La Lanterna del Popolo

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Rubrica: Lettere al Direttore

a cura di Domenico Basile

Carovigno la città dei gazebo e dei dehors,

ma zero controlli, zero sanzioni, zero diritti

Sistematicamente violati i diritti dei pedoni e dei disabili di poter circolare liberamente e in sicurezza

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

Egregio Direttore

Le scrivo questa lettera per rappresentarle un grosso problema che affligge Carovigno e che, in quanto padre di un ragazzo disabile, costretto a vivere su una sedia a rotelle, vivo da vicino ogni giorno.

Mi riferisco al fenomeno dei gazebo e dei cosiddetti dehors che vengono installati ovunque e che nella nostra cittadina spuntano come i funghi.

Ciò che il Comune di Carovigno sta perpetrando con il rilascio di tutte queste autorizzazioni è un abominio, ed è un vero e proprio insulto alle tante persone disabili che (purtroppo) vivono la loro triste condizione e che sono costrette ad adeguarsi.

Sembra quasi come se le istituzioni che dovrebbero operare nel rispetto della legge, con l'obbligo specifico di far rispettare le leggi, operino invece fregandosene completamente della legge stessa.

Vedo che vengono continuamente installate strutture sui vari marciapiedi, ai vari angoli di strada, dalle forme, dimensioni e caratteristiche più disparate.

Circolare su una sedia a rotelle in una realtà come Carovigno è molto difficile, glielo assicuro.

Innanzitutto occorre superare quotidianamente decine  di barriere architettoniche (marciapiedi, scalinate, accessi, etc.), ed il Comune di Carovigno non fa nulla assolutamente nulla per abbatterle, anzi ne costituisce sempre di nuove, sempre più insormontabili.

Direttore so che lei è una persona molto analitica ed attenta alla realtà che ci circonda, per cui mi rivolgo a lei non sapendo più a che santo votarmi.

Si sarà accorto anche lei che questi gazebo vengono installati occupando tutto il marciapiede, non solo coprendolo, ma chiudendolo completamente, ostruendo il passaggio non solo a chi è costretto a spostarsi sulla sedia a rotelle, ma perfino per i pedoni che non hanno nessun problema di deambulazione.

Infatti, molti gestori di attività di cui preferisco tacere i nomi per evitare ritorsioni o dispetti all'indirizzo mio e della mia famiglia, occupano in maniera abusiva queste aree nel silenzio generale delle istituzioni e degli organi preposti a svolgere l'attività di controllo.

E' impossibile che i vigili urbani non si siano accorti di nulla di quello che accade in questo paese.

Si girano dall'altra parte e fingono di non vedere, ma questo comportamento è corretto?

Io non li ho mai visti fare alcun tipo di controllo, e non ho mai visto alcun dirigente comunale effettuare un sopralluogo per verificare se le varie strutture installate rispondano alle prescrizioni stabilite e se rispondano ai requisiti previsti dalla legge.

Direttore, io sono desolato e demoralizzato.

Sono stanco di combattere e di assistere ai continui abusi perpetrati dagli esercizi commerciali in combutta con gli amministratori comunali.

Sento di essere un cittadino a cui stanno espropriando giorno dopo giorno un pezzo della sua città.

Sono esasperato, e spero solo di riuscire a lasciare a mio figlio un paese migliore e più vivibile per tutti.

Se pubblicherà questa lettera mi farà cosa gradita.

                                                                                                                      Lettera Firmata

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Gent.mo Lettore

Comprendo la sua amarezza e il suo disappunto.

Come certamente saprà, in passato mi sono occupato della questione, sia denunciando la presenza di numerose barriere architettoniche, sia trattando la questione dei dehors, purtroppo senza ottenere alcun tipo di riscontro, però mi fa piacere che lei abbia sollevato il problema perchè mi offre l'opportunità di affrontare nuovamente la questione.

Il fenomeno andrebbe analizzato secondo più aspetti.

Il primo aspetto è quello delle barriere architettoniche.

Carovigno è un paese caratterizzato da centinaia di barriere architettoniche, ma come lei ha giustamente evidenziato, non è mai posta la benchè minima attenzione per realizzare una progettazione specifica per cercare di eliminare o almeno ridurne la presenza, mitigando così i disagi delle tante persone disabili costrette a doverle superare ogni giorno.

