La Lanterna del Popolo

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L'evidente inadeguatezza del Presidente

del Consiglio Comunale Francesco Leoci

Il Presidente Francesco Leoci non può comportarsi come se fosse al bar, serve rispetto delle istituzioni

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Il Consiglio Comunale del 17 Giugno scorso è stato indubbiamente un momento molto importante per la città di Carovigno, poichè la maggioranza guidata dal Sindaco Massimo Lanzilotti ha deciso unilateralmente di assumersi la responsabilità e l’onere di consolidare un debito di 9 milioni di euro che verrà trasferito sulla testa di tutti i cittadini di Carovigno per gli anni a venire.

Non riteniamo che sia stata la scelta giusta, e neanche che fosse l’unica soluzione, ma come diceva il sommo poeta “Vuolsi così, colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare” ... ed altrettanto faremo noi.

Il consiglio comunale però è stato un momento importante perché ha letteralmente messo a nudo il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci, evidenziando pubblicamente tutta la sua inadeguatezza nel ricoprire questo ruolo che ricordiamo essere la massima carica istituzionale all’interno del Consiglio Comunale, superiore finanche a quella del Sindaco, prerogative che forse molti non conoscono.

Il Consiglio Comunale è iniziato con il rituale dell’appello che lo stesso ha svolto ruminando per tutto il tempo con la gomma da masticare, e possiamo assicurare che non è certamente un bello spettacolo da vedere, soprattutto perché messo in scena da chi dovrebbe assicurare il massimo rispetto delle istituzioni.

Poi si sé svolto un simpatico siparietto, che non sarà sfuggito ai presenti.

Il Presidente Leoci, riferiva (correttamente) delle dimissioni della Consigliera Antonella Tateo, la quale, sentendo parlare delle sue dimissioni, ha fatto una buffa faccia strana come per dire: “Io ho rassegnato le dimissioni? … ma che sta dicendo?” ... ma poi si è subito ricordata che per accettare la nomina di Assessore ha dovuto necessariamente dimettersi dalla carica di Consigliere Comunale.

Durante il consiglio comunale, poi il Presidente Leoci, nonostante ricopra questo ruolo ormai da un anno, chiedeva continuamente alla Segretaria Generale Dott.ssa Antonella Barletta suggerimenti e conferme al proprio operato, come uno scolaretto alle prime armi.

Inoltre, a ciò si aggiunga il fatto che ogni volta che deve leggere qualsiasi testo gli capiti per le mani lo fa in maniera stentata, con il tipico atteggiamento di chi non sia avvezzo ala lettura, e con una curiosa e nevrotica balbuzie, palesando di fatto un profondo senso di insicurezza in tutto ciò che fa.

Certo, tutto ciò non è il massimo per chi dovrebbe ricoprire un ruolo così importante, ma a Carovigno siamo molto comprensivi e tolleranti, per cui riusciamo a soprassedere anche su queste cose.

Ci sono però atteggiamenti inammissibili che non possono passare in cavalleria nemmeno in una Repubblica Antidemocratica delle Banane come quella autonomamente esistente nel protettorato di Carovigno.

Infatti, ad un certo punto del consiglio Comunale, durante il suo intervento, il Sindaco Massimo Lanzilotti, rivolgendosi al Consigliere Comunale Vittorio Zizza, assente dopo aver abbandonato l’aula per protesta contro l’illegittima convocazione del consiglio nei termini previsti dalla legge, ha inveito dicendo: “Consigliere Zizza ti sei precipitato a fare richiesta di documenti, sei stato ogni giorno in Comune e ti sei preso 794 pagine di documenti e questo è il risultato: sei scappato!”

A questo punto è accaduta una cosa mai avvenuta prima nella storia cittadina: il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci si è messo a sghignazzare e ad applaudire come un ragazzino compiaciuto, assecondando il pubblico presente nell'aula consiliare, offrendo uno spettacolo a dir poco indegno per chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio Comunale.

Eppure il Testo Unico sugli Enti Locali, all'art. 39 stabilisce che al Presidente del Consiglio Comunale "spettano i poteri di convocazione e direzione dei lavori e delle attività del consiglio", ed ovviamente con essi anche tutti gli obblighi derivanti da tale incarico.

