La Lanterna del Popolo

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A Carovigno il "Piazzale dell'Amore Perduto"

si trasforma in un piccolo immondezzaio

Giovani coppie alla disperata ricerca di un po' di intimità finiscono per vivere il loro amore nel degrado

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Tutti noi siamo stati giovani ed abbiamo vissuto gli anni in cui i sentimenti amorosi e gli istinti avevano la meglio sulla ragione e sulla razionalità.

Parliamo degli anni cui per poter uscire con la propria ragazza evitando le maldicenze e le "taglienti" pettegole di paese era necessario adottare tutta una serie di accorgimenti che comprendevano diversivi, depistaggi, complicità, etc.

Finalmente una volta riusciti a sfuggire alle malelingue e alle ferree ed asfissianti regole familiari sugli orari di uscita ci si poteva dedicare alla seconda fase, quella che noi definiremo la ricerca dell’intimità proibita.

LA RICERCA DELL’INTIMITA’ PROIBITA

Appena riusciti a sgattaiolare fuori dalla portata visiva di genitori, parenti, comari, etc, iniziava una corsa contro il tempo nella quale ci si impegnava per portarsi quanto più lontano possibile dalla zona in cui ci si poteva imbattere in conoscenze.

A piedi, o in auto, iniziava la ricerca di un luogo appartato per poter dare libero sfogo alla tempesta ormonale giovanile che albergava in ognuno di noi.

Ecco che venivano ricercate strade buie, luoghi ameni, periferie non trafficate, etc, dopo potersi scambiare reciproche effusioni ed “amoreggiare” liberamente.

L’AMORE RUBATO

Francesco Guccini l’avrebbe chiamato “L’Amore fatto alla boia d’un Giuda”, un amore fortemente desiderato, e come tale rubato, colto in qualsiasi luogo in qualsiasi situazione al di là della comodità, il più delle volte anche in tutta fretta, approfittando di ogni attimo che il tempo e le circostanze ci concedevano.

Ecco che ci si ingegnava per trovare rifugio in una lamia abbandonata, per sottrarre le chiavi della casa di campagna dei propri genitori, solitamente molto fredda e spartana, oppure ancora per gli spiriti più bucolici alla ricerca di qualche campagna un po' fuori mano, lontana da strade asfaltate e poco frequentata.

In altri casi ci si appartava in qualche strada di periferia dove soltanto i sospiri della passione capaci di far appannare i vetri dell'auto contribuivano a fornire ai giovani amanti un minimo di privacy.

Le restrizioni poste dai genitori, però, esasperavano i giovani amanti, che spesso optavano per la cosiddetta "fuitina" per mettere i genitori di fronte al fatto che la loro storia d'amore poteva sfidare le regole, le convenzioni sociali e perfino la potestà genitoriale.

Fortunatamente oggi i tempi sono cambiati ma quella voglia di rubare un amore è rimasta inalterata.

L'UTILITA' DI UN LOVE PARKING

Oggi non è più necessario nascondere la propria "love story" ed i propri sentimenti come un tempo.

Oggi tutto è più semplice, praticamente alla luce del sole, ma la necessità di disporre di un luogo appartato dove poter "amoreggiare" lontano dagli occhi del mondo e da potenziali voyeur è sempre alta.

Certamente non tutti possono permettersi una camera d'albergo con una certa frequenza, occorre pertanto individuare sempre un luogo che si presti in tal senso.

In realtà come Bari e Pozzuoli, per esempio sono sorti dei parcheggi chiusi chiamati Love Parking all'interno dei quali per la modica cifra di 3 euro l'ora è possibile fermarsi con la propria auto, lontano da cocchi indiscreti, e lasciarsi andare al fuoco della passione.

IL PIAZZALE DELL’AMORE PERDUTO

Anche a Carovigno ci si arrangia.

Certo non siamo ancora così avanti da avere un Love Parking, però le coppiette sono riuscite ad individuare un'area nella quale poter ritrovare un po' di intimità, un'area che il cantautore Fabrizio De Andrè avrebbe ribattezzato "Il Piazzale dell'Amore Perduto".

Si tratta del piazzale adiacente Via Amilcare Ponchielli nel tratto che collega il Rione Pacifico alla strada provinciale per San Michele Salentino, nella periferia carovignese.

Certo quel piazzale non è la 22 Acacia Avenue di metallica memoria, nè tanto meno la romanticissima e struggente Via del Campo, ma in quel piazzale si ritrovano tante "anime perse", persone in fuga dalle loro insoddisfazioni quotidiane che si perdono fra le braccia di un'altra anima nella disperata ricerca di quel calore umano e di quell'attimo di felicità di cui ogni essere umano ha un disperato bisogno.

Va detto, però, che "Il Piazzale dell'Amore Perduto", è frequentatissimo dalle giovani coppie.

Il loro passaggio è testimoniato dai "vuoti a perdere".

VUOTI A PERDERE SUI PRATI

"Vuoti a perdere sui prati che la gente butta via" cantava quasi 20 anni fa Marco Masini nella sua splendida canzone "Raccontami di te".

Ed i "vuoti a perdere", sono lì, muti testimoni del passaggio delle coppiette che hanno abbandonato sul posto i resti di quell'amore perduto sui rovi, rubato in fretta e furia, consumato "alla boia d'un Giuda", ma vissuto con estrema intensità e precarietà.

Centinaia di preservativi, salviettine e fazzolettini di carta punteggiano "Il Piazzale dell'Amore Perduto" che rischia di perdere così tutta quell'aura di romanticismo con la quale abbiamo cercato di avvolgerlo molto delicatamente.

Noi non chiediamo la chiusura dell'area, non sarebbe giusto e nemmeno utile, anzi, sarebbe piuttosto davvero innovativo se l'amministrazione comunale provasse a creare un Love Parking in piena regola.

A molti potrebbe sembrare avveniristico, e forse è vero, ma risolverebbe molti problemi.

Sarebbe però, quanto meno opportuno che l'area venisse innanzitutto ripulita dallo stato attuale dove più che un luogo di "incontri" è diventata un piccolo immondezzaio dove chiunque si sente autorizzato a poter fare ciò che vuole senza alcun rispetto.

Si potrebbero installare delle barriere divisorie rispetto alla strada ed alle vicine abitazioni, dei cestini porta rifiuti, e chissà forse le coppiette gradirebbero molto l'intervento e la cortesia a loro riservata.

Ed ora vediamo se qualcuno raccoglierà la sfida.