La Lanterna del Popolo

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Il Sindaco Massimo Lanzilotti vara la terza giunta

in un anno: in maggioranza è il "Caos Totale!"

La maggioranza avvia un processo autodistruttivo irreversibile i cui effetti saranno visibili a breve

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Dopo le dimissioni "involontarie" dell'ex Assessore Antonella La Camera, fortemente condizionate dalle pressioni operate dal Partito Democratico non è mai giunta una smentita alle parole dell'ex Assessore.

Era soltanto il 2 Aprile quando il Sindaco Massimo Lanzilotti dopo l'azzeramento varava la sua seconda giunta Municipale nella quale venivano riconfermati il Vice Sindaco Onofrio Palma, gli Assessori Loredana Epifani e Luigi Orlandino e nominati i nuovi Assessori Pietro Cecere e Antonella Tateo rispettivamente al posto di Tony Camporeale e della dimissionaria Antonella La Camera.

Ma a Carovigno non c'è pace tra gli ulivi ed ecco che dopo meno di 3 mesi, complice (pare) la voce di un tentativo di sfiducia ai danni del Sindaco Massimo Lanzilotti, e quest'ultimo istintivamente azzera ancora una volta la giunta scatenando un putiferio all'interno della maggioranza di governo.

La motivazione ufficiale addotta è "la necessità di un confronto chiaro ed immediato con le forze politiche", ma il risultato è che con decreti del 24 Giugno 2019 il Sindaco ha riconfermato Assessori Onofrio Palma, Antonella Tateo e Luigi Orlandini, mentre non ha restituito le deleghe a Pietro Cecere e Loredana Epifani, assegnandolo bensì a Tony Camporeale e alla new entry Maria Grazia Saponaro.

Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere.

Cercheremo pertanto di comprendere ciò che ha portato a questo terremoto politico e le ragioni dei protagonisti attraverso le dichiarazioni rilasciate partendo da quelle del Segretario cittadino del Partito Democratico Giovanni Buongiorno.

“In questi giorni abbiamo assistito a un dibattito surreale sui mezzi di informazione circa una ipotetica verifica di maggioranza al Comune di Carovigno.

Purtroppo però il peggio doveva ancora arrivare, ed infatti apprendiamo via Facebook che il Sindaco ha azzerato la giunta.

Il Partito Democratico di Carovigno esprime stupore e sdegno di fronte all'ennesimo atto irriguardoso nei confronti di tutti i suoi rappresentanti.

Massimo Lanzilotti ha caparbiamente travalicato ogni limite della buona creanza rifiutando ogni rapporto istituzionale con le forze che gli hanno permesso di essere il Sindaco di questa città, ad eccezione della sua lista "Ripartiamo dal Futuro".Il Partito Democratico aveva chiesto di soprassedere all'azzeramento della giunta e di dare avvio ad una seria e puntuale riflessione sulle fibrillazioni quotidiane della maggioranza, ma come un caterpillar si è buttato a capofitto nelle tensioni interne cercando di poter sparigliare le carte a suo giovamento.

In tutta sincerità abbiamo seri problemi a comprendere le ragioni di tale atto, anzi avevamo chiesto al Sindaco un incontro di maggioranza per discutere e capire cosa stesse accadendo, in tutta risposta che leggiamo che si è deciso di azzerare la giunta.

Ciò che ha fatto il Sindaco Massimo Lanzilotti lo riteniamo inopportuno e sbagliato.

Proprio nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza aveva dimostrato unità e compattezza nell’approvare atti e documenti molto delicati e importanti per l’intera comunità come quelli relativi al rendiconto finanziario.

Durante il consiglio tutti i rappresentanti dei gruppi di maggioranza (tranne quello composto da Monna e Zizza) hanno preso la parola e difeso l’operato del Sindaco e della giunta.

In quel consiglio è emersa una maggioranza forte e coesa intorno al Sindaco, capace di assumersi la responsabilità di atti importanti per l’intero paese.

E proprio la fase delicata che si è aperta con la definizione del piano di rientro che andrà approvato nei prossimi mesi richiede responsabilità e unità, innanzitutto da parte di chi amministra.