Il secondo aspetto è quello della creazione continua di barriere architettoniche da parte di chi realizza materialmente tali strutture: basti pensare a quei locali che vengono ritenuti idonei ed autorizzati con rampe di accesso con pendenze impossibili da superare.

Il terzo aspetto è quello legato al facile rilascio di autorizzazioni da parte del dirigente comunale preposto il quale, posto di fronte a richieste continue e pressanti da parte di esercenti, spesso sponsorizzati dal politico di turno, e alla luce di regolamenti comunali predisposti con i piedi e ricchi di falle e lacune, è molto spesso costretto a rilasciare le autorizzazioni per non incorrere nel reato di omissione di atti d'ufficio.

Il quarto aspetto è quello della mancata verifica della correttezza delle opere eseguite e della rispondenza delle stesse a quanto proposto all'ente comunale.

In questo aspetto si ravvisano gravi responsabilità da parte dei dirigenti comunali deputati a questo tipo di attività consequenziale a quella precedente, poichè se è vero che sono costretti a rilasciare le autorizzazioni nel caso in cui la documentazione presentata sia in ordine, è altrettanto vero che le stesse autorizzazioni sono subordinate alle prescrizioni stabilite dall'ufficio competente, ma soprattutto le opere reali devono essere rispondenti a quanto previsto dal progetto ai fini del rilascio della relativa autorizzazione.

Invece in tal senso gli uffici non effettuano alcuna attività di verifica, rinunciando così ad una prerogativa a mio modesto avviso irrinunciabile.

il quinto aspetto è quello legato alla sistematica violazione delle norme del codice della strada.

I dehors vengono spesso realizzati in violazione del codice della strada, talvolta occupando oltre misura la sede stradale, altre volte chiudendo completamente i marciapiedi impedendo di fatto il libero transito ai pedoni e il passaggio per le carrozzelle dei disabili, appropriandosi di fatto del suolo pubblico.

Il sesto aspetto è quello della totale assenza di controllo da parte del Comune di Carovigno.

I vigili urbani sono inesistenti e se sono in servizio sono sempre in tutt'altre faccende affaccendati.

Non ci risulta che in questo ambito i vigili siano mai intervenuti per far rispettare la legge attraverso la giusta rivendicazione della titolarità del suolo pubblico.

che può essere concesso, ma non regalato a vita.

Il settimo aspetto è quello della totale assenza di verifiche sul posto per controllare se l'occupazione sia temporanea o permanente, tenendo sempre presente che le strutture devono essere precarie e rimuovibili in qualsiasi momento a richiesta delle autorità.

Sono numerosissimi i gazebo e dehors installati allo scopo di consentire ai propri clienti di poter consumare all'aperto, però abbiamo riscontrato che al termine della stagione estiva, restano tutti montati mentre gli uffici e gli organi preposti al controllo (vigili urbani) non si prendono la briga di verificare che alla scadenza del permesso la struttura venga smontata e rimossa, e qualora ciò non accada sanzionare l'esercente in questione per occupazione abusiva di suolo pubblico e l'inibizione di ottenere il rinnovo delle autorizzazioni.

Forse bisognerebbe proporre ai politici locali una giornata in carrozzella per fargli comprendere in prima persona i disagi e le difficoltà con cui i disabili e i loro familiari devono confrontarsi ogni giorno.

Purtroppo però, caro lettore, a Carovigno viviamo in un microcosmo a parte, un universo parallelo dove le cose non funzionano esattamente come dovrebbero.

I vigili urbani non fanno le multe, o meglio lasciano che a farle siano soltanto i "pivellini" neo assunti, meglio ancora se con contratto a tempo determinato, molto probabilmente perchè non vogliono crearsi nemici.

I dirigenti rilasciano le autorizzazioni perchè succubi della politica e dei politici e non attivano le procedure di controllo dovute, molto spesso perchè in un paese piccolo come Carovigno diviene difficile sanzionare qualcuno che si conosce, con la consapevolezza di aver arrecato un danno economico (sebbene giusto) ad un proprio compaesano o conoscente.

Per cui a mio modo di vedere probabilmente tutto continuerà a scorrere, lei continuerà a lamentarsi dei suoi diritti calpestati, io continuerò a dare voce a lei e a tutti quelli che, come lei e come me, credono che possa esistere un futuro differente.

                                                                                                           Domenico Basile