La Lanterna del Popolo

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Con Corrado Tarantino Presidente di Torre Guaceto

il Partito Democratico ha ottenuto quel che voleva

Dopo mesi di pressioni logoranti il Sindaco cede e consegna Carovigno nelle mani del centrosinistra

 

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Il 23 Maggio l'Assemblea dei Soci ha ratificato la proposta formulata dal Sindaco Massimo Lanzilotti di nominare Corrado Tarantino Presidente del Consorzio di gestione della Riserva Naturale dello Stato ed Area Marina Protetta di Torre Guaceto, e Vito Uggenti componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio stesso.

SI tratta di due vecchi volti della politica, ma c'è chi parla di "cambiamento" del "nuovo che avanza".

Il comunicato diffuso dal primo cittadino, però,  non soddisfa e non convince affatto gli addetti ai lavori.

Nello stesso infatti, si legge: "Si apre una fase che sarà garanzia di massima collaborazione tra gli Enti Soci e tra gli Enti Soci e il Cda.

La sfida che lanciamo è quella di immaginare che le buone pratiche di Torre Guaceto in materia di sostenibilità ambientale e di utilizzo delle risorse naturali, debbano essere elemento caratterizzante dello sviluppo complessivo dell’intero territorio e non solo pratiche chiuse nei confini della Riserva.

Per questo tra i curricula che mi sono arrivati ho scelto Corrado Tarantino come Presidente e Vito Uggenti come componente del Cda.

Il primo, alle indubbie capacità professionali gestionali di strutture complesse, associa la visione politica e la conoscenza della macchina amministrativa, elementi essenziali per rappresentare un ente come il Consorzio; il secondo è la memoria storica delle battaglie fatte in difesa della Riserva, con uno spiccato impegno nelle associazioni ambientaliste.

Sono certo che il loro lavoro, in uno con l’impegno di questa amministrazione Comunale e degli altri Enti porterà ad ulteriori traguardi importanti per il Consorzio e per l’intera comunità".

In pratica il Sindaco di Carovigno vorrebbe far credere che tra i numerosi curricula presentati sia stato favorevolmente impressionato, o meglio, sia stato letteralmente abbagliato soltanto da quello dei signori Corrado Tarantino e Vito Uggenti.

E' evidente che questa sia la più grande fanfaluca che si sia mai sentita dal dopoguerra ad oggi, anzi, come avrebbe detto il grande Totò queste sono bazzecole, quisquilie, pinzellacchere!

Conosciamo tutti bene, e numerose sono le voci e le testimonianze in tal senso, il martellante lavoro ai fianchi, e le pressioni logoranti a cui è stato sottoposto negli ultimi mesi il Sindaco Massimo Lanzilotti da parte del locale Partito Democratico.

Tali pressioni portarono innanzitutto alle dimissioni forzate dell'ex Assessore Antonella La Camera, ideale vittima sacrificale individuata dal PD ed immolata sull'altare pagano della buona politica.

Guarda caso infatti, la poltrona vacante in giunta è stata assegnata all'ex consigliere comunale Antonella Tateo, anche lei eletta nella lista civica "Popolo Democratico", lista opportunamente creata per mascherare il suo vero volto, cioè quello del Partito Democratico, in quel momento fortemente inviso agli italiani e ai carovignesi in quanto rappresentato dall'ex premier Matteo Renzi.

Non va però dimenticato che il PD aveva richiesto espressamente l'assessorato per Marzia Bagnulo, richiesta a cui alcuni esponenti della maggioranza si erano opposti, ma la partita era solo rinviata.

Il nome di Corrado Tarantino associato alla carica di Presidente di Torre Guaceto iniziò a circolare subito dopo l'elezione di Massimo Lanzilotti, ma qualcuno frenava, e lo ha fatto finchè ha potuto.

Rifiutare evidentemente era diventato impossibile.

Anche le minacce di crisi politica paventate dal PD circolano già da diversi mesi, e la decisione assunta dal primo cittadino, è la conferma che non abbia alcuna intenzione di interrompere anzitempo questa esperienza amministrativa.

Va però ricordato che altrettanto negativa in tal senso è l’opinione della cittadinanza sulla figura di Corrado Tarantino, che non risultava neppure tra i candidati al consiglio comunale nel corso delle ultime elezioni amministrative, defilatosi dalla luce dei riflettori puntati sul palcoscenico politico locale ma capace di ritagliarsi un ruolo di organizzatore della stessa campagna elettorale a favore del candidato Massimo Lanzilotti, salvo presentare il conto a risultato elettorale conseguito.

