La Lanterna del Popolo

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Assunzioni a Torre Guaceto, ma del bando

nessuno ne sapeva nulla (... quasi nessuno)

Il bando non è stato pubblicizzato, eppure vi ha partecipato la moglie del Sindaco Massimo Lanzilotti

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Un’altra “piccola storia ignobile” giunge a gettare ombre e discredito sull’operato dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Massimo Lanzilotti e su quello del Consorzio di Gestione per la Riserva Naturale ed Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

Nei primi giorni di Gennaio il Consorzio di Torre Guaceto ha bandito una selezione pubblica per titoli ed esame per la formazione di una graduatoria di idonei all’assunzione a tempo indeterminato, quello che Checco Zalone avrebbe definito “posto fisso”.

Ben 8 i posti messi a disposizione: n° 1 posto per impiegato 6° livello full time nel settore Amministrativo, Informativo e Progettazione, n° 1 posto per impiegato 5° livello full time nel settore amministrativo-contabile, n° 1 posto per impiegato 5° livello part time nel settore addetto stampa/comunicazione, n° 5 posti per operaio specializzato full time in varie attività operative.

Sulla questione, però, si è scatenata una vera e propria bufera, perché quando le cose vengono fatte male, con tanta approssimazione, e forse anche con un po’ di malafede i risultati possono essere disastrosi.

La prima questione riguarda le modalità con le quali si è proceduto alla pubblicazione del bando che è stato pubblicato solo sul sito internet ufficiale della riserva www.riservaditorreguaceto.it.

Non dimentichiamo che la Riserva Naturale ed Area Marina Protetta di Torre Guaceto, come da decreto istitutivo, è retta da un’Assemblea dei Soci di cui fanno parte per il 33% ciascuno il Comune di Carovigno, il Comune di Brindisi ed il WWF Italia, generalmente rappresentati dal Sindaco di Carovigno, dal Sindaco di Brindisi e dal Presidente del WWF Italia o eventuali loro rappresentanti designati.

Quindi buona prassi avrebbe voluto che il Consorzio di gestione di Torre Guaceto avesse dato ampia ed adeguata pubblicità al bando trasmettendolo al Comune di Brindisi, al Comune di Carovigno e al WWF Italia per la pubblicazione all’albo pretorio dei rispettivi siti internet istituzionali dei citati enti, e perché no, magari anche con l’affissione di qualche manifesto.

Invece il modus operandi adottato ha di fatto impedito la possibilità di partecipare a tutti coloro che ne avessero avuto titolo e diritto.

La prova di ciò sta nel fatto che per 8 posti di lavoro pare abbiano partecipato al bando solo 22 persone.

Legittime quindi le proteste da parte di tutti coloro che si sono sentiti volutamente esclusi dal bando che scadeva perentoriamente il 19 Gennaio 2019.

Al disappunto dei consiglieri comunali di opposizione del Comune di Carovigno si è aggiunto anche quello espresso da vari consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione del Comune di Brindisi, che hanno chiesto la sospensione del bando, auspicando la riapertura dei termini dandone adeguata pubblicità.

Stupisce invece (ma neanche troppo) il silenzio dei consiglieri di maggioranza del Comune di Carovigno, silenziosi e accondiscendenti o forse soltanto incapaci o timorosi di assumere una posizione chiara e netta contro l’operato del Consorzio di cui sono “azionisti”.

Stupisce ancora di più il fatto che alla Presidenza del Consorzio di gestione sieda il Dott. Mario Tafaro, ex Prefetto, di indubbie qualità morali e professionali che, dall’alto della sua esperienza, forse avrebbe dovuto e potuto fare di più per assicurare ad una normalissima procedura di selezione la massima trasparenza ed una adeguata pubblicizzazione.

La seconda questione riguarda i partecipanti al bando.

