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La Lanterna del Popolo

"La Lanterna del Popolo" - Mensile di Attualità, Cronaca, Cultura, Informazione e OpinioneBenvenuti nel Sito Ufficiale de "La Lanterna del Popolo" - Carovigno (BR) - ITALIA

 

 

 

L'Odissea dei Turisti

Paese che vai ... guai che trovi!

di Luigi Bennardi

Sono oramai innumerevoli gli articoli che si sono susseguiti sulle pagine di questo giornale elencando le infinite potenzialità attrattive, purtroppo rimaste solo potenzialità, della nostra Carovigno.

Non è necessario essere del posto o vivere qui da vent’anni per rendersi conto con i propri occhi che a Carovigno, non manca davvero nulla per poter essere a pieno titolo un centro turistico.

Abbiamo una cittadina ricca di storia, cultura e di bellezze architettoniche, abbiamo un territorio prettamente collinare stracolmo di secolari alberi di ulivo, grandiosa ricchezza dell’umanità, e inoltre abbiamo ovunque generose massaie pronte ad offrire prelibatezze d’un tempo ma tutt’altro che passate alla storia.

E poi c’è il mare, km di costa con spiagge attrezzate o pubbliche che ospitano ogni giorno migliaia di gente desiderosa di godersi il nostro mare.

Abbiamo tutto, non ci manca nulla, anzi, forse a mancare è proprio la cosa più importante, la volontà.

La volontà di migliorarsi e cambiare!

La volontà di far iniziare almeno una volta, nella storia di questo, ahimè, sfortunato paese, la stagione estiva con le spiagge completamente pulite.

E per pulite non s’intende ripulire grossolanamente tralasciando magari le alghe spiaggiate sul bagnasciuga dalla marea, o le strade di accesso alla spiaggia, vere e proprie discariche a cielo aperto, ma significa tutt’altro.

Si ha profondamente bisogno di responsabilizzazione e sensibilità.

Occorre rendersi conto che i turisti, italiani o stranieri che siano, che decidono di visitare Carovigno e di trascorrere le vacanze nel nostro territorio, ritorneranno l’anno successivo solo se soddisfatti del loro soggiorno.

Al contrario, noi, invece di impegnarci per il raggiungimento di questo importante e fondamentale obiettivo, ce la mettiamo proprio tutta per non far tornare più nessuno la seconda volta.

Si ha quindi sempre più la dimostrazione che l’ormai famosa frase “Carovigno non è solo città agricola, ma soprattutto turistica”, sia solo e soltanto una graziosa frase fatta, confezionata da chi dovrebbe rimettere al più presto i piedi per terra.

Cosa mai si può rispondere alle lamentele di gente che lascia la propria città caotica per rilassarsi, stabilendosi magari un mese o semplicemente un fine settimana nel nostro paese?

Cosa facciamo per andargli incontro?

Abbandoniamo tutti a se stessi in un paese che, nonostante i  proclami, non è ancora pronto ad accogliere seriamente i turisti!

Cosa risponderebbe il Sindaco, titolare della delega al turismo, a dei turisti tedeschi  incontrati in piazza che lamentano la chiusura delle “piccole chiese piene di storia”,  come le definiscono loro, o che non sanno dove parcheggiare?

Cosa risponderebbe ad altri turisti torinesi che stizziti affermano “a noi 3 anni fa ci hanno rubato la macchina e quest’anno ci siamo trasferiti a Torre Canne, così stiamo più tranquilli!”

Cosa risponderebbe ad altri turisti toscani che non riescono a capire come si possa parcheggiare senza linee delimitatrici, in luoghi adibiti a parcheggi dove ognuno parcheggia affidandosi al proprio buon senso?

Cosa risponderebbe poi ad una signora barese stanca di girare a vuoto a causa di inutili divieti di accesso tanto da indurla a dire “Con questi divieti mi fanno uscire pazza!”

