La Lanterna del Popolo

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Cimitero comunale esteticamente deturpato

da interventi di ampliamento "azzardati"

Enormi strutture in cemento armato rischiano di rovinare la bellezza del cimitero monumentale

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Il cimitero comunale di Carovigno da diversi anni vive in una situazione di emergenza perpetua, avendo ormai ampiamente raggiunto e superato da tempo la propria capienza massima.

Proprio per affrontare e risolvere tale problematica, in tempi non sospetti il Comune di Carovigno si mosse con largo anticipo predisponendo il progetto per la realizzazione del nuovo cimitero comunale da ubicarsi a valle di Via Santa Sabina, tra Via Jannozza e Via Catanzani.

Per la sua realizzazione, era però necessario un investimento di circa 9 milioni di euro.

Per poter realizzare quest’importante progetto, però, era necessario un notevole investimento, pari a circa 9 milioni di euro, una somma considerevole che ovviamente il Comune di Carovigno non disponeva.

Per tradurre questo progetto in realtà si decise quindi di bandire un Project Financing, attraverso il quale si affidava ad una ditta l’appalto per la realizzazione del cimitero comunale, con spese a totale carico della ditta appaltatrice, ma con contestuale affido della gestione della struttura alla stessa ditta per 30-40 anni, pertanto senza costi di costruzione, né costi di gestione per l’ente.

Il project financing venne bandito e vi parteciparono 5 ditte, e fra queste vinse la ditta Matarrese di Bari.

Da quel momento tutto si bloccò.

La fine del mandato amministrativo del Sindaco Vittorio Zizza, e il cambio di amministrazione comunale fecero si che i lavori non vennero mai affidati alla ditta Matarrese, ed il nuovo cimitero comunale rimase sulla carta.

Sulla questione si disse di tutto.

Si disse che il cimitero comunale non poteva sorgere nel sito individuato dal progetto poiché l’autorità di bacino aveva espresso parere negativo in base al Piano di Assetto Idrogeologico secondo il quale il sito sarebbe inadatto per problemi di allagamento della zona a causa del problematico smaltimento delle acque meteoriche.

Si disse che la ditta Matarrese aveva chiesto che venissero affidati i lavori, o alternativamente avrebbe chiesto un risarcimento economico all’ente comunale (si vociferava di un importo di circa 300.000 euro).

Si disse anche che il Sindaco Mele stava valutando la possibilità di ubicare il nuovo cimitero comunale in tutt’altra zona del paese, o meglio, in aperta campagna, ma la prematura disfatta amministrativa pose fine anche a questa alternativa.

Come se non bastasse, proprio il Sindaco Mele adottò un atto che fece molto discutere ed arrabbiare, soprattutto gli anziani carovignesi.

Si trattava di una ordinanza con la quale il Sindaco Mele sequestrò, o se preferite requisì, ai cittadini che non ne avevano ancora fatto uso (scusate l’ironia) un discreto numero di loculi, regolarmente concessi e pagati a suo tempo da questi cittadini.

Alcuni di loro peraltro ultranovantenni, e quindi prossimi al trapasso, hanno giustamente iniziato ad inveire contro il Sindaco per la funesta iniziativa, ma soprattutto a preoccuparsi di ritrovarsi senza un loculo in cui essere tumulati al momento della loro morte.

Infatti, per lungo tempo le salme “fresche” venivano tumulate in loculi già concessi ad altre persone, le quali a loro volta in caso di decesso sono state tumulate in altri loculi requisiti ad altri malcapitati cittadini.

Solo quando sono stati resi disponibili nuovi loculi le persone tumulate nei loculi di altre persone sono state tumulate, ed hanno potuto riposare definitivamente in pace.

Parcheggiato a tempo indeterminato il progetto del nuovo cimitero comunale al Comune di Carovigno non restava che perseguire 2 strade: o si procedeva alle operazioni di estumulazione delle salme defunte da oltre 20 anni, o bisognava realizzare nuovi loculi cimiteriali.

Per lungo tempo la prima strada non è stata percorsa per vari motivi, così il Comune di Carovigno ha iniziato a costruire nuovi blocchi di loculi all’interno del cimitero comunale, e qui è opportuno aprire una parentesi.

Il cimitero comunale ha una forma rettangolare ed è delimitato da un alto muro di cinta a doppia fila di tufi.

Entrando dall’ingresso principale è presente un lungo viale che conduce alla chiesetta sul fondo.

Alla destra del viale sono presenti le grandi cappelle gentilizie delle varie confraternite di Carovigno ad eccezione della Confraternita del Carmine che è sita dietro la chiesetta.

Alla sinistra del viale, invece, sono presenti le cappelle gentilizie di alcune famiglie notabili del paese.

Tra le cappelle e la chiesa, sono presenti dei campi di inumazione.

Tutte le varie sepolture del cimitero si sono sviluppate intorno agli elementi poc’anzi citati, inizialmente in forma ben ordinata, anche con interessanti elementi storici ed architettonici di particolare pregio, autentici gioielli di arte funeraria, in seguito, però, tutto ciò è avvenuto in forma sempre più disordinata e caotica.

I primi blocchi di loculi cimiteriali comunali realizzati su 2 livelli sono stati posti al fondo del cimitero con criterio e ordine, ma con la carenza cronica dei loculi e la diminuzione delle aree disponibili la situazione ha iniziato a divenire molto critica.

Le ampie aree esistenti nella zona adiacente a Via Santa Sabina, un tempo utilizzate per il deposito dei materiali per le sepolture, ma anche per lo stoccaggio dei materiali rivenienti dalle estumulazioni, etc. sono state completamente asservite per finalità di mera sepoltura, restringendo così drasticamente gli spazi comuni e le aree destinate alla mobilità dei parenti dei defunti.

Ora però si sta esagerando.

Il cimitero rischia di essere deturpato irrimediabilmente dagli ultimi lavori di ampliamento realizzati al suo interno.

Infatti, gli ultimi blocchi realizzati, oltre ad aver sottratto ulteriore spazio al suo interno sono a dir poco azzardati, con strutture che fuoriescono dal muro di cinta poichè troppo alte.

Non sappiamo chi abbia avuto la brillante idea di progettare un simile obbrobrio in prossimità del muro di cinta, ciò che è certo è che il ritardo nella costruzione del nuovo cimitero, la mancanza di programmazione e l'estemporaneità progettuale stanno rovinando la bellezza del cimitero comunale, che tra poco non avrà più nulla di monumentale da preservare se non si porrà immediatamente un freno all'edilizia cimiteriale selvaggia.

Fermatevi prima che sia troppo tardi!