La Lanterna del Popolo

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Decreto Dignità: lo spread schizza al rialzo

e con esso crollano le speranze degli italiani

Reddito di Cittadinanza in equilibrio tra  tra i benefici per la popolazione e gli effetti sul debito pubblico

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Martina Dipierro

Cari Lettori, stiamo assistendo ad una situazione politica, economica e finanziaria molto delicata.

Nei mesi precedenti, ci siamo rincuorati sperando in azioni di governo che potessero risollevare il mondo del lavoro dall'attuale situazione in cui versa.

Di fronte alla perdurante crisi ci era parso di intravedere un barlume di speranza nell’idea progettuale proposta dal Movimento 5 Stelle di istituire un sostentamento economico, il cosiddetto reddito di cittadinanza, un ammortizzatore sociale pensato a tutela della dignità di tutti quei cittadini che hanno perso il lavoro o hanno avuto la sfortuna di non averlo mai trovato nella loro vita.

Comprendiamo le difficoltà delle aziende di fronte all'impegno di dover assumere personale, così evitano il problema non assumendo, o nel migliore dei casi proponendo contratti a termine determinato, con i quali viviamo sempre nell’oblio senza alcuna sicurezza e dunque ritrovandosi a vivere nella frustrazione nella condizione di dover elemosinare un lavoro.

Elemosinare un nostro diritto, un sacrosanto diritto!

Tutto ciò implica l'impossibilità di avere una qualsiasi prospettiva del proprio futuro.

Si parla spesso di inserimento nel mondo del lavoro tramite stage formativi, solitamente della durata semestrale, ma attenzione, non sarà forse soltanto una nuova formula di lavoro nero legalizzato?

Tramite il decreto dignità e il reddito di cittadinanza, qualcuno ha provato a raccogliere la matassa delle problematiche attuali ed ha cercato di sbrogliarla offrendo soluzioni drastiche e capaci di mitigare questo grave disagio sociale.

La proposta è stata quella di offrire un sostentamento economico mensile di 780 euro mensili per le persone singole, 1.170 euro per coppie di coniugi, 1.350 euro al mese per coppie con 1 figlio sotto i 14 anni e 1.610 euro al mese per coppie con 2 figli sotto i 14 anni.

Ma queste "coccole finanziarie" sono di breve durata.

Infatti, se da un lato forniscono un sostentamento minimo in assenza del lavoro, dall'altro danno alle aziende il tempo per porre in essere delle assunzioni più stabili, mentre i cittadini sono chiamati ad iniziare un cammino formativo che permetta loro di poter tornare ad essere una risorsa nel mercato del lavoro. 

Poi, una volta che l'inserimento occupazionale è stato completato, il reddito di cittadinanza viene meno perché siamo ormai capaci di provvedere a noi stessi.

Pare che il governo nei nostri confronti abbia attuato le stesse misure di protezione adottate nel mondo animale, dove i cuccioli vengono abbandonati dalle madri nel momento in cui dimostrano di essere capaci di provvedere a loro stessi.

Ma quanto di tutto questo, ha reali riscontri nella realtà e può risultare fattibile?

E' vero, diciamo la verità, l’italiano medio e più in generale tutto il genere umano, tende a cullarsi nelle braccia del dolce far niente, ma è altrettanto vero che c’è chi, nonostante la crisi, si rimbocca le maniche fino a calpestare la propria dignità, accettando situazioni e condizioni lavorative poco dignitose solo per avere la possibilità di arrivare alla fine del mese.

Il reddito di cittadinanza è così apparso come la manna dal cielo, e gli italiani speranzosi di vederla cadere dal cielo e poterne beneficiare.

Un modo tramite il quale sentirsi rassicurati, considerati e riconosciuti come popolo italiano, titolare di doveri, ma anche di diritti.

Il Vice Premier Luigi Di Maio nel clima acceso in fase di discussione sulla legge di bilancio contenente la proposta del reddito di cittadinanza ha sostenuto: "Non potete trattare l’Italia così!"

In un animato dibattito tra il Commissario UE agli affari economici ed il Vice Premier leghista Matteo Salvini c'è stata un'affermazione circa il paragonare la discussione sulla legge di bilancio alla trattativa tipica dei mercanti di tappeti.

