La Lanterna del Popolo

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Rubrica: Un Tuffo nel Passato

a cura di Domenico Basile

L'arresto di Silvio Pellico, la nascita di Gianni

Rodari, l'elezione in Cile di Salvador Allende

 

© - La Lanterna del Popolo (2020)

Prosegue con questo numero la rubrica “Un Tuffo nel Passato”, con la quale ricorderemo fatti, avvenimenti e curiosità accaduti 50, 100, 150 e 200 anni fa, di cui la stampa si è ampiamente occupata a suo tempo, e che consentirà di ricordare o apprendere per la prima volta, avvenimenti che sono ormai parte della storia di questi ultimi 2 secoli.

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200 anni fa - Il 13 Ottobre 1820 viene arrestato lo scrittore e patriota Silvio Pellico.

Nato il 24 Giugno 1789 a Saluzzo, in provincia di Cuneo, dopo gli studi a Pinerolo fu inviato dai genitori a Lione, in Francia, per fare pratica nel settore commerciale.

Si appassionò invece agli studi classici, alle lingue e agli autori contemporanei, quali Ugo Foscolo e Vittorio Alfieri di cui diventò un fervente ammiratore.

Al rientro in Italia, nel 1809, si stabilì con la famiglia a Milano, dove divenne insegnante di francese presso il collegio militare, e prese a frequentare Vincenzo Monti ed Ugo Foscolo legando in particolare con quest'ultimo, ma con la caduta del regime napoleonico, nel 1814, perse la cattedra di francese.

Il 18 Agosto 1815 a Milano viene rappresentata Francesca da Rimini, la sua tragedia nella quale reinterpreta l'episodio dantesco alla luce delle influenze romantiche e risorgimentali del periodo lombardo.

Nel 1816 si trasferì nella casa del conte Porro Lambertenghi, dove strinse relazioni con personaggi della cultura come Madame de Staël e Federico Confalonieri.

In questi circoli venivano sviluppate idee tendenzialmente risorgimentali, rivolte alla possibilità di indipendenza nazionale: in questo clima, nel 1818 fonda la rivista Il Conciliatore, ed entra a far parte della setta segreta dei cosiddetti "Federati".

Scoperti dalla polizia austriaca il 13 Ottobre 1820, Pellico ed altri furono arrestati.

Pellico fu condotto alla prigione dei Piombi di Venezia, e poi in quella dell'isola di Murano, dove rimase fino al 21 Febbraio 1822 quando gli fu letta la sentenza di morte, poi commutata in 15 anni di carcere duro.

Silvio Pellico fu condotto nella fortezza austriaca dello Spielberg, vicino a Brno, in Moravia: la dura esperienza carceraria costituì il soggetto del libro Le mie prigioni, scritto dopo la scarcerazione, che ebbe grande popolarità ed esercitò notevole influenza sul movimento risorgimentale, tanto che il Cancelliere austriaco Klemens Von Metternich ammise che il libro danneggiò l'Austria più di una battaglia persa.

Pellico scrisse anche le Memorie dopo la scarcerazione, testo andato perduto.

Dopo il ritorno alla libertà, nel 1830, Pellico pubblicò altre tragedie ed opere minori.

Venne assunto dai marchesi di Barolo Carlo Tancredi Faletti e Giulia Colbert (ai quali fu presentato da Cesare Balbo) dove rimase fino alla morte.

Nel 1838 Re Carlo Alberto di Savoia gli assegnò una pensione annua di 600 lire.

Morì il 31 Gennaio 1854 ed è sepolto nel cimitero monumentale di Torino.

150 anni fa - Il 12 Ottobre 1870 muore il Gen. Edward Lee dell'esercito Confederato.

Robert Edward Lee nacque a Stratford Hall Plantation, in Virginia.

Nel 1829 si diplomò all'Accademia Militare di West Point e 2 anni dopo fu trasferito a Fort Monroe, in Virginia dove sposò Mary Anna Randolph Custis, da cui ebbe 7 figli.

Nel 1837 ricevette il primo comando importante, come tenente supervisore dei lavori ingegneristici per il porto di Saint Louis che gli fruttò la promozione a capitano.

Tra il 1846 ed il 1848 Lee si distinse nella guerra messicana, dove fu uno degli aiutanti di Winfield Scott nella marcia da Veracruz a Città del Messico e combattendo numerose battaglie che gli valsero la promozione a Colonnello alla fine della guerra.

Nel 1852 diventò sovrintendente dell'Accademia Militare di West Point nel 1852.

In quanto membro dell'aristocrazia, Lee visse in stretto contatto con la schiavitù, e alla morte di suo suocero ereditò 63 schiavi che liberò nel giro di 5 anni.

Il 18 Aprile 1861, alla vigilia della guerra di secessione americana il Presidente Abraham Lincoln offrì a Lee il comando delle forze armate dell'Unione.