Il PD pertanto rimanda al mittente i "contentini" (riferendosi alla delega di Vice Sindaco revocata ad Onofrio Palma e concessa ad Antonella Tateo), chiede invece il ripristino della collegialità e del confronto costruttivo: il PD non baratta nulla che non sia la difesa delle istituzioni.

Questo gioco delle 3 carte serve solo a galleggiare nel mare delle incertezze e a far si che il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci, continui indisturbato a dettare legge in ogni stanza del Comune (corsi e ricorsi storici: cosa che avveniva anche 5 anni fa, forse potrebbe trattarsi di un vezzo dei Presidenti del Consiglio Comunale n.d.R.).

Il Sindaco tra qualche tempo, con questo modo di fare, potrebbe dare anche il benservito al PD.

Il PD è impegnato così come ieri e come domani, ogni atto di irresponsabilità commesso ai danni della nostra città sia di ordine politico che amministrativo.

Oggi siamo ancora in tempo per raddrizzare il timone di questa nave in balia della tempesta, domani potrebbe essere tardi”.

La revoca delle deleghe assessorili però era destinata a lasciare l’amaro in bocca agli assessori esclusi che hanno autonomamente commentato l’accaduto.

Innanzitutto a partire dall'ex Assessore Loredana Epifani che aveva seguito tutta la questione legata allo studio e l'analisi dello stato finanziario dell'ente.

“Lascio a malincuore il mio assessorato.

Ho svolto al meglio il ruolo che mi era stato affidato dapprima dal Sindaco e poi riconfermato dal movimento "Ripartiamo dal Futuro" di far parte anche dell'attuale giunta, ma non condividendo più determinate scelte ho preferito non accettare.

Non ho accettato nuovamente l'incarico di Assessore perchè in un comune con forti tensioni finanziarie e una carenza di personale tale da immobilizzare l'ordinaria amministrazione, le priorità sono ben altre che le spartizioni di poltrone e deleghe.

Questo comportamento da parte di alcuni politici mi sembra offensivo e irrispettoso nei confronti di chi nonostante tutto continua a lavorare per un unico obiettivo, il bene comune.

Partiti e movimenti assetati di potere cariche e ruoli hanno messo a dura prova la stabilità di questa amministrazione, commettendo scelte non solo impopolari, ma anche dannose per Carovigno.

Il primo segnale di inefficienza lo si è avuto con il cambio della prima giunta.

Unita e competente e forse anche grazie ad inesperienza politica, tanto criticata, ha lavorato incessantemente dal primo giorno, dimostrando con impegno e fatica che il cambiamento è possibile.

Il cambio di alcuni "pezzi" così come li ha definiti un segretario di partito ha portato solo ad un rallentamento del lavoro esecutivo, oltre che ad una progressiva perdita di consensi.

Questa è la politica!

Noi ci siamo proposti come il cambiamento, come un inversione di rotta, e certo questa non è la rotta giusta!

In questa situazione di criticità economiche ed operative serviva solo impegno e lavoro da parte di tutti, nessuno escluso.

Stanca dei giochi politici li lasco fare agli altri.

Guardo avanti con coscienza sperando che si ristabilisca un equilibrio che possa portare avanti la sfida del cambiamento promesso e tanto sperato che Carovigno necessita e merita”.

Una lettera dura almeno quanto quella pubblicata a suo tempo dall'ex Assessore Antonella La Camera e che per certi versi conferma ulteriormente le accuse da questa formulate a suo tempo.

Pertanto per traghettare questa “carretta del mare” chiamata “Comune di Carovigno” fuori da queste acque paludosi e maleodoranti viene nominata al posto di Loredana Epifani viene quindi nominata una  giovane priva di qualsiasi esperienza politica ed amministrativa … una scelta a dir poco azzardata!

Profondamente deluso, poi anche l’ex Assessore Pietro Cecere, che nemmeno 3 mesi di assessorato viene parcheggiato a margine della strada per ignoti motivi, certamente non riconducibili al proprio operato.

Anch’egli ha voluto affidare i propri pensieri e la propria amarezza in una nota che riportiamo.

“Circa 2 mesi fa ho accettato con grande senso di responsabilità ed umiltà l’opportunità offertami.

Ho rispettato tutti coloro con cui ho avuto a che fare ed ho lavorato sempre con il massimo impegno nell’interesse di tutti i cittadini.

