La Lanterna del Popolo

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Clientelismo: scottanti rivelazioni sui buoni

spesa dati dai politici ad amici e sostenitori

La Procura della Repubblica indaghi: è scandaloso che i politici speculino sui bisogni dei cittadini!

 

© - La Lanterna del Popolo (2020)

di Domenico Basile

Le notizie sul Coronavirus continuano a tenere banco.

I bollettini epidemiologici si sprecano al pari delle conferenze stampa, ed intanto l'Italia e le famiglie italiane affondano nelle sabbie mobili.

Il governo si è affrettato a manifestare la propria preoccupazione nei confronti dei cittadini che a causa della paralisi economica imposta dallo stesso governo, non sanno come fare per sopravvivere.

Fortunatamente il Presidente del Consiglio ha annunciato di aver disposto 4,3 miliardi di euro per i comuni a cui si aggiungono 400 milioni di euro disposti con Ordinanza della Protezione Civile n° 658 del 29 Marzo 2020 da distribuire alle famiglie bisognose sotto forma di buoni spesa.

Il Comune di Carovigno è risultato così assegnatario di 152.000 euro, somme vincolate, come detto, destinate alle famiglie bisognose … e ribadiamo bisognose!

La macchina si è così messa in moto, stabilendo delle priorità, fissando dei paletti restrittivi, predisponendo apposita modulistica, ed invitando tutti i cittadini in difficoltà a presentare domanda per poter richiedere il rilascio dei buoni spesa.

Le cose però non sembrano essere andate come sarebbero dovute andare, anzi.

A gettare discredito sulla gestione dei buoni spesa è il post pubblicato sui social networks da Giovanna Lanzilotti, candidata nel corso delle ultime elezioni amministrative nella lista "I Cittadini Innanzitutto" a sostegno del Sindaco Massimo Lanzilotti, peraltro premiata per il suo impegno politico con un incarico di responsabilità relativo al centro storico.

Tali dichiarazioni pubblicate su Facebook il 15 Aprile 2020, che riportiamo integralmente di seguito in tutta la loro genuinità, non possono passare inosservate.

Oggi una mia amica, mi chiama: “Giovà, è venuto tizio mi ha portato i biglietti dal comune, quelli per la spesa! Però io non ho fatto domanda che mio marito prende il reddito di cittadinanza, e io sto con mia madre pensionata, però mi ha detto che questi me li ha regalati lui! Non è che tu ne tieni un po’ per darmeli!”

“Beh, certo, se te li ha regalati evidentemente ti tiene a cuore soprattutto per quando devi andare a votare, io non ne ho, perché a differenza tua ho fatto domanda, perché non ho pensione nè reddito, in più siamo fermi dall'estate scorsa, ma ti volevo dire che sicuramente se te li ha regalati li ha tolti a qualcun'altro che aveva più bisogno di te!

Ci troviamo evidentemente di fronte a dichiarazioni gravissime che non lasciano spazio ad interpretazioni fantasiose: si tratta di una chiarissima denuncia su come l’assegnazione dei buoni spesa sia avvenuta in maniera irregolare e clientelare.

I buoni spesa sarebbero quindi stati distribuiti anche a persone che non ne avevano fatto richiesta in quanto consapevolmente a conoscenza di non avere i requisiti necessari per averne diritto.

A leggere attentamente le dichiarazioni pubblicate, si comprende molto bene che la persona che si sarebbe recata a casa dell’anonima signora per consegnarle i buoni spesa è un politico facente parte dell’attuale maggioranza di governo, e che tali attenzioni siano finalizzate esclusivamente a “governare” il proprio bacino elettorale (gregge) da cui ottenere, a tempo debito, il proprio tornaconto elettorale.

Se ciò fosse vero sarebbe semplicemente disgustoso!

E a far propendere per l’assoluta veridicità di questo assunto è il fatto che da parte del Sindaco Massimo Lanzilotti e dei membri della sua Giunta Municipale non è arrivata né una replica, né una smentita alle gravi accuse di irregolarità sollevate.

