La Lanterna del Popolo

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Barriere architettoniche: il Comune di Carovigno

le abbatte a suon di barzellette

Soldi al vento per l'acquisto di marchingegni che non risolvono i problemi di chi è affetto da disabilità

 

© - La Lanterna del Popolo (2020)

di Domenico Basile

Entrando all’interno del municipio di Carovigno ci siamo imbattuti in un oggetto molto strano.

Quasi una specie di petit cadeau natalizio a cui mancavano soltanto nastri e fiocchetti.

E’ una via di mezzo tra un monopattino ed una scopa elettrica, ma secondo qualcun altro potrebbe anche essere un incrocio forzato tra un tosaerba ed un trans-pallets.

Ciò che è certo è che è nuovo, fiammante, e si trova parcheggiato nell’androne del municipio nell’area antistante il chiostro comunale.

Abbiamo cercato di comprenderne la funzione, ma non è stato affatto facile, almeno fino al momento in cui lo abbiamo visto entrare in azione, o meglio finchè non qualcuno non ha cercato di metterlo in funzione.

In realtà, non ci crederete, ma questo futuristico trabiccolo, così come lo vedete nella fotografia, vorrebbe essere un marchingegno che dovrebbe consentire a chi è affetto da disabilità motorie di superare le barriere architettoniche, permettendogli di accedere agli uffici comunali situati al primo piano del municipio, ma la realtà, però, è tristemente diversa.

Abbiamo atteso pazientemente che qualcuno osasse metterlo in funzione e lo sperimentasse sulla pelle di qualche povero disgraziato ed il risultato è stato, a voler essere generosi, a dir poco amaramente esilarante.

L’aggeggio in questione, infatti, non è dotato di alcun tipo di automatismo.

Deve essere prelevato dal suo improvvisato parcheggio, deve poi essere avvicinato e posizionato all’inizio della scalinata.

A questo punto il disabile, ovvero la “cavia umana” (lasciateci passare l’amara ironia), è stata fatta salire a bordo di questo ignoto e malsicuro veicolo, non senza qualche difficoltà dovuta all’assenza di una robusta pedana piana e rigida che assicurasse la stabilità della persona da trasportare.

Dopodichè non essendo dotato di automatismi, ma nemmeno di alcuna misura di sicurezza minima per il soggetto trasportato, il personale dipendente ha dato inizio alle operazioni che prevedono (roba da non credere) il traino a forza di braccia del povero malcapitato, che si ritrova in balia degli improvvisati trasportatori.

Da un lato abbiamo visto quel povero diavolo barcollare come un ubriaco che cercava di aggrapparsi a destra e a manca, senza riuscire a mantenere una posizione eretta stabile, dall’altro abbiamo apprezzato gli sforzi quasi sovrumani posti in campo dal dipendente comunale che si è cimentato in questa specie di “tiro alla fune” con risultati purtroppo negativi.

Come se non bastasse tutto ciò ha comportato seri rischi per i dipendenti comunali che non possono certamente improvvisarsi a svolgere il ruolo di facchini comunali, ma soprattutto per il disabile che rischiava di cadere con tutte le conseguenze che sarebbero potute derivarne.

Non osiamo immaginare, poi, cosa sarebbe accaduto se i dipendenti comunali fossero riusciti nell’ardua impresa di trasportare il povero disabile fino al primo piano.

Già, perchè se salire poteva apparire una operazione complessa farlo scendere poteva rivelarsi una “missione impossibile”, se non addirittura una “missione suicida”.

Riuscite ad immaginare il dipendente che traina il disabile in discesa con il trabiccolo che ruzzola giù per le scale, oppure il dipendente che tenta di far scendere il veicolo tirandolo nel senso inverso per frenarne la discesa?

Chissà quante cadute e quante citazioni per danni riceverebbe il Comune di Carovigno?

Sicuramente ci sarebbe materiale sufficiente per poter girare il remake del film “Le Comiche”.

E’ pertanto lampante che questa modernissima ma insulsa diavoleria non vale i soldi che sono stati spesi, soldi che, ci sembra opportuno ricordare, sono della collettività.

Abbiamo inoltre verificato che il Comune di Carovigno, ha provveduto ad acquistare non uno, bensì 2 di questi macinini, per cui la spesa è addirittura doppia per degli aggeggi che, siamo certi, non verranno mai utilizzati, e che andranno ad arricchire l'elenco degli acquisti inutili operati da parte dell'ente comunale.

Allora, ragionando a bocce ferme, forse non sarebbe una cattiva idea, fermarsi e riflettere un momentino sull’accaduto e porsi due domande.

Non sarà forse il caso di studiare un progetto complessivo che preveda l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti all’interno del Municipio di Carovigno?”

Non sarà forse il caso di provvedere in prima analisi alla spesa per l'installazione di un servo scala da collocare all'ingresso del municipio?

I disabili gradirebbero molto ed eviteremmo sperperi inutili e spese quanto meno stupide.