La Lanterna del Popolo

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Campetto in Contrada Jannozza: un degrado

a cui nessuno ha mai voluto porre rimedio

Campetto di calcio ridotto a minicampo da hockey: il degrado regna sovrano trai i rovi e  le sterpaglie

 

© - La Lanterna del Popolo (2020)

di Domenico Basile

Gli anni passano (a Carovigno), ma i problemi restano.

"Ed è già una fortuna", direte voi, dato che siete abituati a vedere che i problemi solitamente non solo restano, ma molto spesso aumentano.

Uno di questi problemi lo abbiamo affrontato più volte anni fa, senza mai riuscire a scalfire la sensibilità, o se preferite l'insensibilità, dei nostri amministratori locali, solitamente in tutt'altre faccende affaccendati, come le cronache periodicamente ci documentano tristemente.

Ed allora non demordiamo, riproviamoci, chissà forse qualcuno ci ascolterà, forse qualcuno interessato a tuffarsi di pancia in questo variegato e bizzarro mondo della politica locale vorrà provare a cimentarsi una volta tanto in qualcosa di buono per questo paese.

... e allora se la speranza è l'ultima a morire, diamogliene l'occasione.

Come dicevamo, qualche anno fa abbiamo avuto modo di evidenziare le problematiche legate alla Contrada Jannozza, ormai tristemente ribattezzata col nome di "Bronx", il quartiere malfamato di New York.

Ebbene questo piccolo quartiere ha tutte le carte in regola per essere una delle zone più vivibili del paese, grazie al fatto di essere collocato a distanza dal caos del traffico cittadino ed immerso nel verde  e nella quiete.

Invece, forse per il fatto di essere costituito esclusivamente da case popolari, forse per il disagio economico in cui versano gli assegnatari delle stesse, che ha contribuito a connotare negativamente i suoi abitanti colpevoli di povertà, il quartiere inevitabilmente si è trasformato in ghettio anche e soprattutto per il cronico disinteressamento da parte degli amministratori locali di ogni colore politico.

Fin dalla creazione del quartiere in Contrada Jannozza la politica locale non ha mai posto in essere programmi di riqualificazione e soprattutto di integrazione ed inclusione sociale.

Come se ci fosse una occulta strategia, si è deciso di emarginare le fasce più deboli e disagiate della società, confinandole in questo quartiere rendendolo off-limits per i non residenti, coltivandolo "economicamente" solo allo scopo di poterlo sfruttare come bacino elettorale ogni volta che si presenta l'occasione.

Ciò premesso sono trascorsi 20 anni dalla prima volta in cui ci siamo interessati alle sorti di questo quartiere, purtroppo con scarsissimi riscontri.

L'unica opera pubblica degna di nota è stata la realizzazione della strada di collegamento con la Via per Ostuni creata dall'amministrazione Zizza e che ha permesso agli abitanti di Contrada Jannozza di avere una via di fuga alternativa in caso di impraticabilità di via Santa Sabina.

Ciò premesso, la nostra proposta era e rimane molto semplice, e la riproponiamo a questa amministrazione comunale pur nella certezza che cadrà nel vuoto: occorre intervenire per acquisire e recuperare i giardini della ASL e il campetto di calcio che si trova all'interno della stessa area della ASL.

Tutti percorriamo il tratto dell'Estramurale Santa Sabina che va dal cimitero comunale alla ASL, ma nessuno si sofferma mai ad osservare il degrado assurdo che si trova aldilà della sede stradale.

Infatti, fra l'Istituto "Del Prete" (ASL) e il quartiere in Contrada Jannozza esiste uno splendido giardino con piante molto simili a quelle presenti all'interno della Villa Comunale che versa in grave stato di abbandono, e attende solo che qualcuno si ricordi della loro esistenza e che decida di renderlo frequentabile e vivibile.

Eppure basterebbe così poco per restituire all'intera cittadinanza un piccolo angolo di paradiso dimenticato ed alla gioventù carovignese una struttura sportiva da poter essere utilizzata gratuitamente.

Vi è poi ciò che resta di un vecchio campetto da calcio che versa in condizioni ancor più disastrose, a margine del quale sono cresciuti enormi cespugli di rovi, oltre ad erbe infestanti e detriti sparsi che mettono a rischio l'incolumità dei ragazzi che decidono di utilizzarlo.

Il campo è ormai privo di erba, le porte sono arrugginite e semidistrutte, anzi di una di queste è rimasto soltanto un palo a perenne ricordo del tempo che fu.

Così pochi, ma coraggiosissimi ragazzi sono stati costretti ad arrangiarsi per poter tirare quattro calci ad un pallone senza rischiare di essere investiti dalle auto.

D'altronde dove sarebbero dovuti andare dei ragazzi per poter giocare a calcio in un campetto data la cronica assenza di strutture sportive pubbliche?

Così per giocare hanno costruito delle miniporte più adatte a una partita di hockey che non al calcio con materiali di fortuna (reti per la raccolta delle olive).

Che dire poi di quell'ignobile recinzione ormai vecchia, arrugginita, sgangherata, o dell'l'impianto di illuminazione non funzionante da decenni?

Inutilmente ci siamo spesi in tutti questi anni, ma mai nessuno ha voluto degnare di attenzione questa piccola porzione di paese.

La ASL non ha mai effettuato lavori degni di menzione, per cui abbiamo più volte chiesto al Comune di Carovigno di acquisire l'area previo accordo con la ASL strappando al degrado questi beni.

Gli interventi non comporterebbero costi esorbitanti: curare il verde, ripristinare l'impianto di illuminazione, estirpare le erbacce, ecc… ma manca la volontà!

Il disinteresse dei politici locali è stato evidente.

La politica è stata in grado di sperperare migliaia di euro per stupidaggini, arrecare danni a questo territorio e perdere finanziamenti per incompetenza, pigrizia, e forse anche menefreghismo.

... ma noi continueremo a sperare i tempi migliori.