Non si tratta infatti di accuse provenenti dai consiglieri di opposizione, ma da soggetti che hanno contribuito all’elezione del Sindaco Massimo Lanzilotti, che hanno vissuto l’amministrazione dall’interno, e che fino all’altro giorno ne avevano tessuto le lodi.

Immediato e comprensibile il comunicato stampa che ne è seguito a firma dell’Avv. Sandra Di Monte (Segretaria cittadina della Lega) che si è dichiarata scioccata dalle dichiarazioni riportate.

In quel comunicato riferisce come con nota del 1° Aprile 2020 i gruppi di opposizione del centrodestra si siano offerti di dare il proprio contributo per far si che “tutto si svolgesse nella maniera più trasparente possibile, coinvolgendo tutta la comunità in questa gara di solidarietà, invece non siamo stati convocati e ascoltati e oggi il risultato parla di una gestione clientelare e puramente politica dei contributi, e perfino di messaggi privati da parte di alcuni amministratori che avvisavano per la consegna dei buoni spesa”.

Il comunicato stampa firmato dall’Avv. Di Monte riporta integralmente ulteriori dichiarazioni rilasciate nei commenti da parte della lista “I cittadini innanzitutto”, che pubblichiamo di seguito.

Il sindaco non comanda niente, gestisce tutto Leoci.

Prima si devono fare i conti in tasca.

Le domande devono essere presentate non all’ufficio servizi sociali ma nelle mani di Leoci e di Orlandino.

Tutti devono mangiare.

Prima devono tener conto dei loro amici associati.

Delinquenti si nasce, non si diventa, a buon intenditor poche parole.

Ne vedremo delle belle in questo 2020”.

Anche relativamente a questi commenti non risultano repliche o commenti da parte del Sindaco, né da parte delle autorità politiche locali chiamate in causa.

Quindi chi tace acconsente? Parrebbe proprio di sì!

Certo che se effettivamente le cose sono andate così i nostri rappresentanti istituzionali devono essere proprio dei grulli, o forse così presuntuosi circa la propria intelligenza da pensare di poterla fare in barba a tutta la popolazione.

Ma c’è anche un altro comunicato stampa che ha squarciato il silenzio della nostra città, quello della “Associazione Volontari della Protezione Civile Carovigno“, da sempre impegnata in prima linea con tutte le amministrazioni che si sono succedute, e del tutto estromessa e ignorata in un momento cosi importante.

“Siamo sorpresi e sconcertati dalle dichiarazioni del Sindaco di Carovigno Massimo Lanzilotti”, si legge nel comunicato stampa.

“Il Sindaco ha affermato che l'attività di distribuzione dei buoni spesa avverrà avvalendosi della collaborazione di alcune associazioni, fra cui quella della Protezione Civile Carovigno.

Ebbene, l'Associazione Volontari Protezione Civile Carovigno, in tutte queste settimane non è mai stata contattata dal Comune di Carovigno, nè dal Sindaco, nè dall'Assessore preposto, nè dal responsabile della Polizia Municipale, per chiedere una mano per fronteggiare l'emergenza creatasi in seguita alla pandemia da Coronavirus (Covid-19).

Mai una telefonata, mai un messaggio, mai una mail, e tutto ciò nonostante i nostri recapiti siano noti a tutti.

La nostra associazione, benché da sempre disponibile ed estremamente professionale, non è mai stata coinvolta nei processi decisionali, organizzativi e logistici legati all'emergenza Coronavirus.

Riteniamo che un atteggiamento di così scarsa considerazione e collaborazione non abbia eguali in nessun'altra realtà locale.

Evidentemente il Comune di Carovigno ed i suoi rappresentanti istituzionali hanno ritenuto di essere così numerosi, bravi e preparati da poter fronteggiare una simile emergenza senza problemi, unicamente con le proprie forze.

