La Lanterna del Popolo

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Sovrintendenza dove sei? Nuovo portoncino

di metallo anche alla Chiesa del Carmine

Perchè spendere denaro per sostituire porte in ottime condizioni? Non sarebbe meglio aiutare i poveri?

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Domenico Basile

Lo scorso mese abbiamo riferito della straordinaria cavolata perpetrata ai danni della piccola Chiesa dell’Ospedale, situata in Via Nazario Sauro, a due passi da Piazza Nzegna.

Infatti, il portoncino di ingresso della chiesa all’interno della quale è custodita la statua della Madonna dell’Addolorata è scomparso.

Parliamo di un portoncino in legno massello in ottime condizioni collocato in occasione dei lavori di restauro effettuati qualche anno fa.

Al suo posto è stata montata una porta moderna nuovissima ma inguardabile. Innanzitutto è realizzata in metallo verniciato con una placca in acciaio inox pantografata sulla quale è riportata una immagine stilizzata di una Madonna, un materiale assolutamente incompatibile per un edificio dedicato al culto religioso, ma soprattutto inidoneo a poter essere installato su un bene storico e architettonico del XVI-XVII secolo con affaccio su Piazza XXIV Maggio inserito all’interno di un contesto urbano appartenente al centro storico.

In secondo luogo al posto del portoncino in legno a due ante è stata installata inspiegabilmente una porta ad anta unica come quelle che possiamo vedere normalmente nelle nostre abitazioni domestiche.

Pensavamo che si fosse trattato, come detto  in apertura di una straordinaria cavolata, ed invece ci siamo resi conto che non è affatto così.

Pochi giorni dopo abbiamo osservato che tale scempio urbanistico è stato perpetrato fedelmente anche sull’ingresso secondario della Chiesa del Carmine, e precisamente sull’accesso sito in Corso Vittorio Emanuele.

Le modalità sono esattamente le stesse.

E’ stato rimosso anche qua il portoncino in legno massello, anch’esso in ottime condizioni per lasciare spazio ad una porta metallica a due ante, in questo caso con altrettante placche pantografate sulle quali sono state riportate le immagini stilizzate di una Madonna e (forse) di Gesù Cristo.

Sinceramente non si riesce a comprendere la ragione di queste sostituzioni, poiché in entrambi i casi i manufatti erano in ottime condizioni, sprecando così somme della curia o le offerte dei fedeli per un’attività assolutamente inutile ed in questo caso addirittura deleteria per il decoro dell’immobile stesso.

Allo stesso modo non si riesce a comprendere perché abbandonare il legno, il materiale più nobile e adatto per realizzare una porta e per essere accostato a questi luoghi, peraltro il legno è il materiale attraverso il quale il buon Giuseppe procurava il sostentamento per sé e per l’intera Sacra Famiglia, nonché lo stesso materiale sul quale fu inchiodato per 3 volte suo figlio ponendo fine alla sua breve vita terrena.

Il fatto che tali lavori si siano svolti sia sulla Chiesa del Carmine e sia sulla Chiesa dell’Ospedale lascia pensare che la committenza sia la stessa, così come è evidente che le nuove porte siano frutto della stessa manifattura.

Chi ha quindi avuto un’idea così stupida e assurda e chi l’ha messa in pratica?

Il parroco? La Confraternita? Il direttivo parrocchiale?

Sono numerose le telefonate che ci sono giunte da parte di cittadini molto competenti che sono rimasti sbigottiti dall’esecuzione di tali lavori.

Viene allora da chiedersi perché la cosiddetta società civile non reagisca e subisca supinamente che i nostri beni culturali vengano danneggiati, stuprati, e snaturati nella loro essenza, sviliti nella loro bellezza.

E’ mai possibile vivere in una terra in cui è possibile fare qualsiasi cosa?

La Sovrintendenza è a conoscenza di questo sfregio ai danni di queste chiese, oppure è stata tenuta rigorosamente all’oscuro di tutto?

In tutto questo viene da chiedere: "Sovrintendenza dove sei?"

Ora però la preoccupazione aumenta perché alla parrocchia di San Pietro Apostolo è rimasto soltanto un accesso da sostituire: il portone principale di ingresso alla Chiesa del Carmine, in Piazza Nzegna.

Dato che il portone è abbastanza datato e presenta numerosi segni di usura, vorremmo lanciare una proposta provocatoria, e perché no avveniristica.

Potremmo organizzare una serata a tema in Piazza Nzegna, riunire tutta la cittadinanza, abbattere il vecchio portone e con i suoi miseri resti fare un grande falò intonando il Requiem Aeternam, poi si potrebbe commissionare un nuovo portone, modernissimo, spumeggiante, possibilmente in anticorodal, o magari verniciato color verde fosforescente o rosa schocking.

Così facendo la Chiesa del Carmine da luogo di culto potrebbe diventare una importante attrazione turistica, sicuramente unica al mondo!

Scherzi a parte, e tornando a questo triste realtà, la speranza è che chi di dovere rinsavisca da questa strana voglia di cambiamenti e si metta una mano sulla coscienza chiedendosi: “Ho fatto la cosa giusta?”

Forse sarebbe stato più opportuno spendere quei soldi per restaurare il portone di ingresso della Chiesa del Carmine, abbastanza malandato.

Forse sarebbe stato ancora più opportuno spenderli per aiutare e contribuire ad alleviare le sofferenze di tanti nostri concittadini che vivono in condizioni di miseria ed indigenza indicibile … forse non ne avrebbe beneficiato la Chiesa come Edificio, ma ne avrebbe guadagnato come Istituzione.