La Lanterna del Popolo

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Rubrica: Un Tuffo nel Passato

a cura di Domenico Basile

La nascita di Nino Bixio, del sindacalista Luciano Lama, i Pink Floyd registrano "Live at Pompei"

 

© - La Lanterna del Popolo (2021)

Prosegue con questo numero la rubrica “Un Tuffo nel Passato”, con la quale ricorderemo fatti, avvenimenti e curiosità accaduti 50, 100, 150 e 200 anni fa, di cui la stampa si è ampiamente occupata a suo tempo, e che consentirà di ricordare o apprendere per la prima volta, avvenimenti che sono ormai parte della storia di questi ultimi 2 secoli.

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200 anni fa - Il 2 Ottobre 1821 nasce il Generale Nino Bixio.

Gerolamo Bixio (questo era il suo vero nome) venne espulso più volte dalla scuola, così a 13 anni si imbarcò come mozzo a bordo di un brigantino dove per la sua giovane età gli venne affibbiato il nomignolo di "Nino", che portò per tutta la vita.

Dopo varie avventure marinaresche nel 1846 conobbe Giuseppe Mazzini, che lo iniziò all'idea di un'Italia unita e repubblicana, conquistandolo alla causa della Giovine Italia.

Tornato in Italia nel 1848 partecipò alla Prima Guerra di Indipendenza, combattendo a Verona e a Treviso, poi raggiunse Roma, dove tentò invano di difendere la neonata Repubblica Romana che gli valse una medaglia d'oro e la promozione a maggiore.

Nel 1855, dopo 11 anni di scontri in famiglia riuscì finalmente a sposarsi con Adelaide Parodi, dalla quale ebbe poi 4 figli.

Durante la Seconda Guerra di Indipendenza fu nuovamente al fianco di Garibaldi nei Cacciatori delle Alpi, combattendo nella battaglia di Varese e poi difendendo il passo dello Stelvio, tanto da essere insignito della Croce Militare di Savoia.

L'anno successivo fu tra gli organizzatori della Spedizione dei Mille alla conquista del Regno delle Due Sicilie, dove comandò la nave Lombardo da Quarto a Marsala.

Prese parte alla battaglia di Calatafimi, e successivamente all'insurrezione di Palermo.

Promosso Generale gli venne affidato il comando della 15ª Divisione, con la quale sbarcò a Melito di Porto Salvo e prese d'assalto la città di Reggio Calabria, conquistandola.

Il 2 Ottobre 1860 i garibaldini sconfissero definitivamente il grosso delle truppe borboniche nella battaglia del Volturno, dove si ruppe una gamba.

Poco dopo il famoso incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, Bixio organizzò i plebisciti che sancirono l'annessione dell'Italia centro-meridionale al Regno di Sardegna.

Nel 1861 venne eletto deputato tra le file della Destra storica.

Nella sua attività parlamentare si spese in ogni modo per liberare Venezia e Roma.

Si adoperò per mediare le posizioni di Cavour e Garibaldi, per quanto concerneva la questione romana, e si prodigò nell'incitare il governo italiano ad intensificare i traffici commerciali con l'Estremo Oriente, creando basi marittime sul Mar Rosso e in Cina, come già facevano Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti d'America.

Bixio tornò sul campo di battaglia nel 1866 tra le file del Regio esercito al comando della 7ª Divisione nella battaglia di Custoza nel corso della Terza Guerra d'Indipendenza.

Il 3 Novembre 1867 nella battaglia di Mentana Bixio fu fatto prigioniero dai francesi, ma riuscì a fuggire e ricevette dal re Vittorio Emanuele II una medaglia d'oro al valor militare.

Fatto Senatore il 6 Febbraio 1870, nello stesso anno partecipò alla Presa di Roma.

Successivamente, durante una traversata si ammalò di colera e morì il 16 Dicembre 1873 nei pressi dell'isola di Sumatra, dove fu frettolosamente seppellito.

3 anni dopo furono rintracciati i resti di Bixio, che vennero cremati e le ceneri riportate a Genova nel 1877 e inumate all'interno del Pantheon nel Cimitero di Staglieno.

150 anni fa - Il 26 Ottobre 1871 nasce lo scrittore e poeta romanesco Trilussa.

Carlo Alberto Camillo Salustri bocciato 2 volte le scuole elementari, abbandonò gli studi.

Il 30 Ottobre 1887, all'età di 16 anni, sul periodico Rugantino, apparve il suo primo componimento di critica alla stampa contemporanea firmato con lo pseudonimo Trilussa.

Iniziò così un'assidua collaborazione con il periodico romano, Rugantino, che porterà il giovane Trilussa a pubblicare, tra il 1887 e il 1889, 50 poesie e 41 prose.

Tra le tante poesie pubblicate, riscossero un enorme successo le Stelle de Roma, una serie di 30 madrigali che omaggiavano alcune delle più belle fanciulle di Roma, che pubblicò nella sua prima raccolta di poesie, Stelle de Roma. Versi romaneschi, nel 1889.

