La Lanterna del Popolo

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Carovigno a rischio idrogeologico: basta una

pioggia per mettere in ginocchio il paese

Da decenni evidenziamo i rischi, ma nessuno ha mai adottato misure efficaci per risolvere il problema

 

© - La Lanterna del Popolo (2022)

di Domenico Basile

Nelle scorse settimane la Puglia ed in particolare la costa barese e brindisina sono state flagellate da piogge intense accompagnate da forte vento e in alcuni casi anche da grandine.

A Carovigno il diluvio è durato ininterrottamente dalle 23 del 9 Giugno alle 9 del giorno successivo.

Il paesaggio che si è presentato l'indomani mattina, come facilmente prevedibile, mostrava strade allagate e piene di detriti, campagne allagate e trasformate in risaie vercellesi, ed ovviamente la situazione peggiore è quella riscontrabile nelle località marine, in particolare in corrispondenza delle lame dove le acque pluviali confluiscono per poi gettarsi in mare.

Come sempre sono tante le situazioni “particolari” che si sono verificate come quella alla foce del Canale Reale nella Riserva Naturale di Torre Guaceto, alla foce della lama di Pantanagianni e di quella vicina Taverna Nova, ed altre ancora, ma quella che come di consueto attrae maggiormente l'attenzione della cittadinanza, storicamente e morbosamente curiosa, è quella che interessa Torre Santa Sabina, dove le forti piogge della notte hanno creato un fiume d’acqua nella spiaggia dei Camerini, nel cuore del centro abitato di Torre Santa Sabina e un altro nella spiaggia della Mezzaluna in località Carisciola, hanno tagliato letteralmente in due entrambe le spiagge.

Certo, questa volta fortunatamente l'alluvione non è stato forte come quello del 27 Settembre 2006 quando la violenza delle acque fu tale da cancellare le spiagge di Pantanagianni riuscendo perfino a divellere e trasportare in mare la fontana pubblica con tutto il suo basamento di cemento.

Questa volta la violenza non è stata pari quella raggiunta dal nubifragio del 18 Dicembre 2008, quando le piogge torrenziali riuscirono a portare sulla fascia costiera una quantità d'acqua tale da sconvolgere completamente la spiaggia dei Camerini trasformandola in un surreale paesaggio marziano, a riempire quasi del tutto il canalone della Mezzaluna con l’’acqua che ribolliva con straordinaria impetuosità, e a trasportare una quantità di terra senza precedenti, capace di tingere il mare di rosso a perdita d'occhio.

Questa volta la violenza non è stato pari neppure alle piogge torrenziali del 23 Gennaio 2009 quando furono così copiose da costringere le autorità  a chiudere al traffico la strada provinciale per Torre Santa Sabina a causa del suo cedimento nei pressi del ponte sulla ferrovia.

Occorre comprendere che le acque meteoriche devono necessariamente essere smaltite, ed è normale che se una parte può essere assorbita dalle voragini naturali o artificiali, ed una parte può essere assorbita dal terreno, non appena lo stesso è saturo le acque possono soltanto scorrere in superficie dalle quote più alte verso quelle più basse fino a raggiungere il mare.

Ed ecco che improvvisamente assistiamo a questa enorme quantità di acqua giungere nelle località marine trasportando con sé una enorme quantità di detriti naturali rami, pietre e tanta terra capace di trasformare il Mare Adriatico nel Mar Rosso per centinaia di metri se non chilometri.

Purtroppo, però, esistono anche detriti artificiali costituti dai tanti rifiuti che l'uomo getta nei terreni e nei canali (bottiglie, eternit, lamiere, secchi, etc.) da cui la natura decide di ripulirsi con una ciclicità costante e sempre più ravvicinata.

La natura è un giudice severo e implacabile, ma giusto, capace di ripulirsi, rigenerarsi, di ripristinare lo stato originario dei luoghi, alla faccia dell'uomo e della sua mancanza di rispetto, in barba alle sue manie di grandezza e alla sua presunzione di poter alterare il corso delle acque e governare su tutto.

E' inutile costruire in corrispondenza o prossimità dei canali naturali, perchè se essi esistono è perchè la natura ha voluto così.

E' inutile costruire a ridosso dei canaloni perchè prima o poi la vendetta di Madre Natura giungerà e non dovremo stupirci se qualche villetta verrà ridotta in macerie e spazzata via.

Possiamo forse, però, con intelligenza e con il dovuto rispetto nei suoi confronti, predisporre un piano di mitigazione del rischio idrogeologico.

Deve però trattarsi di un piano vero, non fatto tanto per dire, deve essere un piano che deve censire puntualmente, e realmente, tutte le situazioni di rischio idrogeologico presenti sul territorio, e deve individuare soluzioni efficaci e perseguibili in grado di limitare gli effetti di eventuali alluvioni sia all'interno del centro abitato di Carovigno, dove basta una pioggia di 10 minuti per trasformare la città in un parco acquatico emetterla in ginocchio, e sia lungo le località costiere dove la violenza degli eventi atmosferici e la quantità di acqua possono produrre danni ingenti, oltre a situazioni pericolose che possono divenire drammatiche.

La natura non si dimentica di noi, e se per un po' subisce e tollera le ingiurie umane, a tempo debito reagisce e, come è giusto che sia, si riprende ciò che è suo e ci ricorda la nostra precarietà.

Facciamo tesoro di queste esperienze ed impariamo a rispettare la Natura in tutte le sue forme ed espressioni, forse anche Lei potrebbe rivelarsi meno crudele nei nostri confronti.