La rabbia più grande nasce dalla consapevolezza che tutte queste giuste critiche, potrebbero essere annullate non con palate di soldi o con finanziamenti elargiti da chissà chi, ma semplicemente con tanta buona volontà e fermezza nel volere fortemente che ogni singolo scorcio turistico di Carovigno venga valorizzato, apprezzato e soprattutto custodito, dagli stessi carovignesi in primis.

Nessuno pretende la città perfetta o il paese dei balocchi.

I quotidiani problemi estivi sono propri d’ogni piccolo e grande centro turistico.

Occorre solo impegnarsi una volta per tutte per fare qualcosa di serio e costruttivo, per una Carovigno che si vuole a tutti i costi definire “turistica”.

Non possiamo continuare a restare a bocca aperta quando ogni volta che ci rechiamo nei centri vicini notiamo come questi siano capaci di creare attrattive con poco.

Per esempio a Fasano, c’è da rimanere sbalorditi nel vedere come attorno a dei vasi d’epoca romana, ritrovati negli ultimi scavi archeologici della zona, sono riusciti, tempo fa, con la giusta pubblicizzazione, a creare un via vai assai numeroso di gente, tutta curiosa d’apprezzare non l’infinito tesoro del faraone, ma piccoli pezzi della storia della nostra ricca terra.

E noi invece?

Siamo forse sprovvisti di materiale archeologico?

O preferiamo forse farlo decomporre nei magazzini, o peggio ancora in fondo al mare?

Ci vogliamo fare del male … e facciamoci del male!

Cosa risponderebbe invece l’assessore alla cultura a dei milanesi che lamentano “non abbiamo trovato una libreria che sia libreria, non delle edicole che vendono anche libri ma una vera libreria” ed ancora “ Non ci sono musei qui? Credevo fossero ricchi di storia questi posti!”

Come si fa a spiegare a questa gente che a Carovigno non c’è la cultura della libreria, e che se aprisse un’attività del genere chiuderebbe il giorno dopo!?

E cosa si può dire a dei turisti padovani che affermano “E’ un paese splendido ma è tanto trascurato! Lasciare il paese in queste condizioni è come avere un bel quadro e tenerlo pieno di polvere in cantina, perchè?”

Altri turisti tedeschi di origine carovignese precisano “A parte il castello non ci piace nulla … le strade dovrebbero essere sistemate con urgenza” ed ancora “L’altro giorno siamo entrati a visitare il castello, è meraviglioso, ma non capisco perché non ospiti un museo o qualcosa del genere … è un vero peccato!”

Restando sempre nel centro storico c’è chi ritornato a Carovigno dopo svariati anni afferma deluso “Sono 17 anni che non tornavo a Carovigno. Faccio l’insegnante in Belgio. Ho trovato Carovigno peggiorata. Dove sono andati a finire tutti gli alberi che stavano in piazza? Hanno messo le palme … siamo forse alle Bahamas? Dovrebbero chiudere al traffico tutta la piazza non solo metà, come del resto tutto il centro storico. L’altro giorno in piazza, tra la banda musicale che suonava a lutto per un funerale da una parte, e il desolante grigiore di una piazza abbandonata a se stessa dall’altra, sembrava l’ultimo giorno di vita di Carovigno. Tutto così cupo. Mamma mia, scappi chi può!”

Altri turisti francesi invece, di Lilla città al nord della Francia, osservano che la piazza è “vuota e non aggiustata … con i mattoni che si alzano”.

Non mancano poi le critiche per le strisce pedonali poco visibili in alcuni punti del paese.

Piero, romano doc, dice “Lo sai che ieri ci è mancato poco che non mi stirassero sulle strisce? Credevo che in un piccolo paese, non dico ci fosse più educazione stradale, ma almeno più rispetto del pedone. Qui invece le strisce non sanno neanche che sono. Avoja ad aspettà per attraversare. Non te se fila nessuno! Non parliamo poi delle precedenze … insomma, meno male che me ne vado ogni mattina a Pantanagianni, altro che strisce, la si sta veramente bene”.