Trilussa rimase fortemente legato all'editore Perino, con cui pubblicò, l'almanacco Er Mago de Bborgo. Lunario pe' 'r 1890, nel quale Trilussa scrive un sonetto per ogni mese dell'anno, con in aggiunta un componimento di chiusura e alcune prose in romanesco.

L'esperienza venne ripetuta anche l'anno dopo con Er Mago de Bborgo. Lunario pe' 'r 1891.

Nel frattempo collaborò con vari periodici, pubblicando poesie e prose su Il Ficcanaso. Almanacco popolare, Il Cicerone e La Frusta, ma la collaborazione più importante giunse nel 1891, quando iniziò a scrivere per il Don Chisciotte della Mancia, quotidiano nazionale, alternando articoli satirici che prendevano di mira la politica di Francesco Crispi.

Fu in questo periodo che Trilussa preparò la pubblicazione del suo secondo volume di poesie, Quaranta sonetti romaneschi, che a dispetto del nome ne contiene 41.

Tra il 1895 e il 1899 nasce il Trilussa favolista: sono 12 le favole del poeta che comparvero sul Don Chisciotte; la prima tra queste fu La Cecala e la Formica.

Nel frattempo il poeta romano iniziò a declamare i suoi versi in pubblico nei circoli culturali, nei teatri, nei salotti aristocratici e nei caffè concerto, luoghi simbolo della Belle Époque.

Durante il Ventennio evitò di prendere la tessera del Partito fascista, ma pur facendo satira politica, i suoi rapporti con il regime furono sempre sereni e improntati a reciproco rispetto.

Con un linguaggio arguto, appena increspato dal dialetto, Trilussa ha commentato 50 anni di cronaca romana e italiana, dall'età giolittiana a quelli del dopoguerra.

La corruzione dei politici, il fanatismo dei gerarchi, gli intrallazzi dei potenti sono alcuni dei suoi bersagli preferiti, ma la satira politica e sociale non è l'unico motivo ispiratore della poesia trilussiana: frequenti sono i momenti di malinconia, di riflessione sconsolata, corretta qua e là dai guizzi di ironia, sugli amori che appassiscono, sulla solitudine che rende amara e vuota la vecchiaia, etc, evidenziando le meschinità e le debolezze tipiche delle persone attraverso metafore efficaci e graffianti, spesso basate su episodi che hanno come protagonisti animali domestici.

Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi nominò Trilussa Senatore a vita il 1º Dicembre 1950, 20 giorni prima che morisse, tanto che il poeta, già da tempo malato, sentendo la fine imminente, con immutata ironia, commentò: "M'hanno nominato senatore a morte".

Le sue ultime parole, pronunciate quasi sfarfugliando pare siano state: "Mò me ne vado".

Morì il 21 Dicembre 1950 ed è sepolto nello storico Cimitero del Verano in Roma.

100 anni fa - Il 14 Ottobre 1921 nasce il politico e sindacalista Luciano Lama.

Nel '43 completa gli studi universitari, laureandosi a Firenze in scienze sociali.

Militante socialista, alla notizia dell'armistizio partecipa alla Resistenza partigiana, combattendo in Romagna, divenendo capo del 29° Gruppo d'Azione Patriottica (GAP).

Nel Settembre 1944 prende contatto col comando alleato e concorda un piano tattico che portò alla liberazione la città di Forlì dall'occupazione tedesca.

Nello stesso anno viene nominato Segretario della ricostituita Camera del Lavoro di Forlì.

Finita la Seconda guerra mondiale, lascia il PSI e si iscrive al Partito Comunista Italiano e nel 1947 al primo congresso nazionale, è eletto vicesegretario della CGIL.

Nel '47 è uno dei 7 vicesegretari del leader storico della CGIL Giuseppe Di Vittorio, che individua nel giovane romagnolo il proprio erede.

Nel 1952 assume l'incarico di segretario della Federazione italiana lavoratori chimici (FILCEA) e nel 1958 passa a dirigere la Federazione impiegati operai metallurgici (FIOM).

Nello stesso anno è eletto deputato nelle liste del PCI, carica in cui è riconfermato nelle successive elezioni del 1963 e del 1968.

Nel 1962 entra a far parte della segreteria della CGIL nazionale, ma nel 1969 presenta le dimissioni dal Parlamento e dal comitato centrale del PCI per incompatibilità.

L'apertura a sinistra iniziata da Amintore Fanfani e Aldo Moro dopo il 1960 contribuiscono a migliorare il clima anche all'interno del sindacato: le 3 organizzazioni, CGIL, CISL e UIL, cominciano a dialogare fra loro e ad agire in un'ottica unitaria.

Nel 1970 Lama diventa segretario generale della CGIL, incarico che sarà poi riconfermato all'VIII, al IX e al X congresso del sindacato.

