La Lanterna del Popolo

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Buco da 9 milioni di euro: il Comune non ha

i soldi per comprare neanche un lecca lecca!

Le opposizioni abbandonano l'aula: ora 90 giorni per approvare un piano di rientro pluriennale

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Il 17 Giugno 2019 nell'aula consiliare del Comune di Carovigno si è svolto un Consiglio Comunale molto importante avente come tema principale la situazione economica finanziaria dell'ente.

Il primo a prendere la parola è stato, per il Movimento 5 Stelle il Consigliere Salvatore Ancora.

In data 10 Giugno 2019 è stato convocato il consiglio comunale per la data odierna (17 Giugno 2019), contenente tra gli altri il seguente punto all'ordine del giorno: "Approvazione della relazione sulla gestione e del rendiconto 2018, disavanzo di amministrazione relativo all’esercizio 2018, verifica degli equilibri di bilancio, presa d’atto della situazione di squilibrio strutturale dell’ente, ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale".

Secondo quanto stabilito dall'art. 227 comma 2 del TUEL la proposta di delibera per l'approvazione del rendiconto finanziario doveva essere messa a disposizione dei consiglieri comunali entro un termine non inferiore a 20 giorni stabilito dal regolamento di contabilità, il quale prevede che il deposito degli atti debba essere fatto 20 giorni prima della seduta, quindi non derogando alla norma nazionale.

Questa tempistica non è stata rispettata, e noi siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di un disavanzo plurimilionario solo dagli organi di stampa e da un comunicato che il Sindaco ha affidato ai social, per questo motivo chiedo il rinvio dei citati punti all'ordine del giorno, perchè non ci è stata data la possibilità di esaminare gli atti e i documenti a supporto della proposta di delibera nei tempi previsti dalla legge.

Questo da un punto di vista tecnico, ma vorrei fare anche un'osservazione dal punto di vista politico.

Innanzitutto l'unico gruppo consiliare che in questa vicenda non c'entra assolutamente nulla siamo noi del Movimento 5 Stelle, oltre ai cittadini di Carovigno che non hanno mai amministrato, fra cui anche alcuni componenti della maggioranza e dell'opposizione.

Premesso questo, contesto il metodo che avete utilizzato per arrivare a questo risultato, perchè non avete coinvolto le opposizioni in una procedura così delicata e importante che vincolerà i bilanci di questa città da qui per i prossimi 15 anni, e quindi non solo i cittadini di Carovigno, ma anche i futuri amministratori di Carovigno, perchè non è detto che fra 4 anni sarete rieletti, e non è detto che fra 15 anni sarete ancora voi ad amministrare questa città.

Pertanto voi avete fatto questa operazione di "strozzamento" del bilancio per i prossimi 15 anni che avrà ricadute anche sulle future amministrazioni.

Potremmo essere noi chiamati ad amministrare e ci ritroveremmo ad avere subito da voi un atto di imperio senza aver potuto avere alcuna voce in capitolo.

Chiedo pertanto che venga messa a votazione la nostra mozione di rinvio dei punti all'ordine del giorno.

Gli ha fatto eco il Consigliere Vittorio Zizza.

"Intendo preannunciare il nostro voto favorevole alla mozione presentata dal consigliere Ancora perchè riteniamo la convocazione di questo consiglio comunale assolutamente illegittima.

Naturalmente qualora il consiglio non dovesse accettare la mozione del consigliere Ancora, convocando una nuova conferenza dei capigruppo, anticipiamo fin d'ora che ci riserviamo di adire le vie legali per ripristinare l'ordinaria e legittima procedura".

La mozione è stata posta a votazione ed è stata bocciata dalla maggioranza.

A questo punto il Consigliere Vittorio Zizza ha annunciato che l'opposizione avrebbe abbandonato l'aula e ribadito che avrebbero adito le vie legali  e che la maggioranza si stava assumendo la responsabilità dell'illegittimità convocazione della seduta.

Anche il Consigliere Salvatore Ancora ha poi ripreso la parola per le ultime dichiarazioni.

"Per gli stessi motivi addotti dal consigliere Zizza e per gli stessi che avevo già fornito in precedenza, e cioè il mancato coinvolgimento delle opposizioni nel processo di formazione del bilancio consuntivo, ritengo di non avere tutti gli elementi per poter esprimere un giudizio e quindi un voto, nè favorevole, nè contrario, nè tanto meno di astensione.

E poichè non ho elementi, io ho anche la necessità di tutelare la mia persona e la mia famiglia da eventuali futuri atti da parte della Corte dei Conti per l'eventuale danno erariale che dovesse derivare da questa procedura che oggi vi accingete ad approvare.

Pertanto anch'io ritengo di dover abbandonare l'aula".