Ma a proposito di mare, lo sapete di cosa si lamentano maggiormente i turisti, che si recano nelle varie zone marine di Carovigno?

Non ci crederete, ma si lamentano tutti dei nostri cari e preziosi rifiuti, ormai inseparabili amici, divenuti attori fondamentali dell’estate carovignese, e non solo.

Gianluigi, turista lucano, incontrato a Santa Sabina afferma “Sti maledetti rifiuti sono 2 anni che vengo qui e sono sempre gli stessi. C’è una zona in cui nessuno li toglie, ma è possibile?”.

Un altro turista genovese invece “Stamattina sono andato a Torre Guaceto. Come è possibile che in una riserva naturale c’è un trattore a gasolio che fa da navetta per la spiaggia? Ho visto anche i trenini elettrici, ma caspita un mezzo a gasolio inquina un accidenti. In una riserva naturale poi mi metti un trattore! E poi le spiagge?

A me non risulta che per il solo fatto che si trovano in una zona protetta non vadano ripulite, e credimi si vede che non le  puliscono … ci trovi di tutto, puoi fare la caccia al tesoro, non ti dico poi mentre scavi per mettere l’ombrellone. Ti salta fuori di tutto e di più”.

Altri turisti inglesi con un italiano perfetto affermano “mare stupendo, davvero … se solo le spiagge fossero più pulite sarebbe tutto perfetto” ed ancora “ci sono delle località marine in cui ci sono, nelle spiagge private, dei posti recintati in cui ci sono degli animatori che fanno divertire e intrattengono i tuoi bambini, credo che qui questa idea non sia ancora arrivata.

Ciò che più ho gradito da queste parti è la gente che è davvero simpatica ed accogliente”.

Ricapitolando, da queste interviste sparse esce fuori come la gente sia ben contenta del nostro mare, certo lo vuole più pulito.

E ci vuole tanto?

Ce lo dobbiamo far dire da gente venuta da chissà dove che se non fosse per le spiagge poco pulite, sarebbe tutto molto più apprezzabile?

Mare pulito a parte, riscuotono svariati apprezzamenti la nuova postazione bancomat a Santa Sabina e soprattutto “l’aria tranquilla che si respira, in particolar modo la mattina con il cinguettio degli uccelli che fa da sottofondo”.

E per concludere non poteva mancare la solita figuraccia, in cui tutti noi almeno una volta ci siamo trovati ad assistere, il non saper parlare italiano.

Un turista romano intervistato riferisce: “Ieri in paese mi sono trovato a passare accanto a dei turisti,  credo del nord Italia, che non riuscivano a capire un tubo di quello che dicevano delle signore, neanche anziane poi, credo sulla quarantina.

E vabbè l’inglese, ma almeno l’italiano caspita!”

Immaginate dove andrà a finire la nostra povera Carovigno se si continuerà ancora per gli anni a venire con questa cattiva concezione del turismo, e soprattutto con questo non fare nulla per attirare i turisti?

Diventeremo sicuramente un centro isolato, di cui nessuno saprà più il nome, con le spiagge colme di rifiuti in cui anche gli stessi carovignesi non andranno più a farsi il bagno, come già succede in molti casi.

Cerchiamo di trasformare questo paese in qualcosa di meglio.

Quale dovrà essere la Carovigno del futuro?

Quella isolata e sconosciuta o quella “turistica”?

Se la scelta dovesse essere la prima, andiamo avanti così che la strada è quella giusta, ma se la scelta dovesse mai cadere sulla seconda opzione, bene, metà strada è già fatta e lastricata, serve solo pulirla, o meglio, spolverarla!

Cerchiamo di essere un po’ tutti, dal primo all’ultimo cittadino, molto più orgogliosi di tanta bellezza naturale, impariamo a far fruttare bene e meglio quanto ci è stato tramandato, cerchiamo di far tutto il possibile pensando un po’ meno ai nostri interessi ed uscendo una volta per tutte gli uni dall’atavico stato di rassegnazione in cui vivono e gli altri dallo stato di menefreghismo totale in cui si cullano.