I sentimenti di Lee erano contrari alla secessione, tuttavia la sua lealtà nei confronti della sua natia Virginia gli fece raggiungere le file della Confederazione.

Allo scoppio della guerra fu nominato Generale alla testa di tutte le forze della Virginia, divenendo consigliere militare di Jefferson Davis, Presidente della Confederazione.

Il 1º Giugno 1862, Lee assunse il comando dell'Armata della Virginia Settentrionale, e lanciò una serie di attacchi nelle battaglie dei Sette Giorni, contro le forze unioniste del Gen. George McClellan che minacciavano Richmond, la capitale confederata.

Dopo aver costretto al ritiro McClellan, Lee invase il Maryland, sperando di influenzare le elezioni del Nord in cui si discuteva di mettere fine alla guerra, ma dovette ritirarsi in Virginia dopo una cruenta giornata di guerra.

Contrariato per il fallimento di McClellan di distruggere l'esercito di Lee, Lincoln nominò comandante dell'Armata del Potomac il Gen. Ambrose Burnside.

Il 12 Dicembre 1862 Burnside fu responsabile della sconfitta contro Lee nella diastrosa battaglia di Fredericksburg, tanto che Lincoln lo sostituì con il Gen. Joseph Hooker.

Contro il Gen. Hooker nel Maggio 1863, presso Chancellorsville, in Virginia, Lee conseguì una vittoria clamorosa ai danni di una forza molto maggiore.

Nell'estate 1863 Lee tentò di nuovo di invadere il Nord sperando che una vittoria del Sud avrebbe indotto il Nord a riconoscere l'indipendenza della Confederazione, ma il suo tentativo di sconfiggere le forze unioniste a Gettysburg, in Pennsylvania, fallì.

Nel 1864 il comandante dell'Unione, il Gen. Ulysses Grant, cercò di distruggere l'Armata di Lee e di catturare Richmond forte di massicci rinforzi riuscendo a spingersi ogni volta un po' di più verso Sud-Est.

Gli uomini di Lee furono quindi assediati a Petersburg fino al 9 Aprile 1865.

Lui premette affinché si adottasse un piano per consentire agli schiavi di unirsi all'armata confederata in cambio della concessione della libertà, ma ormai era rimasto troppo poco tempo alla Confederazione prima che essa cessasse di esistere.

Nel dopoguerra Lee si impegnò perché fosse concessa un'amnistia per gli avvenimenti bellici, ma solo nel 1975 il Presidente Gerald Ford proclamò un perdono postumo.

Dal 2 Ottobre 1865 Lee fu preside del Washington College a Lexington, in Virginia, ma 5 anni più tardi ebbe un ictus che gli rese impossibile parlare a cui seguì una polmonite che lo portò alla morte il 12 Ottobre 1870.

100 anni fa - Il 23 Ottobre 1920 nasce ad Omegna lo scrittore Gianni Rodari.

Nel 1937 Rodari si diplomò come maestro e l'anno successivo fece il precettore presso una famiglia di ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania.

Nel 1939 vinse il concorso per maestro, ma nel 1943 prese contatti con la Resistenza lombarda, ed entrò in clandestinità.

Dopo il 25 Aprile 1945 iniziò la carriera giornalistica in Lombardia, dirigendo L'Ordine Nuovo per poi approdare a L'Unità nel 1947 curando la rubrica La domenica dei piccoli.

Nel 1950 fondò a Roma il giornale per ragazzi Pioniere, con cui collaborò per 10 anni, fino alla cessazione della pubblicazione..

Nel 1951 dopo la pubblicazione del suo primo libro pedagogico Il manuale del Pioniere, venne scomunicato dal Vaticano, che lo definì "ex-seminarista diabolico".

Il 13 Dicembre 1953 fondò Avanguardia, giornale nazionale della FGCI.

Dal 1954 per 15 anni scrisse numerosi articoli e curò libri e rubriche per ragazzi.

Dal 1º Dicembre 1958 passò a Paese Sera e iniziò a collaborare con RAI e BBC.

Nel 1968 accettò l'offerta di Giulio Einaudi Editore, che pubblicò i suoi libri.

Nel 1970 vinse il Premio Hans Christian Andersen.

Nel 1973 uscì il suo capolavoro pedagogico: Grammatica della fantasia, saggio indirizzato ad insegnanti, genitori e animatori, nonché frutto di anni di lavoro passati a relazionarsi con il campo della "fantastica".

Famoso per fantasia e originalità, attraverso racconti, filastrocche e poesie, divenute in molti casi classici per ragazzi, ha contribuito a rinnovare profondamente la letteratura per ragazzi: tra le sue opere maggiori: Filastrocche in cielo e in terraIl libro degli errori, Favole al telefonoIl gioco dei quattro cantoniC'era due volte il barone Lamberto.

