La Lanterna del Popolo

"La Lanterna del Popolo" - Mensile di Attualità, Cronaca, Cultura, Informazione e OpinioneBenvenuti nel Sito Ufficiale de "La Lanterna del Popolo" - Carovigno (BR) - ITALIA

 

 

 

 

Spuntano nuovi climatizzatori nel chiostro municipale: ma chi li avrà autorizzati?

Effettuati nuovi interventi invasivi nonostante il Municipio sia un bene sottoposto a vincolo di tutela

 

© - La Lanterna del Popolo (2020)

di Domenico Basile

Il Municipio di Carovigno è allocato all'interno dell'antico monastero del Carmine risalente al XVII secolo.

Si tratta di un complesso monumentale di importante valore storico e architettonico che però, come più volte evidenziato, versa in terribili condizioni.

L'edificio non è mai stato oggetto di interventi di manutenzione straordinaria.

Mai stato presentato un progetto di recupero e riqualificazione funzionale, mai stato oggetto di un intervento di ristrutturazione, ma interessato da interventi di adeguamento impiantistico sotto tutti i punti di vista.

Gli unici interventi effettuati sono soltanto quelli di una sporadica e saltuaria imbiancatura a latte di calce del chiostro, ed ancor più rari interventi di tinteggiatura degli uffici comunali, sia al piano terra che al primo piano, oltre all'installazione di centinaia di metri di dissuasori per i piccioni stanzianti.

Per dirla in parole povere, se a qualche funzionario o autorità preposta dovesse mai venire in mente di effettuare un sopralluogo presso la casa comunale non potrebbe che decretarne la chiusura immediata per una quantità infinita di violazioni alle normative vigenti.

Il Municipio è costellato di barriere architettoniche costituite da scale, gradini, porte strette, assenze di pedane, di servoscala, di ascensori.

E' totalmente fuori legge in quanto non è assolutamente adeguato alle vigenti normative antincendio, è ancor più fuori legge per i suoi vetusti e pericolosi impianti elettrici, assolutamente non a norma, con fili e cassette scoperte canaline esterne, e quant'altro possa mettere a rischio l'incolumità degli stessi dipendenti comunali e soprattutto dei cittadini che volenti o nolenti hanno la necessità di doversi recare presso gli uffici comunali.

Gli infissi sono decrepiti, pieni di spifferi d'aria, e da ciò ne consegue che l'edificio ha una efficienza termica estremamente bassa.

Il risultato è tale per cui il riscaldamento dell'edificio non è particolarmente brillante ed efficiente, così molti dipendenti sopperiscono accendendo a proprio piacimento stufette elettriche, stufe alogene, pompe di calore, etc, senza alcun ritegno (tanto paghiamo noi), con conseguenti costi esorbitanti derivanti dai maggiori consumi di energia elettrica.

Così ecco spuntare come funghi nuovi impianti di climatizzazione old style: climatizzatori tradizionali, muniti di pompa di calore che punteggiano i prospetti esterni ed anche all'interno dello stesso chiostro comunale.

Eppure l'antico monastero del Carmine è un bene monumentale che in tempi non sospetti è stato sottoposto a vincolo di tutela da parte della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lecce.

Eppure nonostante ciò arbitrariamente qualcuno decide di installare nuovi impianti di condizionamento d'aria e qualcun altro provvede ad installarli senza alcuna autorizzazione che siamo certi nessuna Soprintendenza munita del ben dell'intelletto avrebbe mai autorizzato.

Eppure non si ha avuto nemmeno il buon gusto di installare gli impianti di condizionamento studiati apposta per i centri storici ed i beni monumentali di pregio, quelli che per intenderci non espongono quegli orribili apparati invasivi montati su staffe, ma solo dei fori a scomparsa a filo della muratura.

Voi vi chiederete: chi ha autorizzato l'installazione di questi nuovi impianti?

Oppure ancora chi è il responsabile di questo ennesimo sfregio architettonico a danno del patrimonio storico e artistico di questo paese?

Non spetta a noi scoprirlo, a noi basta aver segnalato questo ennesimo abuso, nella speranza che chi di dovere intervenga per porre rimedio ed impedire che vengano perpetrati ulteriori danni ad un bene già abbastanza compromesso.