La Lanterna del Popolo

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Rubrica: Un Tuffo nel Passato

a cura di Domenico Basile

Roma diventa Capitale d'Italia, la nascita di

Giulietta Masina, la Convenzione di Ramsar

 

© - La Lanterna del Popolo (2021)

Prosegue con questo numero la rubrica “Un Tuffo nel Passato”, con la quale ricorderemo fatti, avvenimenti e curiosità accaduti 50, 100, 150 e 200 anni fa, di cui la stampa si è ampiamente occupata a suo tempo, e che consentirà di ricordare o apprendere per la prima volta, avvenimenti che sono ormai parte della storia di questi ultimi 2 secoli.

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200 anni fa - Febbraio 1821 nessuna notizia di rilievo.

150 anni fa - Il 3 Febbraio 1871 la capitale viene trasferita da Firenze a Roma.

Con il Trattato di Firenze del 1844 ebbe inizio una serie di cessioni territoriali e un processo di assorbimento del Granducato all'interno del nascente Stato italiano, culminato con l'abdicazione di Leopoldo II il 21 Luglio 1859, la formazione del Governo provvisorio della Toscana e la perdita di Firenze capitale.

In seguito alla convenzione di Settembre 1864 con Napoleone III, il governo italiano presieduto da Marco Minghetti decise il trasferimento della capitale del Regno d'Italia da Torino ad un'altra città situata in posizione più centrale e protetta nella penisola, prendendo anche atto del profilarsi della Terza Guerra d'Indipendenza contro l'Impero austriaco (scoppiata nel 1866) e in attesa che Roma, all'epoca capitale dello Stato Pontificio potesse essere unita all'Italia (che avvenne nel 1870).

Dopo aver vagliato l'ipotesi di trasferire la capitale italiana a Napoli, alla fine venne scelta la città di Firenze.

La scelta del 3 Febbraio 1865 come giorno d'inizio fu frutto di istintiva reazione del Re Vittorio Emanuele II ai disordini avvenuti a Torino il 21 e 22 Settembre 1864 alla notizia del trasferimento della capitale, disordini poi ripetutisi il 30 Gennaio 1865 in occasione di una festa a Palazzo Reale di Torino.

In tale circostanza scoppiarono tumulti repressi con la forza ad altissimo prezzo: il bilancio fu di ben 52 morti e 187 feriti.

Il re osservò direttamente dalle finestre di Palazzo Reale i suoi ospiti fischiati e ingiuriati da centinaia di manifestanti, così convocò il Consiglio dei Ministri per il 2 Febbraio e, deluso dalla mancanza di una chiara condanna degli ennesimi tumulti da parte del municipio di Torino, decise di partire per Firenze il giorno successivo eliminando ogni dubbio sulla possibilità di tornare sulle decisioni già prese in merito.

Il 3 Febbraio il Re Vittorio Emanuele II partì da Torino per Firenze, accompagnato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Alfonso La Marmora.

Giunto a Firenze trovò la stazione sfarzosamente addobbata e illuminata: le autorità cittadine lo stavano attendendo.

Le cronache narrano di un clima particolarmente festoso e accogliente.

Le carrozze del corteo percorsero le vie del centro fino a Palazzo Pitti, fra due ali di folla festante; le torce illuminavano a giorno l'intero percorso.

Il re scelse come residenza Palazzo Pitti, e dal balcone salutò più volte la folla.

Palazzo Vecchio accolse la Camera dei Deputati nel salone dei Cinquecento e il ministero degli Esteri, gli Uffizi il Senato, mentre la Presidenza del Consiglio e il ministero dell'interno furono allestiti con gli uffici a Palazzo Medici Riccardi.

Dopo le elezioni del 22 Ottobre, il 18 Novembre del 1865 il nuovo Parlamento si insediò nel Salone dei Cinquecento dando il via alla IX legislatura del Regno d'Italia.

Lo spostamento della capitale dette il via al cosiddetto risanamento di Firenze.

La città cambiò volto, adeguandosi al nuovo ruolo, attraverso opere urbanistiche: furono abbattute le antiche mura di Firenze e al loro posto, sul modello di Parigi, si realizzarono i viali di circonvallazione, che culminano nel piazzale Michelangelo.