In questo frangente Lama si impegna affinché, dopo la scissione del 1948, le altre organizzazioni realizzino con la CGIL intese unitarie, e il 24 Luglio 1972 si arriva ad un patto federativo tra CGIL, CISL e UIL.

Nel 1975 Lama firma con il presidente della Confindustria Gianni Agnelli l'accordo sul punto unico di contingenza della scala mobile, di fatto svincolando i salari dall'aumento del costo della vita, probabilmente il suo più grande errore sindacale.

Nel Gennaio 1978, in un'assemblea all'EUR di Roma, propone ai lavoratori una politica di sacrifici per sanare l'economia italiana, rivedendo la posizione del sindacato sul salario.

Nel 1980 ebbe un violento diverbio con Gianni Agnelli dopo che la FIAT espulse 23.000 dipendenti, collocandoli in cassa integrazione.

Al termine della sua segreteria, nel 1986, la CGIL poteva dirsi rafforzata essendo diventata il principale punto di riferimento della maggior parte dei lavoratori dipendenti.

Negli anni del terrorismo, che culmineranno con il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro, Luciano Lama e il sindacato sono in prima linea nella difesa dello Stato: disponibile alle trattative per l'unità dei lavoratori, ma irremovibile nel contrasto al terrorismo.

Durante un comizio all'Università di Roma Lama fu violentemente contestato dai giovani, così nel 1986 lascia il sindacato e, dopo 17 anni, torna alla politica attiva con il PCI.

Nel 1987 viene eletto Senatore nelle liste del PCI, nel 1991, entra nel Partito Democratico della Sinistra, e diviene Vice Presidente del Senato; nel 1992 viene rieletto, ma al termine del mandato preferisce non ricandidarsi per motivi di età e di salute.

Luciano Lama muore nella sua abitazione romana il 31 Maggio 1996 ed è sepolto nel cimitero del Verano a Roma.

50 anni fa - Il 3 Ottobre 1971 i Pink Floyd registrano l'album e il film Live at Pompei.

Il regista Adrian Maben concepì l'idea di base per il film nell'estate 1971, quando recatosi in vacanza in Italia con la fidanzata, nel tentativo di recuperare il suo passaporto che credeva aver smarrito durante una visita alle rovine di Pompei, tornò al crepuscolo nell'antico anfiteatro romano e lo ritenne una location perfetta per il film.

Fin dall'inizio, Maben immaginò che i Pink Floyd dovessero suonare nell'anfiteatro vuoto, senza pubblico, volutamente in contrasto con precedenti film-concerto, come Woodstock.

Il regista ottenne dalla locale Soprintendenza il permesso di effettuare 6 giorni di riprese nel sito archeologico campano, per l'occasione chiuso al pubblico.

I Pink Floyd pretesero di eseguire tutto dal vivo, senza playback: ciò implicò il trasporto in Italia di tutta la loro attrezzatura da concerto, luci escluse, assieme a un impianto per la registrazione a 24 tracce che garantisse la stessa qualità sonora dei loro lavori in studio.

Il 3 Ottobre 1971 iniziarono le riprese e le registrazioni.

Le prime scene girate ritraevano i 4 musicisti aggirarsi fra i vapori della Solfatara di Pozzuoli e poi nell'Anfiteatro Romano la band eseguì dal vivo 3 brani: la prima metà e il finale di EchoesOne of These Days, e A Saucerful of Secrets.

Poiché il materiale girato in Campania non era sufficiente per il film, Maben lo integrò in uno studio cinematografico di Parigi, dal 13 al 20 Dicembre 1971.

Per preservare l'ambientazione del film, vennero aggiunti spezzoni di sequenze girate a Pozzuoli, assieme a immagini di repertorio tratte dall'archivio della Soprintendenza.

A Parigi Maben filmò Set the Controls for the Heart of the SunCareful with That Axe, Eugene, la sezione centrale di Echoes e, su richiesta del gruppo, il brano Mademoiselle Nobs, rifacimento strumentale di Seamus, in cui una femmina di Levriero russo chiamata appunto Nobs, "canta" un blues, accompagnata da Roger Waters alla chitarra e David Gilmour all'armonica mentre il tastierista Rick Wright le porge il microfono e la tiene ferma.

Il montaggio della prima versione del film, della durata di circa un'ora, fu completato e presentato all'Edimburgh Film Festival nel Giugno 1972.

Preoccupato per la breve durata del film, Maben chiese ai Pink Floyd il permesso di filmarli mentre lavoravano al loro nuovo album: The Dark Side of the Moon.

La nuova versione del film, allungata a circa 80 minuti uscì nell'Agosto 1974, quando The Dark Side of the Moon era già balzato in testa a tutte le principali classifiche mondiali proiettando i Pink Floyd verso un successo e una popolarità senza precedenti.

Live at Pompeii rimane tutt'oggi il primo e unico concerto rock della storia a porte chiuse.