Abbiamo vissuto un’epoca di menefreghismo politico, caratterizzata da tanti oratori e pochi uomini d'azione, gente che ha tenuto le redini delle nostre vite, millantando migliorie per il nostro vivere quotidiano, facendoci credere che saremmo riusciti a vivere una vita più agiata, mentre invece era solo "fumo senza arrosto", tante parole abbindolanti e zero concretezza.

Un nostro famoso cantautore genovese cantava: “Si sa che la gente da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”, ed è proprio ciò che è accaduto in Italia per lungo tempo.

Tante belle parole e poche azioni per renderci la vita più facile, dove per il gusto di avere le tasche gonfie e poter fare i propri porci comodi, ci hanno massacrati con tasse e balzelli vari per risanare il debito pubblico che loro stessi hanno generato, mentre il popolo cerca di sopravvivere e nel peggiore dei casi si toglie la vita.

Quanti imprenditori in difficoltà, gente licenziata, ecc... hanno scelto la via del suicidio?

Sulla questione consentitemi di affermare che non è ammissibile definirli codardi.

In questo autentico delirio economico e politico che stiamo vivendo, è possibile che qualcuno si assuma la responsabilità sulla decisione della propria morte perchè la crisi ci sta uccidendo lentamente e la codardia nasce dal momento in cui nella unione della sofferenza non facciamo nulla per cambiare la situazione, ma siamo bravissimi ad aspettare pazientemente che le cose cambino da sole o che qualcuno lo faccia al nostro posto.

Il senso della rivoluzione è morto negli anni scorsi quando la ribellione nasceva dalla consapevolezza di non voler sottostare ad imposizioni politiche che calpestavano i nostri diritti e ci umiliavano nella dignità di essere uomo.

La rivoluzione era una difesa del proprio benessere, e la morte, intesa come sacrificio era la soluzione estrema, ma al contrario si sceglieva la vita per combattere in virtù dei nostri diritti.

Fatto sta che l’Unione Europea, ha intanto bloccato la proposta, ritenendo che il reddito di cittadinanza non possa essere la soluzione al risanamento italiano.

Il governo ha così rinviato tutto all'estate prossima, anche se non è chiaro se ciò sia da considerarsi un temporeggiamento positivo o una perdita di tempo.

Qualcuno sostiene che i nostri comuni, in particolar modo del Sud Italia, non siano in grado di far fronte alle responsabilità dettate dalle nuove attuazioni governative: sarà vero?

I comuni ottengono dei finanziamenti per la cura delle infrastrutture stradali, eppure viviamo ancora situazioni in cui una pioggia abbondante è causa di importanti dissesti idrogeologici.

Fatto sta che dopo il no incassato da parte dell’Unione Europea, il Premier Giuseppe Conte ha proposto una rivisitazione ed una rimodulazione della manovra per cercare di fornire le garanzie richieste dall'UE.

Insomma per evitare una frattura insanabile ha cercato di mediare aprendo le braccia all’Unione Europea, portando l’attenzione su alcuni punti da modificare solo a condizione di poter incrementare la crescita e poterci finalmente avviare verso un'era positiva.

Ma la battaglia vera spetta al Movimento 5 stelle e Lega, promotori del decreto, che dai banchi del parlamento continuano ad illustrarne i tanti benefici che porterebbero al superamento della crisi.

Inoltre si è parlato del decreto come un “ponte verso le imprese” precisando che il reddito di cittadinanza non sarà una specie di premio a chi non lavora.

Anche i centri per l’impiego dovranno essere risanati e ripuliti dalla feccia improduttiva che attualmente li caratterizza.

Insomma, siamo immersi in una situazione in bilico, col fiato sospeso, come gli equilibristi, ed attendiamo novità e sviluppi sulla questione che riguarda principalmente il nostro futuro.

A noi, non  resta che pazientare la data fatidica di Gennaio 2019, entro cui è stata fissata l’entrata in vigore della proposta.

Aspettiamo ... ed intanto ci crogioliamo o agiamo?