La Lanterna del Popolo

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Carovigno è ancora una volta sott'acqua:

occorrono interventi mirati e funzionali

Ogni pioggia è devastante e provoca seri danni alla città: bisogna intervenire e metterla in sicurezza

 

© - La Lanterna del Popolo (2022)

di Domenico Basile

Il clima ormai non è più lo stesso di un tempo.

E’ perfettamente inutile, nascondercelo o negarlo.

Trombe d’aria, grandinate, nubifragi e violenti temporali si susseguono ormai molto spesso, con una frequenza sempre maggiore e con una violenza che sembra stia crescendo in maniera direttamente proporzionale alla frequenza.

Dobbiamo quindi necessariamente fare i conti con questa situazione che ci accompagnerà nei prossimi anni, e non possiamo escludere neppure che gli eventi atmosferici possano essere sempre più estremi.

Quando si verificano questi eventi provocano enormi disagi e danni economici sempre maggiori al punto che, forse, è arrivato il momento di agire, ben sapendo che il costo da affrontare per la realizzazione di questi interventi è sicuramente meno oneroso rispetto ai danni provocati dagli eventi stessi.

E’ quindi necessario prevedere questi fenomeni atmosferici con largo anticipo, ma soprattutto mettere in campo interventi finalizzati a prevenire e ridurre il rischio idrogeologico del nostro territorio.

Vogliamo incentrare la nostra attenzione sulle problematiche del centro abitato di Carovigno e condividere alcune riflessioni.

Quando un territorio è pianeggiante riceve in maniera ripartita e uniforme le precipitazioni atmosferiche, ma quando un territorio è anche soltanto parzialmente collinare, la situazione cambia radicalmente.

Infatti, per le zone a valle, oltre alle normali precipitazioni dirette, vanno considerate le acque di dilavamento superficiali che, gioco forza, seguendo la morfologia del territorio, scendono da monte verso valle creando disagi e allagamenti nelle aree più depresse del territorio stesso.

Ed è proprio ciò che accade a Carovigno.

Ad ogni precipitazione, anche di breve durata ma di forte intensità, dobbiamo fare i conti con allagamenti significativi contro i quali non siamo in grado di opporre alcuna valida resistenza.

A questo punto è chiaro che da una semplice analisi basata sulla conoscenza del territorio e sulla constatazione dei fatti occorre individuare delle priorità sui cui intervenire.

Direttrice 1 - Asse Viale Foggia - Versante Nord

La prima direttrice su cui occorre intervenire è senza ombra di dubbio quella di Viale Foggia.

Le acque provenienti da Piazza Nzegna, e che scendono lungo Corso Vittorio Emanuele, poi Via Mimina Caputi, ingrossandosi sempre più giungono su Viale Foggia dirigendosi in direzione mare provocando allagamenti al Rione Conella.

I fenomeni estremi si possono osservare per esempio nei pressi del Bar Mezzaluna, all’incrocio con via Cosenza, dove il livello delle acque diventa tale da impedire la circolazione sia a piedi che in auto.

Proseguendo ancora più a valle le acque imboccano la cosiddetta via di Valente dove raggiungono un livello di pericolosità tale da trasformare la strada in un vero e proprio fiume in piena.

La voragine situata in quella zona non ce la fa assolutamente ad assorbire una tale quantità di acqua che finisce per distruggere le strade e trasformare i terreni circostanti in vere e proprie paludi.

Direttrice 2 - Rione Pacifico - Versante Sud

La seconda direttrice, non certo per ordine di importanza, su cui intervenire è quella di Via Pacifico.

Le acque provenienti da Piazza Nzegna, e che scendono lungo Via Vittorio Veneto, giungono in Largo Machiavelli, dove seguendo la naturale pendenza confluiscono in Via Pacifico trasformandosi anche qui in un fiume in piena.

A queste vanno ad aggiungersi tutte le acque che scendendo dalla collina come tanti affluenti impazziti giungono su Corso Umberto I, che a sua volta, avendo la sua principale pendenza in direzione San Vito, si trasforma in un enorme emissario che giunge anch’esso a Largo Machiavelli, rendendo la situazione a dir poco catastrofica per l’intero Rione Pacifico.

A poco o nulla serve il bacino di raccolta posto a valle realizzato negli anni scorsi perché non contribuisce minimamente a lenire il problema.

Direttrice 3 - Via Serranova - Versante Est

La terza direttrice, su cui bisogna intervenire è quella di Via Serranova.

Le acque che discendono da Via Adua e Via Damiano Chiesa confluiscono nella rotonda di via Serranova creando allagamenti che interessano l’intero tratto di Vai Santa Sabina fino al Supermercato Eurospin.

Direttrice 4 - Via Jannozza - Versante Ovest

La quarta direttrice su cui intervenire è Via Jannozza.

Le acque provenienti dal centro abitato e che scendono da Via Nicola Brandi e Via Francesco Trisolini giungono su Via Santa Sabina creando allagamenti il cui punto cruciale è proprio nei pressi di Via Jannozza, dove la rete fognaria è assolutamente insufficiente a smaltire le acque meteoriche.

Queste sono le principali urgenze che devono essere affrontate e risolte nel più breve tempo possibile.

Esistono poi tante piccole criticità che sommate fra di loro contribuiscono a creare una situazione di totale dissesto idrogeologico, ma ci fermiamo qui.

E’ necessario che chi di competenza si renda conto che le acque meteoriche che distruggono questo paese che allagano gli scantinati e che prodiucono danni di ogni genere sono frutto della quasi totale assenza di una efficace rete di fogna bianca.

Solo il convogliamento delle acque meteoriche nel sottosuolo può permettere ai quartieri bassi di questo paese di tirare un sospiro di sollievo senza annegare.

Siamo perfettamente consapevoli che la realizzazione di queste opere comporterà un investimento economico non indifferente, ma se ciò non avverrà e se la situazione peggiorerà, dovremo versare lacrime amare ripensando a ciò che avremmo potuto fare e che invece non abbiamo fatto.