La prima rilevante manifestazione pubblica di importanza nazionale nella stagione di Firenze capitale fu rappresentata dall'inaugurazione del monumento di Dante Alighieri in Piazza Santa Croce nel 600° anniversario della sua nascita, realizzato dallo scultore ravennate Enrico Pazzi.

Infatti, in seguito alla Presa  di Roma con la Breccia di Porta Pia del 20 Settembre 1870 venne posto fine allo Stato Pontificio.

Roma venne annessa al Regno d'Italia, e con la Legge n° 33 del 3 Febbraio 1871 la capitale, dopo 6 anni fu trasferita da Firenze a Roma.

100 anni fa - Il 22 Febbraio 1921 nasce a San Giorgio di Piano l'attrice Giulietta Masina.

Figlia di un violinista e professore di musica Gaetano Masina e di una maestra, visse dall'età di 4 anni in poi a Roma presso una zia di origine milanese rimasta vedova.

Frequentò il ginnasio e il liceo dalle Suore Orsoline, dove, incoraggiata dalla zia, cominciò a coltivare la passione per la recitazione.

Sin dalla stagione 1941-1942 partecipò a numerosi spettacoli di prosa, danza e musica col Teatro Universitario nei locali dello Stadium Urbis, che poi diventerà il Teatro Ateneo.

Nella stagione seguente entrò nella Compagnia del Teatro Comico Musicale dove si esibì come ballerina, cantante e attrice in diverse operette e commedie brillanti.

Nel 1942 Giulietta incontrò il regista Federico Fellini, e già nel Luglio 1943 la coppia si presentò ufficialmente ai genitori di lei.

Dopo l'8 Settembre 1943 la loro unione conobbe un'accelerazione: Fellini, invece di rispondere alla chiamata alla leva, convolò a nozze con Giulietta il 30 Ottobre.

Nei primi mesi vissero insieme nella casa della zia milanese della moglie.

Intanto il sodalizio artistico era già avviato: dal 1942 la giovane attrice interpretò il personaggio di Pallina, prima fidanzata e poi moglie bambina di Cico.

Le disavventure della giovane coppia vennero trasmesse all'interno della rivista radiofonica Terziglio, per riprendere nel dopoguerra in una serie autonoma intitolata Le avventure di Cico e Pallina, interrotta nel Febbraio 1947.

La Masina e Fellini ebbero un figlio, Pier Federico, nato il 22 Marzo 1945 e morto appena 11 giorni dopo la nascita; nello stesso anno, dopo la fine della guerra si laureò in Lettere e Filosofia all'Università "La Sapienza".

A parte il ruolo di comparsa svolto nel capolavoro di Roberto Rossellini, Paisà, Giulietta Masina esordì nel cinema nel 1948 in un film diretto da Alberto Lattuada, Senza pietà, dove interpretò insieme a Carla Del Poggio il ruolo della mondana di aspetto minuto e di buon cuore che la accompagnerà per buona parte della sua carriera in film diretti da Carlo Lizzani, Giuseppe Amato e Renato Castellani.

Ma è insieme al marito che raggiunse la notorietà a livello mondiale con il ruolo di Gelsomina nel film La strada (1954), dove recitò accanto ad Anthony Quinn e poi con Il bidone (1955), con Broderick Crawford, senza dimenticare il primo film firmato da Fellini con LattuadaLuci del varietà (1950) con Carla Del Poggio e Peppino De Filippo.

Nel 1957 raggiunse probabilmente l'apice della carriera nel ruolo di Cabiria nel film Le notti di Cabiria (che aveva già affrontato in piccola misura nel primo film diretto dal marito, Lo sceicco bianco del 1951).

Nel 1958 interpretò una commovente figura di donna in Fortunella per la regia di Eduardo De Filippo, con Alberto Sordi e lo stesso De Filippo.

Dello stesso anno Nella città l'inferno di Renato Castellani in cui è possibile vederla recitare accanto ad Anna Magnani.

Fellini la dirigerà ancora nel suo primo film a colori, Giulietta degli spiriti (1965) insieme a Mario Pisu e, 20 anni più tardi, nel malinconico Ginger e Fred (1985) proprio accanto a Marcello Mastroianni, nella parte di due ex ballerini di tip-tap popolarissimi durante la guerra col nome d'arte preso a prestito dai celebri Fred Astaire e Ginger Rogers, invitati nel rutilante e magniloquente show televisivo Ed ecco a voi..., campionario di varia umanità mostrata come fenomeno da baraccone sacrificato alle esigenze dell'audience e interrotto in maniera ossessiva da spot pubblicitari.

