La Lanterna del Popolo

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Il Castello di Carovigno è patrimonio di tutti,

non può essere soltanto un "affare per pochi"

I visitatori ci sono, alcuni pagano anche 5 euro a testa, ma dalle visite l'ente comunale non incassa nemmeno 1 euro!

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

La città di Carovigno offre un pacchetto turistico di tutto rispetto.

Estremamente diversificato nella sua offerta è in grado di poter proporre belle spiagge ed aree naturalistiche, beni artistici ed architettonici e tradizioni plurisecolari, una gastronomia di alto livello abbinata di una rinomata accoglienza, capace quindi di poter soddisfare le molteplici esigenze del turista non più soltanto “spiaggiaro”, ma molto attento a ciò che un territorio è in grado di proporre.

Non dimentichiamo mai che non esiste pubblicità migliore di un turista che se ne va felice e soddisfatto delle proprie vacanze e del trattamento ricevuto.

Negli anni passati Carovigno è cresciuta molto in termini di quantità, grazie all'accelerazione impressa al settore turistico-alberghiero dalle varie  amministrazioni comunali che si sono susseguite negli ultimi 20 anni che hanno autorizzato la creazione di un gran numero di posti letto.

Oggi è il tempo di investire in qualità.

Bisogna iniziare a coccolare i turisti, ad offrirgli servizi utili e concreti, a prenderli per mano ed accompagnarli a conoscere questa terra meravigliosa.

E’ inutile dirlo, ma il fulcro di questo territorio è il Castello Dentice di Frasso, nostro primario bene monumentale per eccellenza, a cui la popolazione è particolarmente legata.

Ed è proprio dal Castello Dentice di Frasso che parte la nostra analisi.

Abbiamo cercato di capire l’uso che viene fatto del Castello, le modalità di fruizione, le entrate che produce, i costi che comporta per cercare di capire come ci si debba muovere per tutelare questo complesso monumentale e porlo nelle condizioni ideali per far si che la sua presenza possa essere un importante volano economico e non un pesante fardello per la collettività.

Forti di questo intento ambizioso, abbiamo inviato una richiesta ufficiale all’indirizzo della Responsabile del Servizio Area 1, Dott.ssa Teresa Urso, chiedendo le seguenti informazioni:

1- Numero dei visitatori che hanno visitato il castello nel 2018;

2- Le entrate per l’ente comunale derivante dalle visite guidate nello corso dell’anno 2018;

3- Le entrate per l’ente derivante da diritti versati per servizi fotografici, matrimoni, eventi, etc. svolti nel 2018;

4- Le spese sostenute nel 2018 per rata riscatto, gestione, manutenzione verde, pulizia, pagamento utenze, etc.

La stessa Dott.ssa Urso con nota del 29 Novembre ci ha comunicato:

"Riguardo al numero dei visitatori si rimanda alla relazione prodotta dalla Associazione "Le Colonne", tale relazione fornisce un quadro relativo al periodo di riferimento che va dal 18 Giugno 2018 al 5 Settembre 2018.

Per quanto riguarda le entrate derivanti dalle visite guidate non ce ne sono in quanto le stesse al momento non sono a pagamento.

Invece le entrate derivanti dalla celebrazione di n° 6 matrimoni civili, n° 10 servizi fotografici, n° 2 incontri pubblici, n° 2 dibattiti politici per l'anno 2018 sono state pari ad Euro 3.950,00.

Non è invece possibile quantificare le spese delle utenze e quella per la manutenzione del verde e delle pulizie perchè il Castello rientra tra tutti i beni comunali gestiti dalla Nuova Carbinia".

Innanzitutto abbiamo dei dati incerti  e dei dati non disponibili o incerti.

Tra i dati certi abbiamo quelli relativi alle entrate odierne che appaiono decisamente minime e risibili.

3.950 euro l'anno per un bene di pregio come il Castello Dentice di Frasso sono un vero e proprio insulto alla città!

Altro dato certo è che il Comune di Carovigno non ha incassato neppure un euro dalle visite al Castello ... e ciò è di una gravità inaudita!

