La Lanterna del Popolo

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Cossiga non aveva alcuna stima di Mario Draghi:

l'abbiamo ignorato e questi sono i risultati

 

© - La Lanterna del Popolo (2022)

di Domenico Basile

Vorremmo soffermarci un attimo e offrire a tutti voi un breve momento di riflessione.

Era il 24 Gennaio 2008, quando l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, dimessosi dalla sua carica il 28 Aprile 1992 (2 mesi prima della scadenza naturale del suo mandato), intervistato telefonicamente dal conduttore di Uno Mattina, Luca Giurato, che gli chiedeva cosa ne pensasse dell'ipotesi di Mario Draghi come Presidente del Consiglio rispose così: "E' un vile, un vile affarista, non si può nominare Presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman Sachs, grande banca d'affari americana, e male, molto male, io feci ad appoggiarne, quasi a imporne la candidatura a Silvio Berlusconi.

Dopo la famosa crociera sul Britannia è stato il liquidatore dell'industria pubblica italiana, anzi, della svendita dell'industria pubblica italiana, quand'era Direttore Generale del Tesoro, e immaginatevi che cosa farebbe da Presidente del Consiglio dei Ministri, svenderebbe quel che rimane: Finmeccanica, Enel, Eni, e certamente anche i suoi ex comparuzzi di Goldman Sachs".

Si tratta di un giudizio durissimo che rimarrà scolpito per sempre come una pietra miliare nella politica e nella storia della televisione italiana.

Parole da cui Draghi avrebbe potuto difendersi rispondendo alle accuse o replicando con una denuncia per diffamazione nei confronti dell'ex Presidente della Repubblica, e invece incassò il colpo senza battere ciglio, secondo il principio del chi tace acconsente, o ben sapendo che se così non fosse stato a Francesco Cossiga non sarebbero mancate le prove per confermare la veridicità delle sue affermazioni.

Oggi nonostante l'avvertimento di Cossiga Mario Draghi ricopre la carica di Presidente del Consiglio e per un soffio ha sfiorato quella di Presidente della Repubblica.

Gli italiani sono sempre sfiduciati e scontenti del comportamento del Governo Italiano, e diciamoci la verità, ne hanno validissime ragioni.

Sono stati privati del diritto di voto, ricorrendo ai rimpasti con la nomina di personaggi dai nomi altisonanti ma che non rappresentano l'espressione della volontà popolare.

I rappresentanti del Governo (leggasi Presidenti del Consiglio) che si sono succeduti negli ultimi anni hanno adottato provvedimenti dittatoriali che nulla a che vedere con quelli che dovrebbero essere assunti da uno stato democratico, e soprattutto non hanno mai tenuto fede ai loro impegni ... e Draghi è proprio uno di questi.

Il Presidente Cossiga ci aveva avvisato: l'abbiamo ignorato e questi sono i risultati!