La Lanterna del Popolo

"La Lanterna del Popolo" - Mensile di Attualità, Cronaca, Cultura, Informazione e OpinioneBenvenuti nel Sito Ufficiale de "La Lanterna del Popolo" - Carovigno (BR) - ITALIA

 

 

 

 

Agricoltura in ginocchio: allagamenti e caro

energia mandano in tilt la nostra economia

Un'economia incentrata su turismo e agricoltura non potrà che soffrire più di tutti questa situazione

 

© - La Lanterna del Popolo (2022)

di Domenico Basile

Anche quest'anno le piogge che hanno investito la Puglia hanno lasciato il segno e potrebbero produrre effetti negativi per molto tempo.

I violenti nubifragi abbattutisi in provincia di Brindisi comprometteranno seriamente la vendemmia che era in corso e che si prevedeva interessante dal punto di vista qualitativo e quantitativo se non ci fosse stato il maltempo.

Tantissimi vigneti, infatti, sono stati sommersi da acqua e fango, e ci vorranno diversi giorni prima che gli agricoltori possano rimettere piede nei terreni per riprendere le loro normali attività.

Ovviamente, con ogni probabilità, la forte umidità determinerà l’insorgere di fitopatie, che quasi certamente comprometteranno la quantità e la qualità dell'uva prodotta, ma il danno maggiore è senz'altro quello subito dal comparto olivicolo.

Migliaia di ettari di uliveto sono stati sommersi da acqua e fango e rimasti impraticabili per giorni.

Tantissimi i terreni nei quali il passaggio dell’acqua ha determinato il dilavamento del terreno portando via tutto quello che ha trovato dinanzi: terra, olive, reti per la raccolta, tubazioni per l'irrigazione, etc.

La quantità di olive che potrà essere raccolta sarà pertanto ridotta e la qualità pregiudicata dalla lunga permanenza a terra, causata anche dalla caduta prematura dovuta al protrarsi della stagione estiva durante la quale, nonostante numerosi trattamenti fitosanitari la mosca dell'olivo ha colpito gli uliveti, che costituiscono la fonte primaria di reddito delle famiglie pugliesi.

E' terribile poi pensare che come al solito nessuno risarcirà i danni subiti dai produttori, poichè la Regione Puglia non riconosce come tali i proprietari dei terreni agricoli, ma solo i rarissimi soggetti iscritti nel registro delle imprese come coltivatori diretti o imprenditori agricoli.

Un'autentica vergogna che la Regione Puglia non ha mai voluto cancellare e che siamo certi neppure gli attuali amministratori regionali faranno nulla per venire incontro ai problemi degli agricoltori.

Ricordiamo un giovane Assessore figlio questa terra che diceva: "Porterò alla Regione Puglia le istanze degli agricoltori" ... tutte chiacchiere!

I problemi in agricoltura, ci sono sempre stati, ci sono tutt'ora e forse ci saranno sempre!

A tutto ciò si aggiunga il problema della Xylella, ormai entrata di prepotenza nel nostro territorio e di cui abbiamo ormai compreso perfettamente che non interessa a nessuno, e il caro energia che si ripercuoterà sull'olio extravergine di oliva.

I costi dell’energia per produrlo, infatti, sono aumentati notevolmente e ciò inevitabilmente andrà ad influire sul prezzo di vendita, dove un litro di olio potrebbe arrivare a costare anche 10 euro.

Si tratterà di un aumento che è la diretta conseguenza dell’esplosione dei costi aziendali che hanno fatto registrare +170% dei concimi, +130% del gasolio, +30% del costo per la molitura, +30% del vetro, +35% delle etichette, +45% del cartone, +60% per le lattine.

Tutto il settore deve fare i conti con l'aumento del costo dell'energia con i frantoiani che sono costretti a fronteggiare l’incremento delle bollette elettriche cresciute del 200% rispetto all'anno scorso.

In questa situazione la sproporzione tra consumi e produzione sarà tale che quest'anno potremmo non avere olio a sufficienza per tutti.

Infatti, secondo le ultime stime delle organizzazioni agricole, per la nuova campagna di raccolta sono previste 200.000 tonnellate di olio d’oliva, un quantitativo insufficiente a coprire il fabbisogno nazionale che è di circa 600.000 tonnellate.

Ovviamente mancherà anche il quantitativo di olio che solitamente viene destinato all’esportazione. Ogni anno, infatti, l’Italia esporta in media 400.000 tonnellate di olio extravergine d’oliva.

Quest'anno la mancanza di olio coinvolgerà, fra l'altro, anche altri Paesi del Mediterraneo: Spagna, Portogallo, Grecia e Tunisia.

Insomma "mal comune mezzo gaudio" potreste pensare ... Non è esattamente così.

Il prezzo lo fa il mercato, e se un prodotto manca il suo prezzo aumenta inevitabilmente.

Se poi dai dati macroeconomici passiamo a quelli microeconomici, per paesi come Carovigno la situazione potrebbe rivelarsi devastante.

Molti frantoiani hanno preferito non aprire.

Quelli che hanno aperto acquistano le olive a prezzi da terzo mondo (tra i 20 e i 25 euro al quintale), la qualità è pregiudicata, la manovalanza viene lasciata a casa, gli scuotitori non vengono chiamati perchè il loro costo orario è troppo elevato per giustificarne l'utilizzo, i potatori non lavoreranno perchè se il produttore non ha guadagnato non spenderà nella manutenzione degli uliveti, e tutti questi operatori che vivono di agricoltura non avranno soldi per vivere nè da spendere nei vari esercizi commerciali.

Il Generale Inverno è alle porte e la contrazione dell'economia locale sarà inevitabile.

Speriamo in una rapida inversione di tendenza, diversamente la situazione sarà drammatica.