Come dicevamo prima, vi hanno partecipato solo 22 persone: gli attuali dipendenti, qualche mosca bianca che ha casualmente sbattuto il muso contro la pagina web del sito ufficiale di Torre Guaceto, qualche amico “ristretto”, qualche “amico degli amici”, e fra tutti costoro anche una certa Barbaro Maria Lucia, alias Merilù, moglie del Sindaco Massimo Lanzilotti, che con la sua candidatura ha dimostrato di ambire al ruolo di addetto stampa del Consorzio di Torre Guaceto.

A tale proposito, nell'ultimo consiglio comunale che si è svolto lo scorso 26 Febbraio, il Sindaco di Carovigno Massimo Lanzilotti ha voluto affrontare la questione di petto ammettendo, dapprima in maniera velata, poi esplicita, la partecipazione di sua moglie al bando.

"Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità per cui comunico che è vero che una persona a me vicina ha partecipato al bando che ha fatto Torre Guaceto - ha dichiarato - Non ci vedo nulla di strano e non ravviso nessun profilo di incompatibilità; nel bando non c'era scritto nulla che ne impedisse la partecipazione".

"Ad ogni modo - ha ripreso - c'è un curriculum che parla a nome di mia moglie: due lauree, la lode, un master alla Business School "Il Sole 24 Ore", le pubblicazioni, ma sono convinto che non basterà.

Poi andrà come andrà, ma quando andrò a casa lo farò con la coscienza pulita".

Nel corso del medesimo consiglio comunale sia Il Sindaco Massimo Lanzilotti, che il consigliere Vittorio Zizza hanno insinuato che il bando sarebbe stato fatto con la chiara volontà di "stabilizzare il personale precario" già in forza presso il Consorzio di gestione.

Ma in questo caso perché fare un bando di selezione pubblico, quindi rivolto a tutti, se l’intento recondito era soltanto quello di procedere ad una stabilizzazione?

Serviva forse una legittimazione di questo tipo?

O forse il Consorzio non aveva altre possibilità per poter stabilizzare questo personale precario?

Ad ogni modo anche noi siamo pienamente d'accordo col Sindaco Lanzilotti sul fatto che non esistano profili di illegittimità, nè cause di incompatibilità che possano impedire l'assunzione della moglie del Sindaco.

Esistono però ragioni di opportunità che avrebbero dovuto assolutamente sconsigliare alla moglie del Sindaco di presentare della propria candidatura.

Si tratta della cosiddetta "incompatibilità etica" che nel 2014 chiedemmo a gran voce di inserire nel redigendo nuovo Statuto Comunale, ma che l'allora Presidente del Consiglio Comunale Corrado Tarantino e l'allora Sindaco Mele respinsero sdegnosamente accusandoci di fare "ostruzionismo politico".

Un Sindaco non può consentire alla propria moglie di candidarsi per un posto di lavoro presso un ente gestito dal Comune di cui il marito è Sindaco, perchè oltre a sottrarre un posto di lavoro ai cittadini che rappresenta ne va della sua credibilità politica e della sua trasparenza come amministratore.

Vi è infine la terza questione, quella relativa al difetto di requisito espresso all'interno del bando.

Limitatamente al posto di addetto stampa, il bando è stato predisposto in maniera molto generica ed approssimativa, non considerando che la copertura del ruolo di addetto stampa presuppone che il candidato sia in possesso del requisito principale per poter ricoprire quel ruolo, e cioè deve essere un giornalista.

Non un giornalista finto come molti che si spacciano per tali non soggiacendo a nessun obbligo formativo e a nessuna disposizione di legge in materia, ma un giornalista iscritto all'albo dei giornalisti, in regola con la formazione professionale continua obbligatoria secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Possiamo quindi certificarvi che la moglie del Sindaco non è assolutamente in possesso dei requisiti professionali per ricoprire quel ruolo.

La speranza a questo punto è che qualcuno rinsavisca dopo questa grave sbandata e voglia ripristinare un minimo di legalità in questo martoriato territorio, e in questo disgraziato comune.

Sarebbe sufficiente riaprire i termini di partecipazione al bando dandone adeguata pubblicità, dando così modo a chi volesse partecipare, la possibilità di poterlo fare, nella consapevolezza di non aver perpetrato ingiustizie o favoritismi di sorta.