L'analisi dei risultati operativi e le valutazioni finali le faremo a tempo debito, ad emergenza conclusa.

Diffidiamo pertanto il Sindaco Massimo Lanzilotti, dal citare la nostra associazione come facente parte della "Task Force" del Comune di Carovigno da cui siamo stati tenuti a debita distanza e di cui, in queste condizioni, non intendiamo far parte.

Non vogliamo che il nome della nostra associazione venga accostato a possibili danni, abusi, irregolarità di qualsiasi genere nell'esercizio di tale attività, e che esse vengano imputate alla nostra associazione.

L'Associazione Volontari Protezione Civile Carovigno ad ogni modo, sta operando in perfetta e totale autonomia, nel rispetto delle proprie norme statutarie e regolamentari, avendo attivato una raccolta di generi alimentari di prima necessità che distribuisce alle famiglie bisognose tramite i propri volontari”.

Anche qui siamo di fonte ad un comunicato stampa molto forte che stigmatizza i comportamenti adottati e inchioda ciascuno alle proprie responsabilità.

Come se ciò non bastasse abbiamo appreso che molti cittadini hanno ricevuto i buoni spesa non solo attraverso il rapporto diretto con il politico locale, ma perfino in maniera indiretta, un po’ più subdola.

Abbiamo la certezza dell’onestà dei dipendenti comunali, ed in particolar modo dei dipendenti e della responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali, ma anche la certezza che una rilevante e imprecisata quantità di buoni spesa in bianco (senza nome e cognome) siano stati consegnati ad alcune associazioni, di cui omettiamo il nome per evidenti ragioni di riservatezza, che a loro volta hanno provveduto a distribuirli a persone a loro vicine che non avevano alcun diritto a beneficiare di tali misure.

Anche in questo caso il gioco è evidente: accontentare una associazione significa poter soddisfare molti associati e quindi potersi accaparrare una quantità maggiore di voti alla prima occasione elettorale utile.

Non c’è mai limite al marciume politico carovignese … e pensare che questa compagine aveva l’ardire di definirsi “Amministrazione del Cambiamento”!

Anche su questo aspetto la Procura della Repubblica di Brindisi dovrebbe indagare, così come dovrebbe indagare attentamente sull’ennesima violazione della privacy perpetrata a danno dei cittadini in occasione della compilazione dei buoni spesa.

Infatti, stando a quanto riportato sul comunicato stampa dell’Avv. Sandra Di Monte, supportato da diverse fotografie postate sui social networks, le operazioni di compilazione dei buoni spesa e di imbustamento (con tanto di nominativi ed indirizzi che di fatto costituiscono dati personali) si sarebbero svolte nell’aula consigliare alla presenza e con la partecipazione attiva di persone non facenti parte dell’ufficio servizi sociali, in palese violazione della Legge sulla Privacy che a Carovigno gli amministratori sembrano ignorare completamente e sistematicamente.

Fra questi c’erano perfino esponenti del Movimento 5 Stelle che hanno dimostrato una volta di più la loro totale commistione con l’attuale maggioranza di governo.

Sono una forza di opposizione, ma totalmente appiattita sulla linea di governo.

La prova sta nello strenuo tentativo di difendere la loro illegittima presenza nell’aula consigliare e lo spirito con cui si sono prestati a questo tipo di operazione.

Come se non bastasse sono diverse le persone che hanno riferito di aver visto il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci con tanto di elenco di persone destinatarie di bonus spesa interagire con le stesse per confermare il diritto o meno, e perfino per ritirare di persona le richieste di concessione degli stessi buoni spesa.

Tutto ciò è inutile dirlo, è di una gravità inaudita, e fa sembrare Carovigno una specie di principato autonomo, una sorta di “Terra di Mezzo” dove ognuno è libero di poter fare ciò che vuole, nella consapevolezza di restare impunito.

Non possiamo che riporre fiducia nella giustizia, sperando che almeno una volta ogni tanto trionfi a danno di chi pensa e spera di passarla sempre liscia.