Ma su questo aspetto torneremo dopo.

Tantissimi invece i dati non disponibili.

Non sono quantificabili i costi di pulizia e manutenzione del verde pubblico che rientrano tutti nell'ambito della fornitura generale della Nuova Carbinia.

Grazie al nostro archivio redazionale, però siamo riusciti a ricostruire, benchè non forniti, i costi di gestione e la rata da versare ogni anno alla Provincia di Brindisi per riscattare la proprietà il bene.

I costi di gestione sono quelli stabiliti dal Commissario Prefettizio con la deliberazione n° 28 del 15 Febbraio 2018 e sono pari a complessivi Euro 29.000,00.

La rata annuale invece è pari ad Euro 106.250 per i primi 8 anni (4 rate già pagate), dopodichè a partire dal 2023 la rata aumenterà e sarà pari ad Euro 161.363,63 per i successivi 22 anni per un totale di 4.400.000 euro da versare in 30 anni a cui andranno ad aggiungersi la realizzazione ed allestimento del museo al Castello per ulteriori 800.000 euro.

Insomma, un esborso minimo certo di ben 135.250 euro annui a cui andrebbero aggiunti i costi non quantificabili, ma che comunque l'ente sostiene.

Torniamo ora sulla questione delle visite che è quella che oggi maggiormente ci interessa.

Secondo l'Associazione "Le Colonne" nel periodo compreso dal 18 Giugno 2018 al 5 Settembre 2018 il Castello Dentice di Frasso sarebbe stato visitato da 1.518 visitatori non paganti dei quali 271 stranieri e 1.247 italiani (382 pugliesi e 865 del resto d'Italia).

La questione però è seria e merita molta attenzione.

Innanzitutto partiamo dal dato dei visitatori, una media di 4 visitatori al giorno rappresenta un dato che deve essere assolutamente migliorato.

Molteplici le pecche e pochi o nulli gli sforzi fatti per trasformare il Castello in un bene capace di tradursi in un beneficio diffuso per l'intera collettività.

L'assenza di un sito internet dedicato impedisce agli interessati di poter conoscere il Castello Dentice di Frasso, di informarsi sugli orari di visita, etc.

L'attività pubblicistica è nulla, non è stata mai posta in essere una vera e propria strategia comunicativa che abbia realmente contribuito a far conoscere il Castello Dentice di Frasso al di fuori delle quattro mura che circondano il nostro borgo antico.

L'attività di marketing nazionale ed internazionale da qualche anno è praticamente inesistente.

Mentre prima si partecipava ad alcune fiere di settore come la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, da qualche tempo non si stanno muovendo passi in questa direzione, cercando di vivacchiare di rendita.

Al di là di ciò la cosa più grave è che i turisti ci sono solo che vengono gestiti in maniera ridicola.

In alcuni casi giungono al castello, dove trovano il cancello chiuso e quando questo è aperto non trovano una biglietteria, non trovano una guida, non trovano nulla, per cui scattano un paio di foto dall'esterno e se ne vanno abbastanza delusi.

In altri casi sono giunti al castello anche diversi pullman granturismo con centinaia di turisti stranieri, che anzichè trovare una biglietteria, all'ingresso hanno trovato un cartello sul quale campeggiava la scritta "Free Entry" (Ingresso Libero) posto in essere dall'Associazione brindisina a cui il Commissario Prefettizio, Dott. Onofrio Padovano, ha consegnato la gestione del castello e della biblioteca comunale.

I turisti quindi chiedevano dove fosse la biglietteria, quanto costasse il biglietto (per loro, ed anche per noi, appariva normale che si dovesse pagare un ticket di ingresso), ed invece gli si rispondeva che l'ingresso era libero, e loro sorpresi (ma felici) rispondevano: "Good! Thank you!" (Bene! Grazie!)

Insomma, frotte di turisti hanno potuto visitare il castello in forma assolutamente gratuita, cosicchè il Comune di Carovigno non ha consapevolmente incassato nemmeno il becco di un quattrino.

