La Lanterna del Popolo

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Prorogata la gestione commissariale per

ulteriori 6 mesi: è la rivincita dello Stato!

La delusione di Massimo Lanzilotti che gradisce le sentenze positive, ma non le decisioni dello Stato

 

© - La Lanterna del Popolo (2022)

di Domenico Basile

Il 22 Giugno 2022 alle ore 16,25 il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Mario Draghi, per affrontare, fra i tanti punti all'ordine del giorno, la scottante questione del Comune di Carovigno.

Al termine della seduta, con il Comunicato Stampa n° 84 dello stesso 22 Giugno 2022, il Consiglio dei Ministri ha reso noto che "su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, al fine di consentire il completamento dell’azione di recupero e risanamento degli enti commissariati, ha deliberato la proroga, per ulteriori 6 mesi, dello scioglimento dei consigli comunali di Guardavalle, in provincia di Catanzaro e Carovigno in provincia di Brindisi, e dell’affidamento della gestione dei 2 comuni alle rispettive Commissioni Straordinarie".

Ciò significa che la gestione commissariale iniziata il 12 Marzo 2021 e che doveva durare 18 mesi, e quindi scadere il 12 Settembre 2022 dovrebbe concludersi invece, l’11 marzo 2023, con naturale prolungamento del commissariamento fino ala data fissata per le nuove elezioni amministrative.

La decisione è giunta in seguito alla relazione del Prefetto Maria Rosaria Maiorino, del Vice Prefetto Maria Antonietta Olivieri e del Dott. Michele Albertini pienamente condivisa dal Prefetto di Brindisi Carolina Bellantoni, e quindi trasmessa al Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.

Evidentemente l’opera di risanamento non è stata completata, 18 mesi non sono stati sufficienti per rimettere in carreggiata questo disastrato comune.

La notizia poteva essere accolta con la massima tranquillità e il dovuto rispetto nei confronti delle istituzioni, e così sarebbe stato per tutti, ma non per lui, non per l'ex Sindaco Massimo Lanzilotti.

Il quale il giorno successivo, senza perdere un minuto ha pubblicato su Facebook dichiarazioni molto dure contro la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri.

"La proroga di 6 mesi per il commissariamento del Comune di Carovigno rappresenta la chiara volontà di calpestare la democrazia di una città, di calpestare il valore delle sentenze sia penali che civili già emesse e irrevocabili, di calpestare dunque la giustizia e i valori per cui tutti ancora dovremmo credere in essa.

Con tale proroga di ulteriori 6 mesi Carovigno sprofonda sempre più nell'abisso dell'immobilismo e nella delusione.

Molti sono i settori paralizzati dal commissariamento che, nonostante i finanziamenti per opere pubbliche già stanziati, ha influito negativamente sul lavoro di tecnici, imprenditori del settore edile, investitori in campo agricolo e soprattutto turistico, per non parlare della promozione e della cultura azzerando completamente gli eventi in città.

Se l'azione del commissariamento fosse stata orientata alla crescita e allo sviluppo della città avrei accettato con piacere questa e anche altre proroghe, ma se tale azione provoca una paralisi delle attività imprenditoriali e lavorative allora no, non è facilmente accettabile.

Anche perchè quali sarebbero le motivazioni di una proroga di 6 mesi se le sentenze asseriscono che lo scioglimento del Comune è stato illegittimo? 

E se è stato illegittimo scogliere l'ente perchè perseverare in tale illegittimità?

Per ripristinare la legalità e per proteggere l'azione amministrativa da un malaffare che non c'era durante la mia amministrazione?

E' il non senso e il paradosso che l'Italia è in grado di proporci in questo e più casi, e che volente o nolente una intera comunità subisce ingiustamente nel silenzio assordante di tutte le altre forze politiche presenti in città che dal primo momento hanno preferito tacere".

E' poi assurdo, se non addirittura capzioso, il commento riportato dalla testata Brindisi Report, (i cui autori non firmano neppure i loro articoli), che riferisce di uno scioglimento del consiglio comunale per "presunte" infiltrazioni mafiose.