Tutti i consiglieri di opposizione abbandonano l'aula e la parola è passata all'Assessore al Bilancio Loredana Epifani che ha illustrato i termini della questione.

"Questa amministrazione fin da subito ha dovuto fronteggiare i problemi economici e finanziari dell'ente ed i segnali sono stati chiari.

Il Comune di Carovigno versa in una difficile situazione finanziaria tale da non permettere di fronteggiare la situazione debitoria accumulata negli anni.

Ad oggi l'ente comunale ha circa 9.000.000 euro di fatture non pagate, ed è ovvio che non possono essere attribuite a tale amministrazione.

La mancanza di cassa nel corso degli anni ha fatto si che si accumulassero dei ritardi nei pagamenti di gran lunga superiore a quelli consentiti per legge, esponendo l'ente ad ulteriori aggravi di spesa per effetto di azioni esecutive quali decreti ingiuntivi e pignoramenti presso tesoriere.

Quindi possiamo affermare che i segnali di un comune in grande difficoltà economica ci sono stati tutti.

Certo la grave tensione di cassa avvertita inizialmente si pensava fosse solo momentanea e non strutturale.

Abbiamo voluto approfondire tale situazione, ma i tempi per ricostruire fatti e numeri non sono stati brevi.

Il rendiconto che andiamo ad approvare oggi presenta un disavanzo di 9.285.711,37 euro.

Come si  è arrivati a questo risultato?

Innanzitutto abbiamo effettuato un accertamento dei residui attivi e passivi dell'ente che ci hanno permesso di quantificare la reale esposizione creditoria e debitoria degli anni passati, inoltre è stata fatta una ricostruzione degli accantonamenti.

Fondo crediti di dubbia esigibilità: abbiamo già accennato alla scarsa capacità dell'ente di riscuotere dei tributi, e ciò in termini di bilancio si traduce oggi in uno stanziamento di un fondo di circa 8.500.000 euro.

Fondo contenzioso: abbiamo calcolato uno stanziamento che rispetta il contenzioso in essere dell'ente che si quantifica in circa 3.000.000 euro.

Accantonamento per la definizione delle procedure espropriative in corso pari a circa 680.0000 euro.

Ad aggravare la situazione quest'anno peserà sulle casse del comune il lodo Passavant di 1.200.000 euro.

Detto questo possiamo affermare che il disavanzo dell'ente ammonta a 9.285.711,37 euro.

Questo risultato non permette di mantenere gli equilibri di bilancio, ed assicurare un pareggio economico finanziario per gli anni 2019 e 2020.

Siamo di fronte ad una situazione di squilibrio strutturale dell'ente, e per questo motivo si chiede a questo consiglio di fare ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale disciplinato dall'art. 243 bis del TUEL impegnandolo ad approvare entro 90 giorni un piano di riequilibrio economico finanziario pluriennale della durata massima di 15 anni, di richiedere un'anticipazione al fondo di rotazione per la stabilità finanziaria degli enti locali nella misura che sarà determinata dal piano e a dare atto che le procedure esecutive nei confronti di questo ente sono sospese fino alla data di approvazione o diniego del piano di riequilibrio pluriennale".

Insomma, apparentemente una situazione finanziaria non propriamente rosea per l'ente comunale.

Va però detto che 8.500.000 euro di crediti non riscossi per incapacità di riscossione non possono certamente essere attribuibili a specifiche responsabilità politiche.

Forse gli uffici e i responsabili di servizio avrebbero potuto e dovuto fare di meglio.

Lo stesso dicasi per quanto riguarda le altre voci nelle quali non si ravvisano precise responsabilità politiche, ama solo una gestione poco oculata da parte di tutti.

L'amministrazione ha quindi proposto di certificare e consolidare un debito senza porre in essere nessun tentativo di recupero, ma solo contraendo un nuovo debito.

Ha quindi preso la parola la Consigliera Annamaria Saponaro.

"Oggi a differenza di ciò che qualcuno pensa, oggi ci accingiamo finalmente a dire tutta la verità ai cittadini sulle reali condizioni finanziarie dell'ente.

In questi giorni ci ho pensato tanto, ed ho pensato che sarebbe stato bello se dopo tanti anni riuscissimo finalmente a lasciare qualcosa a chi verrà dopo di noi".

(Un debito consolidato di oltre 9 milioni di euro non ci sembra una bella eredità n.d.R.)

"Sarebbe bello che chi verrà dopo di noi non potrà dire: "è colpa di chi c'è stato prima", perchè in tutti questi anni si è assistito spesso a questo ritornello che si ripete, e si è sempre cavalcato quest'onda (va ricordato che lei era la Vice Sindaco della sciagurata amministrazione Mele e queste parole le ha dette anche lei n.d.R.).

Lei invece signor Sindaco ha affrontato la questione in maniera differente, non si è fermato anche lei a ripetere il solito ritornello, ma ha affrontato la situazione di petto.