I suoi testi pacifisti sono stati musicati da Sergio Endrigo e da altri cantautori italiani.

Il 10 Aprile 1980 venne ricoverato in una clinica per potersi sottoporre a un intervento chirurgico alla gamba sinistra, ma morì 4 giorni dopo per shock cardiogeno, a 59 anni.

Le sue spoglie furono sepolte nel cimitero del Verano, a Roma.

50 anni fa - Il 24 Ottobre 1970 Salvador Allende è eletto Presidente del Cile.

Nato a Santiago il 26 Giugno 1908 dopo gli studi in medicina, esercitò come medico.

Ateo e convinto marxista, criticò aspramente il sistema capitalistico.

Da Ministro della Sanità e delle Politiche Sociali, Allende si adoperò nell'estensione del sistema sanitario pubblico anche alle frange più deboli della popolazione.

Nel 1970, dopo le sconfitte del 1952 e del 1958, Salvador Allende si candidò per la terza volta alla presidenza del Cile.

Arrivato al potere con il 36% dei suffragi dichiarò di sentirsi il presidente di tutti i cileni.

Il forte sbilanciamento verso l'estrema sinistra, attirò l'allarmata attenzione degli Stati Uniti, che giudicarono pericolosa la sua crescita politica, perchè temevano che il Cile potesse entrare nella sfera di influenza dell'Unione Sovietica, ma soprattutto per gli enormi interessi economici statunitensi in quell'area.

Precisi ordini furono diramati agli agenti della CIA per prevenire l'elezione di Allende e, ove ciò non fosse stato possibile, per creare le condizioni favorevoli per un golpe.

Una volta insediato Allende avviò un vasto programma di nazionalizzazione delle principali industrie private del Paese, fra cui le miniere di rame fino ad allora sotto il controllo delle aziende statunitensi, delle banche, delle assicurazioni, dell'energia elettrica, dei trasporti, delle telecomunicazioni, dell'industria siderurgica, etc.

Realizzò una riforma agraria in favore delle classi maggiormente disagiate, introdusse il mezzo litro di latte giornaliero per ogni bambino, incentivi l'aumento dei salari, l'introduzione di un salario minimo garantito per i lavoratori, il prezzo fisso del pane, la riduzione degli affitti, la distribuzione gratuita di cibo ai cittadini più indigenti.

Il governo annunciò la sospensione del pagamento del debito estero provocando dissenso internazionale, un'enorme fuga di capitali esteri, un'inflazione galoppante e il blocco di molte attività economiche, che portarono a continue proteste sociali.

La spesa sociale crebbe fortemente e l'inflazione raggiunse il 350%.

Il Parlamento tentò di sfiduciare Allende, dato il suo calo di consenso, ma fallì.

Il 29 Giugno 1973 superò un primo colpo di Stato ad opera del Col. Roberto Souper.

Il 24 Agosto 1973 Allende nominò capo delle forze armate il Gen. Augusto Pinochet.

L’11 Settembre 1973 i continui scioperi avevano gettato il paese nel caos, così le forze ostili ad Allende misero il Gen. Pinochet fu messo a capo del colpo di Stato.

L'esercito attaccò bombardando La Moneda, arrestando o uccidendo gli oppositori.

Fino all'ultimo, Allende non volle credere che Pinochet lo avesse tradito.

Durante la presa del Palacio de La Moneda, Allende morì in circostanze oscure.

Secondo la versione ufficiale il presidente si asserragliò con un pugno di uomini all'interno della Moneda, per poi togliersi la vita con un fucile AK-47.

Il suo medico raccontò di aver visto Allende, seduto su un divano, mentre si stava uccidendo con una raffica di mitragliatore alla testa dal basso in alto.

Secondo lo scrittore e giornalista Gabriel García Márquez invece resistette per 6 ore, impugnando il mitra, poi il Gen. Javier Palacios e i suoi uomini riuscirono a raggiungere il salone rosso dove tra le poltrone, Salvador Allende li stava aspettando.

Allende morì nella sparatoria che ne seguì, poi, tutti gli ufficiali, quasi seguendo un rito di casta, spararono sul suo corpo, infine, un ufficiale lo sfigurò con il calcio di un fucile.

Nel 2011 l’autopsia confermò la versione del suicidio: forse si uccise pur di non arrendersi a Pinochet, che voleva offrigli l'esilio al posto dell'arresto, almeno a parole.

Tuttavia nel 2015 alcuni storici hanno nuovamente messo in dubbio la verità ufficiale, sostenendo che Allende fu ferito nello scontro a fuoco, e poi ucciso con un colpo a bruciapelo alla testa dal Gen. Palacios, inscenando poi il suicidio.

Allende fu sepolto senza funerale e in forma anonima a Viña del Mar.

Solo nel 1990 i suoi resti furono traslati nel Cimitero monumentale di Santiago del Cile.