Le infiltrazioni della criminalità organizzata non sono affatto "presunte" come affermato da un anonimo e compiacente articolista, poichè sono state accertate dalla Commissione Ispettiva Antimafia, la cui relazione è stata valutata dal Prefetto di Brindisi, che ha ritenuto valide le conclusioni in essa riportate, tanto da trasmettere una propria dura la relazione (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale) al Ministro degli Interni che ha sottoposto la questione al Consiglio dei Ministri fino a giungere al decreto di scioglimento firmato dal Presidente della Repubblica.

La proroga non rappresenta affatto "la volontà di calpestare democrazia, sentenza o la giustizia".

Siamo invece pienamente d'accordo sul fatto che questa gestione commissariale non è stata affatto una gestione "illuminata", non ha portato progettualità, sviluppo, dinamismo, efficienza amministrativa, anzi, è parsa molto ingessata e interessata solo al ripristino della legalità, più perseguita in senso procedurale piuttosto che conseguita in senso pratico.

Va però detto che il Comune di Carovigno era già paralizzato al tempo dell'amministrazione Lanzilotti, che aveva avuto modo di dimostrare la propria incapacità amministrativa e di non saper dialogare con le forze politiche nè di maggioranza nè di opposizione.

Massimo Lanzilotti afferma ancora oggi che siccome lui è stato assolto lo scioglimento del Comune di Carovigno è stato illegittimo, ma non è affatto così!

Si tratta di una affermazione palesemente falsa!

Nella sentenza di assoluzione, il giudice ha attestato soltanto la sua estraneità ai fatti, ma non affatto escluso (nè avrebbe potuto farlo) l'infiltrazione mafiosa che invece è stata rilevata dalla Commissione Ispettiva Antimafia e verrà trattata in altri procedimenti a carico di altri soggetti rinviati a giudizio per vari reati.

Quindi non può affermare neppure che durante la sua amministrazione non c'era il malaffare, perchè c'era ed è stato accertato dagli organi competenti.

Se Massimo Lanzilotti fosse stato la panacea ai mali di questo paese le elezioni sarebbero state salutate con gioia, ma purtroppo così non è.

Non si comprende poi perchè abbia così tanta fretta di tornare in politica per riprovare a fare il Sindaco.

Ha invece preferito contare fino a 100 ed attendere 2 giorni in più prima di esprimersi il Consigliere Regionale, Alessandro Leoci, che ha così commentato la proroga di altri 6 mesi del Commissariamento del Comune di Carovigno.

"In merito alla proroga di ulteriori sei mesi per il commissariamento del Comune di Carovigno, deliberata dal Consiglio dei Ministri, sento di dover esprimere un certo rammarico e invitare a una riflessione sugli strumenti legislativi che a monte disciplinano lo scioglimento degli enti pubblici.

Stante infatti le sentenze di piena assoluzione, che hanno riguardato sia l'ex Sindaco Massimo Lanzilotti che l'ex Presidente del Consiglio comunale Francesco Leoci, avrei auspicato un ritorno alle urne, per dare piena espressione alla libertà della democrazia popolare che viene espressa tramite il diritto di voto".

La sua posizione è stata molto più morbida e meno aggressiva rispetto a quella di Massimo Lanzilotti, anche perchè per lui deve essere stato molto difficile, esprimersi essendo fratello di Francesco Leoci.

Per giunta, proprio lui, è stato nominato componente della Commissione Antimafia, un ruolo molto delicato che lo poneva in grande difficoltà, anche in virtù del fatto che la nomina è giunta a sorpresa, dopo il rinvio a giudizio di suo fratello, ma prima che lo stesso fosse assolto nel processo che lo vedeva imputato.

Non resta quindi che rassegnarsi alle decisioni dello Stato che non vanno accettate solo quando fa comodo (vedi sentenze) e rifiutate con segno quando appaiono avverse (vedi proroga commissariamento).

Massimo Lanzilotti e tutti i potenziali avversari che avevano già acceso i motori sui social networks e stavano sgasando preparandosi a sgommare verso le elezioni amministrative dovranno spegnere i motori ed attendere ancora un anno.

La speranza è che questo anno non lo impieghino a studiare come carpire il maggior numero di voti, ma come risollevare le sorti di questo disgraziato paese.