La Lanterna del Popolo

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La crisi non rallenta affatto lo shopping:

ma è tutta colpa del nostro cervello

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

di Martina Dipierro

La crisi non rallenta affatto lo shopping: è tutta colpa del nostro cervello.

Le tasche vuote e i portafogli denutriti sono il sintomo della crisi.

Ci lamentiamo, ma trascorriamo intere giornate nei centri commerciali, perché il comportamento d’acquisto è irrefrenabile.

Se avessimo a disposizione una macchina del tempo, vi inviterei a impostare il timer a più di 30 anni fa, ed esattamente alla fatidica data del 30 Giugno 1984.

Qualcuno tra di voi, avrà seguito la vicenda in prima persona, prendendo parte a festeggiamenti vari, altri invece hanno seguito la vicenda attraverso i vari giornali e le televisioni e molti di loro anche con una certa attenzione e fierezza.

Stiamo parlando del calciomercato e del giorno in cui il Napoli siglò l’acquisto del gioiello argentino Diego Armando Maradona.

Certo si può essere tifosi o meno, ma quel giorno è stato vissuto con gioia ed esultanza da tutti, forse, meno dalle squadre concorrenti.

Proviamo ad analizzare questa situazione.

Generalmente, come ogni acquisto prevede, siamo spinti da una motivazione e un bisogno, che diventa una scelta irrazionale e dopo capiremo il perché.

Il bisogno azzurro del Napoli, era quello di voler essere più forte e vincente, oltre al fatto che il Napoli galleggiava in bassa classifica rischiando di retrocedere in serie B.

Chi poteva rilanciare il Napoli se non Diego Armando Maradona, che a quei tempi era il candidato ideale, per dare valore e prestigio alla squadra, tanto da trasformare di lì a breve il Napoli in una squadra temuta e rispettata dagli avversari.

Così dopo una serie di trattative condotte dall'allora Presidente del Napoli Corrado Ferlaino, si giunse all'annuncio dell'acquisto di Maratona: un evento internazionale capace di mobilitare un’intera città in festeggiamenti vari.

Ebbene sì, anche la città avrebbe gioito e tratto giovamento per tale acquisto.

Il Napoli, aveva ormai un Brand, poteva dunque, non solo vantarsi di avere una squadra forte, ma anche di avere Maradona in città.

Una chiave di accesso e non solo di vanto, per l’incremento del turismo, migliorando la reputazione della città, rivestendola di prestigio.

Infatti se noi oggi pensiamo a Maradona, non ci viene in mente l’Argentina, bensì il Napoli, e viceversa seppur dopo gli scudetti vinti, ci fu un risvolto abbastanza negativo: Maradona lascia tutti e tutto a causa delle sue problematiche con la droga.

Però ciò non scalfì minimamente la stima dei suoi seguaci, tanto che il “Pibe de Oro” è rimasto tale nei cuori e nell’immaginario collettivo, ancora oggi.

Adesso immaginate di essere comodamente seduti sul vostro divano a guardare un film che stanno trasmettendo in Tv, e tra una pubblicità e un’altra ne approfittate, per andare in bagno o prepararvi uno spuntino, ma ad un certo punto venite rapiti da una pubblicità che il vostro cervello non aveva ancora registrato.

L’Apple sponsorizza il suo nuovo I-Phone, e si innesca il desiderio di averlo.

Guardiamo il nostro cellulare e ci rendiamo conto che non è abbastanza, in funzionalità ed estetica, mentre il nuovo I-phone sarebbe perfetto per noi.

Quindi ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di quel nuovo telefono cellulare.

Potremmo fare una serie infinita di esempi in merito al nostro bisogno di comprare.

Però è arrivato il momento di soffermarci un attimo, per capire cosa succede nel nostro cervello quando ci ritroviamo a sbavare attaccati ad una vetrina di un negozio oppure a quando sosteniamo con fermezza che fare shopping è un modo per rilassarsi e staccare dal tran tran quotidiano.

Abbiamo individuato il focus della questione, cioè che il comportamento nasce da un bisogno, ed il bisogno può essere innato, quindi di natura fisiologica e naturale, del tipo che abbiamo bisogno di un bicchiere d’acqua, per placare il nostro bisogno di reidratarci e di sete.

Poi ci sono i bisogni acquisiti, di tipo sociale ed infine i bisogni derivati, come ad esempio l’acquisto di un nuovo cellulare.

Quest’ultimo è in continua evoluzione ed è legato molto all’innovazione e soprattutto alla sensazione di benessere.

A quanto pare il marketing lavora proprio sui bisogni derivati, derivanti dal desiderio.

Smuovono il consumatore per soddisfarlo, perciò è compito del marketing rendere il prodotto desiderabile.

Inoltre è necessario mettere in atto una creazione ed una genesi di bisogni, affinché con essi possa nascere il desiderio stesso.

Quando facciamo riferimento al bisogno, ci sentiamo anche motivati nell’acquisto.

Spesso si tratta di motivazioni irrazionali, ma che in quel preciso istante, il nostro cervello le percepisce come congruenti e credibili.

C’è un momento di passaggio dal momento in cui desideriamo qualcosa a quando riusciamo a soddisfare il desiderio.

Quindi, abbiamo ragione nel sostenere che comprare, ci fa stare bene?

Ma spesso, succede che ci lasciamo prendere troppo dalla situazione.

Ad esempio, quando ci troviamo in un centro commerciale, quanti dei prodotti che mettiamo nel nostro carrello, sono realmente indispensabili?

Dunque, analizzato il comportamento giungiamo alla conclusione.

Siamo arrivati alla decisione dell’acquisto, e se vi dicessi che è irrazionale?

Pensate ai vostri garage che strabordano di oggetti che ormai non utilizzate più, o vi ritrovate a fare ordine negli armadi e avete tra le mani un maglione, lo guardate con aria dubbiosa e vi chiedete come vi è potuto saltare in mente di comprarlo?

Anche qui gli esempi possono essere infiniti, però hanno in comune la stessa cosa, e cioè che quando avete fatto shopping ed avete acquistato quei prodotti, eravate felici ed entusiasti di averli comprati.

In fondo è ciò che accade anche oggi, uscite per fare shopping, comprate qualsiasi cosa, alla quale vi approcciate come se le steste cercando da tempo, entusiasti e felici, oppure fate un ordine su un e-commerce, aspettate il corriere con ansia e poi?

Dopo 72 ore, necessarie al cervello per metabolizzare il tutto, molto probabilmente avrete già accantonato il vostro acquisto … e l’entusiasmo è passato.

La verità è che viviamo nella perenne condizione umana, come se ci mancasse sempre qualcosa.

Abbiamo diecimila pigiami, ma intanto ne prendiamo un altro perché non si sa mai....

Ciò potrebbe sembrare una decisione razionale, però sottovalutiamo che la maggior parte delle nostre decisioni sono inconsce.

Durante lo shopping siamo inondati dalla dopamina, un neurotrasmettitore che ci fa sentire felici, ed è la stessa esperienza provocata dall’uso di sostanze stupefacenti, dal sesso, dal buon cibo e dall’ascolto della musica.

In tutte queste situazioni, la dopamina è presente e ci fa vivere un’esperienza goliardica tanto da volerla ripetere.

Ed ecco che si attiva, la necessità, il bisogno, stimoli che producono motivazione e ricompensa, tanto da farci entrare nel circolo vizioso del voglio, ancora una volta... ancora.

E adesso chiudete gli occhi per pochi istanti e immaginate: saldi al 50%, al 60%, al 70%, ovunque!

Come vi sentite? Sicuramente come i napoletani dopo l’acquisto di Maradona.