Durante il mio breve mandato come assessore con delega al commercio, rapporti con le partecipate e rapporti con il cittadino, ritengo di aver operato sempre con la massima trasparenza e spirito di abnegazione.

Sapevo che non sarebbe stato facile inserirsi in un meccanismo già rodato, ma mai avrei pensato di dovermi ritrovare di fronte a situazioni assurde ed a volte imbarazzanti come quando mi in Nuova Carbinia mi hanno detto che per conoscere cosa stessero facendo dovevo formulare istanza di accesso agli atti.

Come tutti sanno, tra le deleghe affidatemi, rientrava anche il rapporto con la partecipata Nuova Carbinia: bene, non mi è mai stato concesso di partecipare alle riunioni per discutere del nuovo piano industriale o poter dare un contributo nella gestione della stessa.

Ormai si gioca con le persone come fossero figurine.

In 2 mesi di assessorato, non è mai stata fatta una riunione con tutta la maggioranza, come sottolineato in un comunicato anche dal gruppo PD, per coordinarci, discutere sulla linea amministrativa e confrontarci.

Questo paese ha bisogno di essere amministrato, invece si é pensato a trovare il nemico anche in quelli che dovevano essere i propri compagni di squadra.

Il gruppo Prima Carovigno, di cui ero espressione in giunta, ha pubblicamente smentito la fantomatica congiura, a differenza di altri gruppi politici che siedono in maggioranza e questo, secondo me, la dice lunga sulla lettura politica che si è data.

Apprendo, come sempre solo dai giornali, che per il Sindaco la causa scatenante del mio allontanamento dall’esecutivo sarebbe stata la mia assenza in una giunta nei giorni prima del consiglio comunale in cui si votava il rendiconto finanziario, ma i fatti sono che il gruppo Prima Carovigno ha votato favorevolmente in consiglio comunale il punto sul rendiconto insieme a tutta la maggioranza assumendosi una grossa responsabilità di fronte alla città.

Beh, forse visto il ritorno di fiamma dell’assessore nominato al mio posto stava cercando semplicemente una scusa per sostituirmi, ma in politica a volte i titoli di studio non sono sempre una garanzia.

Il mio ringraziamento va comunque ai consiglieri Marilinda Gentile e Andrea Uggenti per l’opportunità datami, e soprattutto alla mia famiglia che sicuramente ha pagato più di tutti questa situazione”.

Una nota molto amara che denota tutta l’amarezza per ciò che avrebbe potuto essere questa esperienza e la delusione dovuta ad una estromissione ingiustificata.

Molto duro anche il comunicato diffuso dal gruppo Prima Carovigno, a cui fanno capo i Consiglieri Comunali Andrea Uggenti e Marilinda Gentile, e di cui l’ex Assessore Piretro Cecere era espressione.

“Il Sindaco si è assunto l'unilaterale responsabilità di azzerare la giunta, decidendo poi di vararne una nuova, senza sentire l'esigenza di un leale confronto con le forze politiche e i consiglieri, assunta "furbescamente" solo dopo l'importante consiglio comunale di approvazione del bilancio di rendiconto.

A dimostrazione di come il Sindaco svilisce la funzione democratica dei partiti e dei consiglieri, fidandosi con metodi che ricordano molto il passato di cui dovevamo liberarci, solo di qualche discutibile "suggeritore".

A questo punto prendiamo atto della scellerata scelta del primo cittadino che ha voluto una nuova giunta senza il nostro sostegno politico, e senza neppure quello del PD.

Una amministrazione minoritaria dal respiro breve e senza prospettive, condannata prima o poi a capitolare.

Il sentimento che ora ci anima è la delusione nell'avere sperato che le nuove elezioni avrebbero rappresentato un risveglio cittadino, una rinascita, ma purtroppo siamo costretti a ricrederci.

Per quanto ci riguarda continueremo a svolgere con serietà il ruolo di consiglieri che gli elettori ci hanno affidato, però siamo preoccupati.