Personalmente come cittadina mi congratulo con lei perchè sta scrivendo una delle pagine più importanti della storia di questa città.

Sta dimostrando che questa amministrazione non è priva di scatti di orgoglio come qualcuno giorni fa ci ha definiti, ma è una generazione che sta cercando di rimettere ordine per rialzarsi e andare avanti".

E' quindi seguito un breve intervento della Consigliera Marzia Bagnulo, nel quale ha affermato: "Oggi ci prendiamo una grande responsabilità: non c'era altra soluzione".

Sinceramente non crediamo al fatto che non ci fossero altre soluzioni, anche perchè nessun documento è stato prodotto a dimostrazione di tale impossibilità.

Nessuna azione è stata posta in essere per recuperare l'evasione fiscale pregressa già accertata, nessuna azione per realizzare maggiori entrate, nessuna azione per diminuire le uscite dell'ente, ma solo la via più semplice: chiedere soldi allo Stato.

E' quindi intervenuto il Consigliere Domenico Padalino.

Nessuna amministrazione ha avuto il coraggio e l'onestà intellettuale di affrontare con senso di responsabilità e diligenza del buon padre di famiglia questa situazione.

Al di là delle strumentalizzazioni politiche la matematica non è opinabile.

I residui rappresentano la differenza tra le voci di entrata o di spesa iscritte a bilancio.

I residui attivi rappresentano la quota di entrata che il comune prevede di realizzare nel corso dell'anno e che non è stata realmente riscossa dalla tesoreria, ovvero non c'è stato un vero flusso di denaro in entrata. (ma tali numeri chi li ha scritti? n.d.R.)

Un aspetto molto importante dei residui è la valutazione della loro attendibilità.

E' importante che l'ente comunale evidenzi le voci di entrata che prevede di non incassare o prevede di incassare solo in parte, ed è proprio questo il lavoro che è stato fatto, e ha portato al dato allarmante di un disavanzo di circa 9 milioni di euro.

Noi non stiamo qui a dire di chi è la colpa o di chi sono le responsabilità, se ci sono stati degli errori, se questi errori sono stati fatti in buona fede o in malafede, o se sono stati compiuti atti irregolari, questo è compito degli organi competenti.

Questa amministrazione si sta assumendo l'onere di evitare il dissesto economico e finanziario, per intenderci il fallimento a cui ci hanno portato (chi ci ha portati al fallimento? Sindaci? Assessori? Responsabili di Servizio? Dipendenti? Collegi di Revisori dei Conti? n.d.R.), che porterebbe alla chiusura inevitabile di molti sevizi essenziali per il cittadino con la conseguente perdita di posti di lavoro.

Il piano di rientro è caratterizzato da una procedura nella quale interviene lo Stato che presta al Comune i soldi necessari a coprire il disavanzo ma che devono essere comunque rimborsati in alcuni anni senza interessi.

Lo Stato però accorderà il prestito solo dopo che il consiglio comunale avrà votato un documento in cui si impegna a ridurre le uscite e ad aumentare le entrate.

Pertanto voterò favorevole perchè il principio di trasparenza è alla base di questa amministrazione, anche perchè sono convinto che soltanto questa amministrazione possa far ripartire da zero questo paese, anzi da meno 9 milioni".

Ha quindi chiuso il ciclo di interventi il Sindaco Massimo Lanzilotti. esordendo con una battuta davvero poco istituzionale e di cattivo gusto: "Saluto i consiglieri di minoranza che hanno abbandonato l'aula, si sono trasferiti in corridoio, o al bar, ma io li saluto comunque, tanto o stanno o non stanno è la stessa cosa.

Oltre 9 milioni di rosso, di perdita, di deficit, di ammanco, chiamatelo come vi pare.

E' il nostro primo bilancio, è il rendiconto di gestione di questa amministrazione, e qualcuno ha avuto anche il coraggio di addossarci delle responsabilità.

Le risorse a disposizione sono insufficienti rispetto alle tante esigenze della città.

I debiti pregressi, ereditati, gravano inesorabilmente sulla gestione corrente dell'ente, una situazione debitoria che ha superato quanto di peggio si potesse immaginare.

Ma come si è arrivati a questo disastro?

Un fondo contenzioso per 4.850.000 euro, debiti fuori bilancio per 2.400.000 euro.

I residui passivi sono somme che sono state impegnate e che non sono state pagate e quindi costituiscono un debito, mentre i residui attivi sono somme accertate che non sono state incassate e rappresentano un credito.

Tradotto in termini più semplici, 9.740.000 euro sono i residui attivi che sono stati cancellati definitivamente, somme accertate e non incassate, cioè insussistenti.