In particolare lo Statuto del Comune di Carovigno, fortemente voluto dall'allora Presidente del Consiglio Comunale Corrado Tarantino, all'art. 13 comma 3 impone: "Gli amministratori nell’esercizio delle proprie funzioni improntano il proprio comportamento a criteri di imparzialità e buona amministrazione", ed è proprio l'esatto contrario di quanto ha messo in mostra il Presidente Francesco Leoci.

Col suo comportamento ha dimostrato chiaramente di non essere in grado di ricoprire degnamente una carica che impone un atteggiamento almeno apparentemente imparziale, ed invece si è lasciato andare come se fosse un felice sostenitore ai piedi del palco durante il pubblico comizio del suo leader politico preferito.

Sembrava quasi di essere ritornati a quei mesi infami in cui in occasione dei consigli comunali l'allora Sindaco Mele chiamava a raccolta i suoi aficionados per sostenerlo ed applaudirlo nel momento del bisogno, fregandosene delle leggi e dello Statuto comunale che veniva sistematicamente disatteso anche grazie all'ausilio silenzioso, ma fondamentale, del suo fidato "delfino" Corrado Tarantino, oggi Presidente della Riserva Naturale di Torre Guaceto.

Ci sembra opportuno ricordare che l'art. 43 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale recita testualmente:

"1. Il pubblico che assiste alle adunanze del Consiglio Comunale deve restare nell’apposito spazio allo stesso riservato, tenere un comportamento corretto, astenersi da ogni manifestazione di assenso o dissenso dalle opinioni espresse dai Consiglieri comunali e dalle decisioni adottate dal Consiglio Comunale.

Negli spazi riservati al pubblico, non è consentita la distribuzione di volantini, l'esposizione di cartelli o striscioni, e l'uso di qualsiasi altro mezzo che rechi disturbo al Consiglio Comunale.

2. I poteri per il mantenimento dell’ordine nella parte della sala destinata al pubblico spettano al Presidente del Consiglio Comunale, che li esercita avvalendosi, ove occorra, dell’opera degli agenti di polizia municipale.

Il Presidente del Consiglio Comunale può disporre l'espulsione dallo spazio riservato al pubblico di coloro che non ottemperino a quanto stabilito nel comma 1; chi è stato espulso non viene riammesso per tutta la seduta [... omissis]".

Si tratta di prerogative molto importanti alle quali il Presidente non solo sembra aver rinunciato, ma alle quali non intende sottostare, dal momento che si è lanciato in un accorato applauso, smettendo i panni della di chi deve imparzialmente rappresentare e presiedere un'istituzione per assumere quelli, a lui evidentemente più consoni e veraci, del tipico rappresentante del popolino locale.

Ebbene abbiamo constatato che il Presidente Leoci non fa assolutamente nulla per impedire che tutto questo accada: il pubblico pertanto può liberamente rumoreggiare, commentare, inveire, tifare ed applaudire e lui ... si adegua alla massa!

Come se ciò non bastasse, al termine degli interventi ha posto a votazione la proposta di deliberazione della maggioranza, durante la quale si è permesso di commentare così: "Votazione: favorevoli 11, contrari ... non c'è bisogno di chiedere ... stanno al bar", dimostrando tutta la sua capziosità e l'incapacità di saper essere super partes.

Un commento assolutamente fuori luogo che deve essere assolutamente stigmatizzato.

Eppure buona prassi consolidata vuole che il Presidente, qualora intenda intervenire nella sua veste di Consigliere Comunale, dovrebbe chiedere al Vice Presidente di sostituirlo sul seggio, prendere posto nell'emiciclo riservato ai consiglieri comunali, fare il proprio intervento, dopodichè può tornare a sedersi e riprendere i panni di Presidente del Consiglio Comunale, così come hanno fatto coloro che lo hanno preceduto nel ricoprire tale carica.

Ricordiamo che l'art. 21 dello Statuto Comunale prevede espressamente che: "Il Presidente del Consiglio Comunale può essere revocato a seguito di mozione di sfiducia motivata solo per reiterata violazione di legge, dello Statuto, dei Regolamenti", e questa reiterazione ci appare sia stata ampiamente confermata da tali atteggiamenti.

Per carità Francesco Leoci è un bravo ragazzo, stimato commerciante e giovane fattivo, ma la passionalità e l'istinto sono una cosa, la Politica è ben altra cosa!