I carovignesi però non hanno affatto dimenticato come egli, un tempo terribile censore ed accanito accusatore dell’On. Mimmo Mele che definiva “il male di questo paese” si appiattì verso le sue posizioni rinnegando il proprio passato.

Si appiattì al punto che venne nominato Presidente del Consiglio Comunale divenendo una figura molto influente a corte, talvolta col ruolo di mentore e talvolta in veste di delfino dell’allora Sindaco Mimmo Mele, che dal canto suo in quel periodo si lasciava affascinare e influenzare dalle sue idee.

Ricordiamo perfettamente la sua chiusura totale nei confronti di chi la pensava diversamente da lui.

Uno dei casi più emblematici fu la sua presa di posizione insieme all’allora Sindaco Mele, quando rifiutò di esaminare ed accogliere le osservazioni che vennero presentate al redigendo nuovo Statuto Comunale che evidentemente doveva essere costruito ad immagine e somiglianza dell’amministrazione comunale in carica.

Altro che "massima condivisione e partecipazione popolare alle scelte amministrative": i cittadini dovevano solo costituire sciocco e supino uditorio allo scopo di dimostrare che il coinvolgimento c’era stato, ma di concreto non c’era nulla.

Ricordiamo perfettamente il manifesto interesse che lo stesso Corrado Tarantino palesò, sempre insieme all’ex Sindaco Mele, di cui appariva sempre più il braccio destro, il suo vero Vice Sindaco, nel voler perseguire a tutti i costi la realizzazione di un megaimpianto di compostaggio dei rifiuti nel territorio di Carovigno a servizio di tutti i comuni della provincia di Brindisi: un business economico di non poco conto che avrebbe ulteriormente mortificato un territorio che in termini ambientali aveva già pagato un pesante tributo.

Fortunatamente contro quella scellerata iniziativa ci fu una grande sollevazione popolare come non se ne vedevano dai tempi della lotta contro il nucleare, che impedì di portare a compimento quel progetto che avrebbe deturpato ulteriormente il territorio con iniziative che vanno esattamente nel senso opposto allo sviluppo turistico che questo paese persegue da decenni.

Ricordiamo perfettamente come dai banchi dell’opposizione prima Corrado Tarantino e poi Massimo Lanzilotti in più circostanze abbiano chiesto, e talvolta quasi preteso, che la nomina del Presidente del Consorzio di gestione della Riserva Naturale ed Area Marina Protetta di Torre Guaceto, non fosse una nomina politica, ma una scelta dettata dalla competenza professionale.

Una richiesta legittima, condivisibile o meno, che trovò proprio nel Sindaco Mimmo Mele il primo che osò sperimentare questa soluzione con la nomina di Mariella Milani, una donna con molti limiti (priva di competenza scientifica, priva di competenza amministrativa, priva di competenze politiche e priva di qualsiasi conoscenza del territorio.

I risultati non gli diedero ragione.

La Presidente Mariella Milani si lanciò in una serie di proposte, alcune futuristiche (come la creazione di spiagge riservate per i Vip desiderosi di digital detox), ed alcune indecenti (come l'istituzione di una spiaggia per nudisti), ma soprattutto sbatté il muso contro il mondo sporco della politica di cui era completamente digiuna e contro la burocrazia con la quale evidentemente non aveva avuto molto a che fare prima di allora.

Il risultato fu distruttivo e devastante.

La Riserva Naturale di Torre Guaceto, coinvolta a anche nello scandalo del matrimonio "fasullo" celebrato ai piedi dell'antica torre, ormai non più prima riserva d'Italia, perse numerose posizioni in classifica e con esse anche il proprio prestigio.

Le sue rumorose dimissioni rimisero nuovamente in gioco la poltrona della Presidenza.

Ma veniamo ai criteri di scelta che hanno portato alla nomina di Presidente di Corrado Tarantino.

Si poteva puntare su un uomo di scienza, su un uomo di istituzioni o su una nomina politica, e si è optato per quest'ultima soluzione, ma non risulta vi siano elementi a disposizione del Sindaco e dei cittadini per poter valutare con cognizione di causa le sue presunte "indubbie capacità professionali".