Prima le continue divisioni che hanno prodotto ben 2 rimpasti in 11 mesi, ora il dissenso di uno dei maggiori movimenti politici a sostegno del Sindaco, quello che ora si rivela come Partito Democratico, ma che fino al 10 Giugno 2018 era rimasto nascosto agli elettori in una lista civica, circostanze che non fanno certo presagire un futuro roseo per questa amministrazione.

Un ulteriore commissariamento sarebbe catastrofico per questo paese.

Chiediamo al Sindaco e alla sua maggioranza dove sono finite le promesse di stabilità amministrativa fatte in campagna elettorale?

Dov'è finita a tanta sbandierata coesione della coalizione? L'unità di intenti e il bene comune?

Avete i numeri? Avete un programma politico amministrativo condiviso?

Perchè se la risposta anche ad una di queste non dovesse essere "certamente si" avete il conseguente dovere di farvi da parte”.

Appare evidente che dopo aver perso il proprio Assessore di riferimento il gruppo Prima Carovigno sia destinato come minimo a chiamarsi fuori dall’attuale maggioranza di governo dichiarandosi indipendenti, salvo poi votare secondo la propria coscienza a seconda delle circostanze e degli argomenti proposti.

E’ però evidente indebolimento della maggioranza del Sindaco Massimo Lanzilotti, tenuta insieme con tatti piccoli strappi di scotch, ma pronta a saltare in aria da un momento all’altro.

In tutto ciò il silenzio assordante del gruppo Carovigno Unita è emblematico, evidentemente per loro tutto procede secondo i piani prestabiliti.

Il Sindaco Massimo Lanzilotti però non accetta alcun diktat, soprattutto da parte del PD e reagisce con una nota molto forte per cercare di ristabilire le gerarchie.

“Io mi auguro che il direttivo del PD abbia già sollecitato le dimissioni del suo segretario e che lo stesso partito intenda chiedere scusa alle persone tirate in ballo con affermazioni gravi.

Non si può rimanere in silenzio e lasciare che passi un messaggio distorto rispetto a quanto è accaduto.

Anzi il mio auspicio è quello che le sue dimissioni dall’incarico siano state già chieste e si stia già scrivendo una nota di scuse, non nei confronti, ma per tutte quelle persone che sono state tirate in ballo senza filtri e con affermazioni farneticanti gravissime.

E’ stato utilizzato un linguaggio sicuramente non degno di un segretario di un partito come il PD e che certamente non è stato condiviso dai suoi rappresentanti istituzionali e dai suoi dirigenti.

Di questo ne sono sicuro.

Stupore, sdegno, “si è permesso”, “contentini”, “mortificare”, baratto, irresponsabilità politica e amministrativa sono solo la minima parte dei concetti espressi nei miei confronti solo ed esclusivamente dal segretario del PD, perché è inimmaginabile che il direttivo potesse condividere una simile uscita da parte di chi oggi è e sarà sempre forza di maggioranza di questa amministrazione.

L’Assessore Antonella Tateo è ora anche Vice Sindaco ed invece di convocare una riunione, magari per stappare una bottiglia e qualche pasticcino si è pensato bene di dimenticarsi perfino di farle gli auguri.

Incertezze quotidiane, tempesta e attacco diretto e frontale al Presidente del Consiglio Francesco Leoci a cui va tutta la mia solidarietà.

Parole pesanti e senza senso, con ’unica colpa, quella di fare tanto, di essere presente in ogni momento e a disposizione di tutti i cittadini, degli assessori, dei consiglieri comunali e di tutta l’amministrazione.

A completa disposizione di tutti per il bene della città, per risolvere i mille problemi quotidiani, dal più piccolo al più importante, senza distinzione, ma sempre con l’obiettivo di far bene, senza mai intestarsi personalmente nessun risultato, anzi, ponendo prima di ogni cosa il Sindaco e l’amministrazione tutta.

Se dare risposte vuol dire essere irriguardosi, allora la mia speranza è che tutti i consiglieri abbiano questo atteggiamento”.

A questi giorni infuocati ora dovrebbe seguire una breve pausa di riflessione per ricucire i rapporti interni, ma l'impressione è che all'interno sia stato avviato un processo di autodistruzione irreversibile i cui effetti potrebbero essere visibili a breve.

La speranza cittadina è che i cocci di questo vaso rotto possano ancora essere rimessi in piedi, ma sarà dura.