In altri casi, però è avvenuto di peggio.

Alcuni soggetti di cui preferiamo tacere i nomi per ovvi motivi, hanno costruito intorno al Castello Dentice di Frasso e a tutta la disorganizzazione che gli ruota intorno, un sistema attraverso il quale hanno potuto lucrare in tutta tranquillità senza rendere conto a nessuno, e senza che nessuno chiedesse loro conto di ciò che facevano all'ombra dell'antico maniero.

Sono stati organizzati "eventi", "passeggiate", "visite" di ogni ordine e grado in forma assolutamente privata, certamente non ufficialmente autorizzata dal Comune di Carovigno, con tanto di prenotazioni, ottenendo perfino le chiavi di ingresso del castello per poterlo aprire in qualsiasi orario in totale autonomia.

Alcune di queste guide hanno raccolto prenotazioni telefoniche e richiesto il pagamento di un ticket di 5 euro a persona, senza rilasciare alcuna ricevuta se non un pezzetto di carta colorata staccata da uno di quei blocchetti usati per una delle tante riffe paesane.

Quindi i turisti ci sono solo ma molti vengono "captati" in "circuiti non ufficiali", ovviamente a pagamento.

Ciò che è ancor più grave è che queste persone senza autorizzazione alcuna hanno lucrato sulla vendita dei ticket, speculando sulla buona fede dei turisti, sfruttando un bene comune di proprietà di un ente pubblico, affidato in gestione al Comune di Carovigno il quale, forse inconsapevolmente, da tutta questa operazione non ha incassato neppure un euro!!!

Tutto ciò è di una gravità inaudita!

Immaginate soltanto se ogni turista avesse pagato un ticket di 5 euro quanti soldini sarebbero entrati nelle casse del Comune di Carovigno?

Circa 7.600 euro soltanto dai turisti "ufficiali" censiti tra il 18 Giugno 2018 ed il 5 Settembre 2018.

E se il ticket fosse stato pagato anche dai turisti che hanno visitato il castello prima del 18 Giugno e dopo il 5 Settembre 2018 quanto si sarebbe incassato?

E se anzichè finire nelle tasche di qualche privato i 5 euro a persona fossero stati riversati nelle casse dell'ente quanto si sarebbe incassato?

Sappiamo perfino che in una sola sera alcuni di questi hanno incassato, grazie alla presenza di circa 300 turisti, circa 1.500 euro in un sol boccone!

Questi soldini sarebbero potuti servire per istituire una biglietteria, assumere una o più guide turistiche per fornire un servizio professionale ai visitatori, ed avere un costante servizio di pulizia interna ed esterna.

Siamo convinti che tutto ciò avrebbe prodotto delle entrate per l'ente che in questi anni ha subito un costante e sistematico danno erariale.

In pratica è come se a Roma qualcuno si fosse proposto di accompagnare e fare da guida ai numerosi turisti al Colosseo non pagando il biglietto di ingresso, ma chiedendo loro 5 euro a testa, senza versare nulla al Comune di Roma che praticamente avrebbe soltanto inconsapevolmente fornito il bene da visitare.

Una situazione anormale degna del film Tototruffa '62.

Non è affatto pensabile che un bene monumentale, patrimonio collettivo, la cui gestione è affidata al Comune di Carovigno, che peraltro sta riscattando con una esosa rata annuale da pagarsi per molti anni ancora, possa essere sfruttato economicamente da parte di privati per esclusivo interesse personale, né può essere ammissibile che l’ente comunale da tutto ciò non ottenga alcun tipo di ritorno economico

Non sappiamo se l’ente comunale sia a conoscenza di ciò che accade, ma ad oggi non risultano posti in essere atti per porre fine a questo stato di cose che di fatto costituisce e produce un concreto danno erariale.

In tempo di crisi e di bilanci risicati non è possibile far finta di nulla poiché significherebbe rendersi complici, seppur tacitamente, di una gestione scorretta e di un illecito sfruttamento economico del bene pubblico.