Che abbia esperienza politica è un fatto non oggetto di discussione: è risaputo che Corrado Tarantino, cresciuto nel vivaio dell'ex PCI è stato per molti anni un "dipendente di partito", cioè stipendiato dal suo partito di appartenenza, e che pertanto la sua esperienza è quasi esclusivamente di natura politica, mentre quella lavorativa extra-politica è limitata, di breve periodo e in un settore che nulla aveva a che fare con riserve e ambiente.

Lo stesso dicasi per la conoscenza della macchina amministrativa che indubbiamente ha, ma che non rappresenta una sua competenza esclusiva.

Viene quindi da chiedersi perchè proprio lui?

La risposta appare semplice: il Partito Democratico ha vinto l'estenuante braccio di ferro con il Sindaco di Carovigno Massimo Lanzilotti ed ha ottenuto praticamente tutto ciò che voleva.

Si è completata così la spartizione del potere e delle relative poltrone iniziata mesi fa, che ha visto il Partito Democratico premere fino ad ottenere l'Assessorato per Antonella Tateo ed ora anche la Presidenza per Corrado Tarantino, a cui va ad aggiungersi, a completamento della totale deriva a sinistra, la nomina quale componente del cda di Vito Uggenti, segretario locale di Rifondazione Comunista, altra persona priva di competenze specifiche, ma che ha sostenuto e contribuito alla elezione del Sindaco Lanzilotti.

Ma allora perchè emanare un bando per la selezione del Presidente di Torre Guaceto?

Perchè mettere in scena questo spettacolino sconcio, indegno ed offensivo per l'intelligenza della cittadinanza pensante, se poi tutti i giochetti di potere vengono fatti a tavolino dietro le quinte?

Non sarebbe stato molto più onesto ed elegante affermare che chi vince le elezioni ha il diritto di collocare nei centri di potere nevralgici le persone di propria fiducia, per assicurare un adeguato coordinamento e controllo di tutte le attività collegate all'amministrazione comunale?

Fare un bando fasullo sapendo in anticipo chi sarà il Presidente di Torre Guaceto, è un po' come bandire un concorso per l'assunzione di personale conoscendo in anticipo il nome dei futuri assunti.

Insomma, il Sindaco di Carovigno ha scelto (si spera liberamente) di nominare Corrado Tarantino alla Presidenza di Torre Guaceto, come avrebbe detto qualcuno: "Tutto bello, bellissimo!"

Carovigno ha così abbandonato la strada della competenza acquisita dall'esperienza di persone come Elio Lanzillotti (a cui va il merito di aver istituito la riserva) ed Enzo Epifani (a cui va il merito di averla portata ai massimi livelli nazionali ed internazionali), per passare a quella della totale incompetenza e conoscenza del territorio che ha caratterizzato la Presidenza di Mariella Milani.

Poi dopo un periodo un po' burrascoso ha deciso di affidare la riserva all'ex Prefetto Mario Tafaro, un uomo di istituzioni, un non politico che conosce molto bene il territorio, i meccanismi della politica e il funzionamento della macchina amministrativa.

Oggi con la nomina di Corrado Tarantino si è scelto di optare nuovamente per una nomina politica piuttosto che indicare un uomo di scienza o un uomo di istituzioni, ma sia chiaro per tutti che, con tutto il rispetto nei confronti dei nuovi arrivati, non potrà mai esistere alcun paragone tra la personalità, la credibilità, la preparazione, la competenza e il carisma dell'ex Prefetto Tafaro con quella del neo Presidente Corrado Tarantino, che dovrebbe a questo punto entrare nella sede del Consorzio in punta di piedi e con molta umiltà.

Sono infatti molte le aspettative dei cittadini.

Si aspettano che il nuovo Presidente risolva rapidamente ed efficacemente l'annosa questione dei parcheggi in località Pennagrossa.

Si aspettano che segua direttamente e solleciti il completamento della condotta sottomarina ponendo fine allo scarico nel Canale Reale

Si aspettano che segua da vicino e solleciti l'avvio dei lavori per la realizzazione del sistema di riutilizzo delle acque reflue ad uso irriguo.

Si aspettano che faccia luce sul concorso fasullo che è stato bandito e sul quale sussistono molte ombre circa la regolarità del bando e le modalità della selezione.

Si aspettano che a Torre Guaceto ci si torni ad occupare di tutela e salvaguardia dell'ambiente e si mettano da parte questioni e interessi di natura economica che poco interessano ai cittadini.

La strada non sarà dritta e pianeggiante, anzi sarà ripida, impervia e tortuosa, ma auguriamo ai nuovi arrivati di riuscire ad assolvere degnamente il compito che è stato loro affidato.