molestare le persone, soprattutto le donne sole ... inoltre non è opportuno lasciare le abitazioni incustodite, poichè accade spesso che alcuni di questi baldi giovani se hanno la possibilità di agire indisturbati tentano di scassinare le serrature per introdursi n casa".

Abbiamo parlato con alcuni dei residenti che ci hanno raccontato di essersi rivolti ripetutamente alle forze dell'ordine per cercare di riportare la situazione ad una situazione di accettabile normalità, ma si sono sentiti completamente ignorati ed inascoltati.

Alcuni di loro si sono rivolti perfino al Prefetto di Brindisi per chiedere un suo interessamento diretto che potesse scuotere le forze dell'ordine dalla routine quotidiana e dall'indolenza, ma nessun risultato.

O meglio il Prefetto deve essere intervenuto, tanto che si sono sentiti rimproverare per averlo fatto.

Oggi però i residenti non ne possono ed hanno voluto lanciare pubblicamente un grido di aiuto che non potevamo assolutamente ignorare.

La questione deve essere affrontata e risolta in primo luogo perchè i residenti sono l'anima del centro storico, e senza di loro la borgata sarebbe completamente disabitata e quindi completamente abbandonata e possibile preda di atti vandalici e reati di ogni genere.

In secondo luogo occorre restituire vivibilità e sicurezza al centro storico per far si che lo stesso venga frequentato ed apprezzato da possibili investitori e turisti che devono percepirlo come luogo ideale in cui soggiornare e trascorrere le vacanze e non come ghetto o quartiere malfamato.

All'amministrazione comunale spetta il compito di tutelarlo e valorizzarlo, alle forze dell'ordine quello di infondere sicurezza attraverso una maggiore presenza e un più attento monitoraggio delle attività che vi si svolgono al suo interno.

Se ognuno farà la sua parte siamo certi che il nostro borgo antico potrà contribuire allo sviluppo del paese.