La Lanterna del Popolo

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Centro Storico in affitto: basolato in pietra

in Via Cattedrale danneggiato e riparato

Carovigno è un eterno cantiere edile, peccato che le negligenze debbano pagarle sempre i cittadini

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Non è trascorso molto tempo da quando sono stati completati i lavori di ristrutturazione del centro storico.

Il centro storico abbandonato a se stesso per decenni fu oggetto di un importante progetto realizzato grazie a un finanziamento regionale ottenuto dall'amministrazione guidata dall'ex Sindaco Vittorio Zizza ed inaugurato dall'amministrazione guidata dall'ex Sindaco Carmine Brandi.

I lavori, principalmente, prevedevano la rimozione dell'asfalto posato negli anni '70 allo scopo di riportare alla luce l'antica pavimentazione in pietra locale sottostante semplicemente ricoperta dall'asfalto.

Certo alcune basole risultavano danneggiate e vennero sostituite magistralmente con altre della medesima fattura, mentre altre invece vennero rimpiazzate con altre pietre levigate, non tipiche delle nostre cave e non opportunamente lavorate tanto da apparire un pugno nello stomaco.

Ma il gusto ed il senso dell'estetica non è per tutti e certamente non lo si può imparare dall'oggi al domani.

Sono passati però appena un paio d'anni dall'inaugurazione del nuovo centro storico eppure i problemi stanno venendo rapidamente a galla.

Uno dei primi problemi riscontrati fu quello dell’istituzione della cosiddetta ZTL (Zona a Traffico Limitato).

Furono installati dei dissuasori a scomparsa nei 3 punti di accesso carrabile al centro storico, ma oltre ad essere utilizzati male hanno subito mostrato malfunzionamenti dovuti a difetti progettuali che costituiscono ostacolo per tutti i mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco, etc).

Il risultato è stato che Via Cattedrale e Via Sant’Anna sono continuamente percorse anche con mezzi pesanti, con risultati a dir poco disastrosi.

Come se non bastasse qualcuno ha avuto anche la brillante idea (forse per fare cassa?) di affittare il centro storico ad alcuni facoltosi privati, per lo svolgimento di cerimonie e banchetti nuziali, occupando la pubblica via per molte ore con tavoli sedie, il tutto accompagnato da un andirivieni di camion e furgoni che si occupavano di logistica e catering.

Il risultato prevedibile lo si è potuto constatare l’indomani mattina.

Infatti, l’antica pavimentazione in pietra appariva danneggiata in più punti con basole divelte e spaccate a causa dell’utilizzo improprio e del via vai dei mezzi pesanti.

Certamente non potendo lasciare la strada in quelle condizioni il Comune di Carovigno ha contattato la ditta Fusco Giuseppe i cui valenti operai hanno lavorato alacremente per cercare ripristinare e mettere in sicurezza la strada che sembrava più simile ad uno scenario di guerra libanese che non l’antica strada di un ameno borgo antico del Sud Italia.

Immediate e giustificate le proteste dei residenti, ma anche dei cittadini che hanno visto un’opera da poco realizzata vandalizzata da chi non viene a Carovigno per apprezzare il suo territorio o le sue bellezze artistiche e monumentali, ma si comporta come i conquistadores spagnoli di antica e triste memoria che giungevano saccheggiavano, e poi fuggivano lasciando dietro di sé solo il triste ricordo della loro venuta.

Abbiamo peraltro assistito ai lavori di sistemazione operai dagli operai della ditta incaricata, ed abbiamo potuto constatare come il sottofondo delle basole in pietra fosse a base di sabbia, privo di armatura in ferro, e del tutto privo di cemento, per cui assolutamente inadatto a consentire un intenso traffico veicolare e men che meno il transito di mezzi pesanti.

Insomma, così come per i lavori di ristrutturazione della Piazza (intesa per tutta la lunghezza di Corso Vittorio Emanuele), anche in questo caso si continua a ricorrere a ditte esterne, e in molti casi anche agli interventi della Nuova Carbinia la società multiservizi del Comune di Carovigno per porre una pezza alle malefatte progettuali e costruttive.

Sicchè i cittadini pagano la prima volta per realizzare le opere, ed una seconda volta per riparare le falle e i crateri che si vanno aprendo sulle strade quotidianamente a causa dei continui cedimenti.

Ma non c’era una regola contrattuale che stabiliva che una ditta esecutrice dei lavori aveva l‘obbligo di garantire l’esecuzione dei lavori a regola d’arte?

E questa regola non imponeva una garanzia almeno decennale?

Sarà forse un segno dei tempi che cambiano, ma in tempi di crisi economica riteniamo che il Comune di Carovigno dovrebbe iniziare a tenere d’occhio anche queste situazioni che rischiano di gettarci in una situazione debitoria ancora maggiore di quella esistente.