(Non incassate per incapacità di riscossione dell'ente o non dovute perchè qualche concessionaria di tributi ha prodotto accertamenti gonfiati? n.d.R)

Su tutto questo ed altro ancora la Corte dei Conti vi ha guardato, e vi ha sgamato, tanto che io, insieme al segretario generale e ai responsabili della ragioneria siamo stati chiamati in udienza un mese fa per fatti di anni addietro, per incongruenze e per controllare i risultati delle amministrazioni che mi hanno preceduto.

(Il Sindaco continua a non chiarire di chi sarebbero le eventuali responsabilità n.d.R.)

Oggi sto proponendo ciò che andava fatto un po' di tempo fa e che nessuno ha avuto il coraggio di fare: scrivere finalmente la parola fine e tracciare il percorso per iniziare a regolarizzare la situazione di questo comune di fatto dissestato.

Anche i revisori non potevano che rilevare la situazione di squilibrio dell'ente.

(Eppure hanno sempre rilasciato solo ed esclusivamente pareri favorevoli n.d.R.)

Squilibrio di cassa, una netta difficoltà a fronteggiare le situazioni debitorie accumulate in tutti questi anni, ricorso all'anticipazione di tesoreria, tempi medi di pagamento di gran lunga superiori a quelli consentiti dalla vigente normativa, e di conseguenza siamo esposti ogni giorni a ulteriori aggravi di spesa per effetto delle azioni esecutive esercitate giustamente dai creditori.

Debiti in banca per 2.800.000 euro, sentenze esecutive per 400.000 euro, espropri per 700.000 euro, il lodo Passavant per il depuratore per 1.200.000 euro, il consorzio d'ambito per 350.000 euro, fatture da pagare per oltre 3.000.000 euro, debiti nei confronti della Nuova Carbinia per 1.200.000 euro.

Signori, la verità è che tenere questi residui attivi in pancia ha sempre fatto comodo.

Prendo uno dei tanti pareri dei revisori neri quali si raccomandava fortemente di migliorare l'attività di gestione delle entrate, di implementare la attività di recupero delle imposte evase e dei crediti vantati, di ridurre l'anticipazione di tesoreria, di prestare la massima attenzione alla riscossione delle entrate dei servizi a domanda individuale, di implementare il controllo sulle attività della società partecipata, di adottare tutte le attività per evitare l'insorgere di debiti fuori bilancio.

Spero che questa catastrofe abbia dei nomi e dei cognomi, e che si faccia in fretta.

La mia priorità è salvaguardare i cittadini, che hanno sempre pagato, tenendo nella massima considerazione chi è in difficoltà a pagare, ma abbiamo l'obbligo di inseguire quella marea di furbi che rappresenta circa il 50%.

Abbiamo lavorato sempre in emergenza per non far mancare gli stipendi ai dipendenti comunali e a quelli della Nuova Carbinia, ma col pagamento degli stipendi di Maggio erano rimasti sul conto forse i soldi per comprare un lecca lecca.

La Corte dei Conti ha chiarito che qualora la misura di risanamento triennale non sia sufficiente a ripristinare gli equilibri di bilancio l'ente dovrà ricorrere al piano di riequilibrio finanziario pluriennale, oppure alla dichiarazione di dissesto.

Noi stiamo optando per un piano serio e avrei voluto discutere di questo con tutto il consiglio, ma l'opposizione è andata via, ma lei consigliere Vittorio Zizza doveva rimanere in aula a dare conto, a rispondere, non a scegliere la strada più semplice, quella di scappare con la coda tra le gambe e sottrarti alle responsabilità.

Questo non è un consiglio comunale ordinario, è il consiglio che attesta che ci sono oltre 9 milioni di buco e che il Comune di Carovigno è in dissesto, e per evitare questo dramma i prossimi 90 giorni ci vedranno impegnati per presentare al ministero un serio piano di riequilibrio pluriennale che possa scongiurare questo disastro che si può abbattere su tutti i cittadini di Carovigno.

Invece si pensa a fare di tutto per farmi andare a casa ... e per cosa? Per ritornare!

Consigliere Zizza sei stato ogni giorno in Comune e ti sei preso 794 pagine di documenti e questo è il risultato: sei scappato!

Hai fatto perdere un sacco di tempo prezioso agli uffici, anche con la pausa caffè.

Capisco che è un anno che non dormi e hai tanta voglia di ritornare, ma io non ti ho fatto niente è la tua città che ha detto basta e che ti ha detto che il tuo posto è l'opposizione.

Da oggi Carovigno ha una nuova speranza, quella di ripartire da zero ed io sono fortemente convinto che Carovigno può farcela”.

Posta la questione a votazione, la proposta ha ottenuto 11 voti favorevoli ed è quindi stata approvata: scattano ora i 90 giorni di tempo entro i quali il Comune di Carovigno dovrà presentare un piano di salvataggio credibile per evitare il baratro.