La Lanterna del Popolo

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L'incendio al parco giochi della Villa Comunale

e la sterile indignazione della "Società Civile"

Una città in cui la gente "si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità"

 

© - La Lanterna del Popolo (2022)

di Domenico Basile

Una quarantina di giorni fa, precisamente Domenica 22 Maggio, all'imbrunire, si è sviluppato un incendio all'interno della Villa Comunale.

Più precisamente l'incendio, di chiarissima matrice dolosa, è divampato nell'area dell'ex campo da tennis dei Conti Dentice di Frasso, che da oltre mezzo secolo è stato trasformato in un parco giochi per i bambini.

L'incendio è stato evidentemente appiccato nei pressi dello scivolo ed è stato favorito dalla pavimentazione costituita da tappetini in materiale sintetico.

L'incendio ha interessato uno scivolo per bambini nel parco giochi comunale. Ovviamente a quell'ora non c'era nessuno a giocare, altrimenti sarebbero anche stati individuati o quanto meno intravisti gli autori del gesto.

I vigili del fuoco sono intervenuti ed hanno prontamente domato l'incendio.

L'accaduto è stato altrettanto prontamente pubblicato sui social networks, dove non sono mancati i commenti dei cittadini indignati.

Numerose le condanne all'indirizzo degli ignoti autori dell'ignobile gesto, dei vandali che hanno danneggiato il parco giochi dei bambini, e via via tutti pronti a recitare questo vecchio copione, dai perbenisti ai giustizialisti, raccogliendo rappresentanti di ogni categoria di questa curiosa e variegata società.

Ebbene una settimana dopo tutto era già finito nel dimenticatoio.

Nessuno si ricordava di quanto era accaduto, nessuno si chiedeva più perchè ciò fosse accaduto, e soprattutto nessuno si è posto il problema di come affrontare la questione del post accaduto.

Carovigno ha dimostrato di essere esattamente come l'avrebbe descritta il grande Fabrizio De Andrè nel brano "Don Raffaè", ... una città in cui la gente "si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità".

L'indignata società civile, poi, non ha fatto altro che mettere in campo, la solita sterile indignazione, dimostrando di essere sempre pronta a condannare, a disapprovare, a deplorare, a criticare, a prendere le distanze dalle terribili gesta, ma totalmente incapace di reagire, di porre in essere azioni concrete, di impegnarsi in prima persona, di metterci la faccia.

Fossero anche soltanto lettere aperte rivolte agli amministratori comunali, o più semplicemente assemblee cittadine, sit-in, manifestazioni di piazza, o iniziative di collaborazione finalizzate alla tutela e salvaguardia dei beni pubblici.

Invece a Carovigno non accade nulla di tutto ciò.

Non dimentichiamo che la Villa Comunale è stata oggetto di un restauro a dir poco vergognoso, con centinaia di migliaia di euro buttati per lavori che hanno solo provocato danni, grazie ai quali sono stati letteralmente distrutti i camminamenti, e dove sono state installate telecamere non funzionanti e che fossero state in funzione, forse avrebbero ripreso gli autori del gesto.

Ed invece tutto rimane così com'è, e dai carovignesi non possiamo che aspettarci sdegno e giudizi sommari, ma mai un contributo tangibile al miglioramento di questa nostra società, ormai sempre più incivile..