La Lanterna del Popolo

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Ancora una volta violazioni della Legge sulla

Privacy da parte del Comune di Carovigno

Pubblicati i dati personali di centinaia di cittadini chiamati a ricoprire il ruolo di giudici popolari

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Navigando distrattamente sul sito internet ufficiale del Comune di Carovigno (www.comune.carovigno.br.it) nella purtroppo vana ricerca di progettualità poste in essere, di finanziamenti ottenuti, di delibere di giunta o di consiglio comunale significative, o comunque di atti di particolare rilevanza per la cittadinanza abbiamo fatto un'amara scoperta.

Una scoperta amara poichè denota tutta la pochezza, il pressapochismo, la superficialità e l'incompetenza che regna sovrana a Palazzo di Città.

Infatti, sul sito ufficiale dell'ente comunale è stato pubblicato un manifesto a firma del Sindaco Massimo Lanzilotti, con il quale si informava che in data 30 Ottobre 2019 il Comune di Carovigno aveva provveduto a pubblicare l'elenco dei giudici popolari di Corte di Assise e di Corte di Assise di Appello, cioè di cittadini che possono essere chiamati a ricoprire il ruolo di giudici popolari, e conseguentemente a doversi esprimere sulla colpevolezza o meno di un imputato sottoposto a processo.

Fin qui tutto lecito, nulla da eccepire, se non fosse che al manifesto sono stati allegati quale parte integrante e sostanziale dell'atto l'elenco dei giudici popolari di Corte di Assise (contenente 717 nominativi) e quello dei giudici popolari di Corte di Assise di Appello (contenente 493 nominativi), nei quali sono riportati cognome e nome, luogo e data di nascita, comune ed indirizzo di residenza, e titolo di studio dei giudici popolari.

Sebbene tale pubblicazione sia stata effettuata ai sensi dell'art. 17 della Legge n° 287/1951, viola palesemente la Legge sulla Privacy.

Stupisce che questo disgraziato comune ancora oggi non capisca che esistono leggi e regole che devono essere rispettate, ma di cui sembra stranamente che tutti se ne freghino completamente.

Il Decreto Legislativo n° 196 del 30 Giugno 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), all’art. 4 definisce "dato personale", qualsiasi informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, e dati come nome, cognome, luogo e data di nascita, e indirizzo rappresentano dati personali.

Nella fattispecie il Comune di Carovigno avrebbe dovuto limitarsi  alla semplice pubblicazione dei nominativi, magari filtrando o mascherando con apposite retinature gli altri dati, ed invece ha pubblicato dati non necessari e pertinenti quali gli indirizzi di abitazione degli interessati.

A qualcuno potrebbe apparire una sciocchezza, ma non è affatto così!

Un ente pubblico che dovrebbe per primo rispettare la legge (e farla rispettare), è invece il primo a macchiarsi del reato di cui all’art. 167 della Legge sulla Privacy e del Regolamento (UE) 2016/679 in materia di protezione dei dati personali.

Quanto è avvenuto è di una gravità inaudita ... e non è la prima volta.

Preme ricordare che la pubblicazione di tali elenchi, sebbene per un periodo limitato di 10 giorni, consente a chiunque di poter scaricare, prendere e visione e conservare tutti i dati personali delle persone iscritte in questi elenchi che a questo punto vedono violata la loro privacy.

Se ciò vi sembra poco provate ad immaginare cosa accadrebbe se tali elenchi fossero scaricati e conservati da un'organizzazione criminale, da un delinquente, o da suoi parenti, amici, o affiliati a qualsiasi titolo.

Costoro, tramite gli elenchi in loro possesso, potrebbero individuare in maniera facile ed inequivocabile il giudice popolare designato, e tramite l'indirizzo contenuto negli elenchi, raggiungerlo, avvicinarlo, minacciarlo, intimidirlo, o comunque, sapendo dove abita, seguirlo per carpirne le sue abitudini, porre in essere danneggiamenti nei confronti della sua abitazione, o attentare alla sua sicurezza o quella dei suoi familiari.

Tutto ciò è inaccettabile poichè potrebbe esporre a minacce, azioni ritorsive e/o intimidatorie che contrasterebbero con i principi legislativi che dovrebbero non solo regolamentare la nomina dei giudici popolari, ma anche e soprattutto garantire la loro serenità psicologica affinchè possano svolgere il ruolo affidato con la giusta obiettività e tranquillità d'animo.

Va inoltre detto che la maggioranza dei cittadini non sa assolutamente nulla della pubblicazione di questi elenchi, ed altrettanto dicasi per i diretti interessati poichè l'ente comunale non ha provveduto a notificare loro l'iscrizione nei predetti elenchi e ad informarli della relativa pubblicazione.

Pertanto centinaia di cittadini non sanno affatto che la loro privacy è stata violata dall'ente istituzionale che dovrebbe rappresentarli e tutelarli.

Tutto ciò purtroppo è gravissimo, poichè il danno procurato dal Comune di Carovigno non è affatto risolvibile, o sanabile, con la semplice rimozione degli elenchi dall'albo pretorio dell'ente, poichè gli stessi nel corso del periodo di pubblicazione all’albo pretorio potrebbero già essere stati scaricati e conseguentemente potrebbero essere utilizzati impropriamente ed illecitamente secondo le modalità illustrate poc'anzi.

Viene quindi naturale chiedersi: chi sono gli autori di una simile cavolata?

Chi sono i responsabili del Comune di Carovigno, che hanno formato, pubblicato, ordinato, autorizzato e comunque non hanno impedito la pubblicazione e quindi la diffusione (o la fuga) dei dati personali contenuti negli elenchi pubblicati dall’ente comunale?

Si tratta di un unico soggetto, o ci sono più profili di responsabilità?

Vogliamo credere (e sperare) che non ci sia un dolo dietro la violazione della Legge sulla Privacy, ma solo tanta, troppa superficialità.

Ciò che è certo è che è stato procurato un grave danno ai cittadini che a questo punto potrebbero presentare denuncia contro tale violazione.

Ci permettiamo di consigliare vivamente all'amministrazione comunale, e al Segretario Generale che dovrebbe sovrintendere e gestire il personale dipendente del Comune di Carovigno, di far frequentare all'intero corpo impiegatizio un bel corso di aggiornamento avente per tema: Legge sulla Privacy"; non un corso da cogliere al volo per cazzeggiare o per evadere dalla solita routine lavorativa quotidiana, ma un importante momento formativo obbligatorio, e a quanto pare assolutamente necessario, per evitare che errori di questo tipo si ripetano ancora.

Forse se ciò accadrà, il Comune di Carovigno avrà elevato il livello dei propri dipendenti comunali, avrà colmato le loro numerose lacune, ed eviterà in un prossimo futuro di cagionare danni ai cittadini e collezionare brutte figure che non possono che mettere in ridicolo l'ente comunale esponendolo alla giusta critica dei cittadini.