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Annullato il "Concorso Occulto" indetto dal

Consorzio di Torre Guaceto: giustizia è fatta!

Il TAR di Lecce annulla il concorso: ora si attende un nuovo concorso che offra pari diritti a tutti

 

© - La Lanterna del Popolo (2020)

di Domenico Basile

Ve lo ricordate il famoso "Concorso Occulto" indetto dal Consorzio di gestione di Torre Guaceto?

Era il 31 Dicembre 2018 quando il Direttore del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto firmò l’Avviso di selezione pubblica, per titoli ed esami, per la formazione di una graduatoria di idonei all'assunzione a tempo indeterminato per la copertura di diversi posti all’interno dell’ente gestore e precisamente: n° 1 posto per impiegato 6° livello full time nel settore Amministrativo, Informativo e Progettazione, n° 1 posto per impiegato 5° livello full time nel settore amministrativo-contabile, n° 1 posto per impiegato 5° livello part time nel settore addetto stampa-comunicazione, n° 5 posti per operaio specializzato full time in varie attività operative.

Scoppio un putiferio a Carovigno poiché delll’Avviso di selezione pubblica non ne sapeva nulla nessuno in quanto non venne adeguatamente pubblicizzato essendo stato pubblicato solo sul sito internet ufficiale della riserva www.riservaditorreguaceto.it, mentre buona prassi avrebbe voluto che il Consorzio di gestione di Torre Guaceto avesse dato ampia ed adeguata pubblicità al bando trasmettendolo agli enti consorziati (Comune di Brindisi, Comune di Carovigno e WWF Italia) per la pubblicazione all’albo pretorio dei rispettivi siti internet istituzionali, accompagnata magari anche dall’affissione di qualche manifesto.

Questo modo di agire ha di fatto impedito la possibilità a tutti coloro che ne avessero avuto titolo e diritto di poter partecipare, e la prova di ciò è che pervennero soltanto 22 domande.

Al disappunto dei consiglieri comunali di opposizione fece eco il silenzio dei consiglieri di maggioranza taciti e accondiscendenti con l’operato del Consorzio.

Lasciò senza parole, invece, il fatto che il Presidente del Consorzio di gestione il Dott. Mario Tafaro, ex Prefetto, di indiscutibili qualità morali e professionali non si sia opposto e non abbia fatto nulla per impedire che ciò accadesse, assicurando massima trasparenza ed adeguata pubblicizzazione.

Come dicevamo prima, vi hanno partecipato solo 21 persone: gli attuali dipendenti, qualche mosca bianca che ha casualmente sbattuto il muso contro il sito internet di Torre Guaceto, qualche “intimo” amico, e fra questi, ironia della sorte, anche una certa Barbaro Maria Lucia, moglie del Sindaco Massimo Lanzilotti, che ambiva al ruolo di addetto stampa del Consorzio di Torre Guaceto.

Certo, non esistono profili di illegittimità, nè cause di incompatibilità ad impedire l'assunzione della moglie del Sindaco, ma evidenti ragioni di opportunità che avrebbero dovuto sconsigliare alla moglie del Sindaco di presentare della propria candidatura.

Inoltre, limitatamente al posto di addetto stampa, nessuno aveva considerato che tale ruolo presuppone che il candidato sia in possesso del requisito principale per poter ricoprire quel ruolo: essere un giornalista iscritto all'albo dei giornalisti, requisito che nessun candidato possedeva, nè la moglie del Sindaco, nè colei che venne selezionata per ricoprire tale ruolo.

Inutilmente invocammo la riapertura dei termini di partecipazione al bando dandone adeguata pubblicità.

Fortunatamente, però, 6 cittadini che si erano giustamente sentiti depredati del diritto di poter partecipare e concorrere liberamente hanno avuto il coraggio e l'ardire di sfidare sul piano legale il consorzio di gestione di Torre Guaceto.

Come è risaputo l'umana giustizia è lenta, ma se funziona prima o poi arriva, e così è stato.

In  data 14 Gennaio 2020 il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia di Lecce, Terza Sezione ha pronunciato la sentenza sul ricorso n° 783/2019, proposto da 6 cittadini, difesi dall'Avv. Mariagabriella Spata di Lecce e dall'Avv. Giovanni Francioso di Carovigno contro il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, difeso dall’Avv. Pietro Quinto di Lecce.

Purtroppo alla sentenza in questione gli organi di stampa non hanno dato adeguato risalto per cui cercheremo di colmare questa grave lacuna.

I ricorrenti hanno richiesto l'annullamento dell'avviso pubblico del 31 Dicembre 2018 firmato dal Direttore del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, della relativa graduatoria finale approvata il 15 Maggio 2019, e di tutti gli atti connessi al procedimento.

"I ricorrenti, tutti disoccupati e in possesso del diploma di scuola media superiore - recita la sentenza - avrebbero potuto partecipare alla predetta selezione ma non lo hanno fatto in quanto ignoravano l’esistenza della stessa a causa del fatto che questa non è mai stata pubblicata nei modi prescritti dalla legge".

