La Lanterna del Popolo

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Il Reddito di Cittadinanza è solo una presa in giro:

milioni di italiani delusi e incazzati

Il metodo di calcolo basato sull'ISEE e quindi sui redditi percepiti nel 2017 non convince affatto

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

I cittadini italiani appena un anno fa votarono in massa il Movimento 5 Stelle sulla base della promessa elettorale fatta da Luigi Di Maio circa l'istituzione del Reddito di Cittadinanza che avrebbe assicurato a tutti gli italiani un reddito minimo dignitoso.

Vennero sbandierate cifre molto importanti, anche fino ad oltre 1.600 euro mensili, tanto che molte persone si cullarono e smisero di cercare un lavoro, mentre più di qualcuno scelse addirittura deliberatamente di non lavorare più presentando una lettera di licenziamento al vecchio datore di lavoro, ritenendo di guadagnare molto di più standosene a casa senza far nulla piuttosto che doversi alzare la mattina per andare a lavorare come tutte le persone normali.

Insomma una misura che avrebbe dovuto aiutare le persone in difficoltà si è trasformato in un incentivo a poltrire o a cazzeggiare.

Però, una volta carpiti i voti e vinte le elezioni, i promotori si sono ben presto resi conto di aver fatto agli italiani delle promesse che non potevano assolutamente mantenere, ed hanno così fissato una serie di paletti per ridurre la platea dei potenziali destinatari e fruitori di questo Redito di Cittadinanza.

Innanzitutto non bisogna avere risparmi superiori a 6.000 euro (limite elevabile con l'aumentare del numero dei componenti del nucleo familiare), non bisogna possedere immobili per un importo superiore ai 30.000 euro, esclusa l'abitazione principale, e non bisogna avere inoltre un ISEE superiore a 9.360 euro.

Vi sono poi ulteriori vincoli, ma già questi sono stati più che sufficienti a ridurre i potenziali beneficiari.

Milioni di persone che speravano di poter beneficiare del reddito di cittadinanza sono così rimaste escluse.

Ad ogni modo pare siano state presentate 665.000 domande per ottenere il Reddito di Cittadinanza, di 177.400 sono state respinte.

A questo punto le 487.600 persone si sono visti accogliere la domanda, ma la maggior parte di loro sono rimasti delusi dagli importi attribuiti.

Ma a cosa è dovuto questo cambiamento?

Innanzitutto bisogna partire da un concetto fondamentale (ovviamente stabilito dopo le elezioni, a risultato elettorale conseguito): il reddito di cittadinanza non è un contributo, ma un’integrazione.

Ciò significa che l’importo integra il reddito familiare, fino ad arrivare ad una soglia massima "accettabile" (ovvero ritenuta accettabile dal legislatore).

Per questo motivo, se l’ISEE comprende un reddito vicino alla suddetta cifra, allora l’integrazione potrebbe risultare davvero irrisoria.

Secondo i dati diffusi sembra che circa il 7% dei beneficiari riceverà una somma di appena 40 euro mensili, mentre la maggior parte si aggira intorno ad una media di 400 euro mensili.

Come si calcola il reddito di cittadinanza?

E' un meccanismo non troppo complicato, ma che riteniamo opportuno risparmiarvi.

Vi basti sapere che nel caso in cui l’ISEE sia pari a zero, ogni richiedente dovrebbe ricevere 500 al mese, a cui si andrà a sommare un’integrazione fino a 280 euro mensili aggiuntivi nel caso in cui il richiedente viva in una casa in affitto (ovviamente con contratto registrato), ed un'integrazione fino a 150 euro mensili aggiuntivi nel caso in cui il richiedente stia pagando un mutuo per l'acquisto di casa.

Sono tantissime le proteste dei cittadini indignati che risultano pubblicate sulla pagina ufficiale dell'INPS.

Scrive Laura: "40 euro? Vergogna, sono una ragazza disoccupata madre di 2 figli, questo è l’aiuto che date”.

Ma Laura non è l’unica a lamentarsi, sul web e sui social i post di protesta stanno aumentando.

Scrive Elvira: “70 euro. Mamma sola con una bimba piccola a carico, vivo in un residence perché nessuno da casa a chi non ha lavoro, sono disoccupata, non ho macchina, non ho nulla, ho lavorato nel 2017 4 mesi, ho un ISEE da 2.500 euro…. Mi hanno tolto il REI di 300 euro per darmi 70 euro …. Complimenti”.

Scrive Alessia: “Che tristezza… Mi lamento io che sono sola e mi hanno accettato la domanda a 40 euro al mese! La nostra dignità dove sta”.

Ed ancora scrive Gianna: “Com’è possibile! Siamo 3 adulti disoccupati, l’ISEE è di 2.400 euro pagando 410 euro di affitto e l’importo del Reddito di Cittadinanza è di 197 euro? Come si può vivere?”

L'arcano mistero è presto spiegato.

Innanzitutto mai come in questo caso l'ISEE ha mostrato tutta la sua inadeguatezza per fotografare la situazione reale in cui versano i cittadini.

In primo luogo perchè l'ISEE 2019 fotografa la situazione dei risparmi nel corso dell'anno 2018, ma soprattutto la situazione reddituale dell'anno 2017.

Se paradossalmente nel 2017 un cittadino ha lavorato qualche mese e poi è rimasto disoccupato risulterà penalizzato perchè l'ISEE viene calcolato includendo le somme che ha percepito nel 2017.

Ma se nel 2019 è disoccupato e lo è stato anche nel 2018, e ciò che ha percepito nel 2017 lo ha speso per vivere, che senso ha l'ISEE? E perchè penalizzarlo?

Il secondo aspetto grave è che i politicanti in fase preelettorale hanno promesso il reddito di cittadinanza, ma poi in fase legislativa hanno trasformato la misura furbescamente in una integrazione reddituale.

Riflettendo attentamente a posteriori, però, la cosa più schifosa e ripugnante è che gli italiani abbiano dovuto assistere passivamente a tutte quelle presentazioni ufficiali nelle quali questi presunti politici si sono pavoneggiati arrivando addirittura ad affermare: "Abbiamo definitivamente sconfitto la povertà!"

Vergogna! E' meschino carpire la buona fede dei cittadini speculando sul loro stato di bisogno.

Certa gente è indegna di rappresentare il popolo italiano, il nostro augurio è che possano presto tornare nel loro habitat ... a vendere noccioline allo stadio.