Il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto dal canto suo si è costituito chiedendo la reiezione del ricorso, ma è stato tutto inutile, poichè nella sentenza il TAR sostiene quanto segue.

"Il ricorso è fondato nel merito e va accolto poichè la mancata pubblicazione nè sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, né sul BURP, né su quotidiani locali, né all’albo pretorio dei Comuni consorziati e, dunque, il mancato rispetto di tale obbligo legale per quella che è sicuramente una procedura di selezione pubblica, rende la stessa illegittima e rende viziati, per illegittimità derivata, tutti gli atti e i provvedimenti adottati dal Consorzio".

Il TAR ha quindi osservato come il punto centrale della vicenda sia quello relativo alla natura giuridica del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, ossia se lo stesso sia un Ente Pubblico Economico, come sostenuto dalla difesa dell'ente o se lo stesso sia un Ente Pubblico Non Economico e, dunque, tenuto all’applicazione della normativa relativa alle assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni, compreso l’obbligo di pubblicazione dei bandi di concorso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

"La tesi sostenuta dal Consorzio di Gestione non convince affatto - dice il TAR - poichè è noto che un ente pubblico economico ha necessariamente ad oggetto esclusivo, ovvero principale, l'esercizio di un'impresa commerciale, mentre il Consorzio ha tutt’altra natura lo si evince proprio dallo statuto dell’ente nel quale si legge: “Il Consorzio potrà svolgere in via non prevalente ma secondaria e complementare: attività di natura commerciale”, confermando la natura non economica dell’ente gestore della Riserva di Torre Guaceto.

Non v’è dubbio alcuno inoltre circa la natura non economica del Consorzio, ente deputato alla salvaguardia di un bene pubblico (riserva marina e terrestre), le cui attività sono finanziate dallo Stato (Ministero dell’Ambiente ed altri enti pubblici, quali i Comuni di Carovigno e di Brindisi e Regione Puglia”.

Inoltre il decreto istitutivo della Riserva D.M. 4 Febbraio 2000 del Ministero dell’Ambiente avente ad oggetto la “Istituzione della riserva naturale statale di "Torre Guaceto"; all’art. 2 individua, quali finalità della riserva una serie di finalità eminentemente pubbliche di tutela ambientale, è quindi evidente che il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto è stato istituito allo scopo di amministrare la relativa riserva naturale statale di Torre Guaceto per il suo “elevato valore naturalistico, ecologico”, nè l’eventuale svolgimento di tali residuali attività commerciali, potrebbe determinare una sopravvenuta e spontanea “mutazione genetica”, contra legem, dell’organismo di gestione”.

Inoltre, all'interno del Regolamento del Consorzio sono presenti disposizioni che richiamano espressamente la disciplina dei concorsi delle Amministrazioni Pubbliche: ad esempio all’art. 76 dove nei requisiti soggettivi dei candidati si dice che “non devono aver riportato condanne che comportino l’interdizione anche temporanea dagli uffici della Pubblica Amministrazione”.

Richiedere che i candidati non siano interdetti dagli uffici della Pubblica Amministrazione costituisce una chiara, seppure indiretta, ammissione che l’impiego per cui gli stessi concorrono è un impiego alle dipendenze di una Pubblica Amministrazione.

Pertanto il TAR di Lecce non ha potuto far altro che rilevare che la procedura selettiva adottata è stata svolta senza la preventiva e necessaria pubblicazione dell’Avviso pubblico sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e che tale mancata pubblicazione ha viziato, in radice, tutta la procedura selettiva, determinando l’illegittimità di tutti gli atti della stessa puntualmente indicati in epigrafe, in quanto “l'obbligo di pubblicazione dei bandi per concorso a pubblico impiego nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – adempimento previsto dall’art. 4 del D.P.R. n° 487/1994 - costituisce una regola generale attuativa dell’art. 51, comma 1, e dell’art. 97, comma 3, della Costituzione della Repubblica Italiana.

Tale regola ha la finalità di consentire la concreta massima conoscibilità della indizione di un concorso pubblico a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza sul territorio dello Stato.

"La mancata pubblicazione del bando di concorso sulla Gazzetta Ufficiale - ha concluso il TAR di Lecce - comporta la legittimazione alla sua impugnazione da parte di chi abbia interesse a parteciparvi, senza bisogno ovviamente di proporre la domanda di partecipazione, la cui mancanza è dipesa proprio dalla mancata pubblicazione del bando, in violazione della normativa vigente.” (vedi pronuncia del Consiglio di Stato, V Sezione, 25 Gennaio 2016 n° 227).

Insomma, il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto è  stato condannato, il concorso è stato annullato e le assunzioni delegittimate: bisognerà indire un nuovo concorso nel rispetto della legge ... Giustizia è fatta!