Nel 1969, con il ruolo di Gabrielle ed inserita in un ricco cast condotto da Katharine Hepburn, partecipò al bizzarro film La pazza di Chaillot di Bryan Forbes e John Huston.

In televisione apparve negli anni '70 in 2 sceneggiati di successo, Eleonora (1973) diretto da Silverio Blasi e Camilla (1976) diretto da Sandro Bolchi.

Considerata una delle migliori attrici italiane della sua generazione, la Masina lasciò un'impronta indelebile nella storia del cinema italiano soprattutto grazie alle sue grandi interpretazioni dei film di Fellini.

Durante la sua lunga carriera vinse numerosi premi tra cui 3 David di Donatello, 4 Nastri d'Argento, un Globo d'oro, un premio al Festival di Cannes e un premio al Festival di Berlino.

Giulietta Masina morì a Roma il 23 Marzo 1994, all'età di 73 anni, per un tumore ai polmoni (5 mesi dopo la scomparsa di Federico Fellini avvenuta il 31 Ottobre 1993).

Entrambi sono sepolti nel cimitero di Rimini.

La loro tomba è caratterizzata da "Le Vele", opera dello scultore Arnaldo Pomodoro.

50 anni fa - Il 2 Febbraio 1971 viene firmata la Convenzione di Ramsar.

La Convenzione di Ramsar, ufficialmente Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, è un atto firmato a Ramsar, in Iran, il 2 Febbraio 1971 da un gruppo di Governi, istituzioni scientifiche e organizzazioni internazionali partecipanti alla Conferenza internazionale sulle zone umide e gli uccelli acquatici, promossa dall'Ufficio Internazionale per le Ricerche sulle Zone Umide e sugli Uccelli Acquatici, con la collaborazione dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, e del Consiglio Internazionale per la protezione degli uccelli.

La Convenzione di Ramsar è il primo vero trattato intergovernativo con scopo globale, riguardante la conservazione e la gestione degli ecosistemi naturali.

La Convenzione nasce in un periodo storico in cui lo scambio di informazioni e delle conoscenze non era semplice ed incentivato come ora.

Fare parte della Convenzione voleva dire entrare ufficialmente in un dibattito internazionale dove poter imparare dagli altri oltre che influenzare le politiche ambientali, per lo meno quelle riguardanti le zone umide, proprie e degli altri paesi.

Con le sue decisioni, linee guida e dibattiti, la Convenzione nasce anche per rispondere all'esigenza di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle zone umide quali ambienti primari per la vita degli uccelli acquatici, che devono percorrere particolari rotte migratorie attraverso diversi Stati e Continenti per raggiungere ad ogni stagione i differenti siti di nidificazione, sosta e svernamento.

Col passare del tempo, e l'aumentare dei trattati internazionali per la conservazione della natura, la Convenzione ha cercato di allargare i suoi obiettivi su tutti gli aspetti riguardanti la conservazione e l'uso sostenibile delle zone umide.

Nel 1997 viene istituita la giornata mondiale delle zone umide per aumentare la consapevolezza sul valore delle zone umide per l'umanità e il pianeta.

Dall'ultimo aggiornamento, presente sul sito ufficiale, risulta che hanno aderito alla Convenzione 171 paesi e che il relativo elenco comprende 2.412 siti per una superficie totale di 254.467.869 ettari. L'Italia è presente con 56 siti individuati ed una superficie totale di 73.308 ettari.

La Convenzione di Ramsar, rappresenta ancora oggi l'unico trattato internazionale moderno per la tutela delle zone umide, sostenendo i principi dello sviluppo sostenibile, con il termine uso saggio e della conservazione delle biodiversità.

La nomina di siti di importanza internazionale secondo la Convenzione rappresenta un'opportunità per un paese di far conoscere le proprie zone umide e le proprie politiche di gestione a livello internazionale, molti paesi in via di sviluppo sono inoltre riusciti ad attirare investimenti per la conservazione e lo sviluppo di zone Ramsar da parte di agenzie di cooperazione internazionale.

I sottoscrittori della Convenzione sono chiamati a designare almeno un sito per l'inclusione nella "lista delle zone umide di importanza internazionale" e promuoverne la sua conservazione, includere azioni specifiche per la conservazione delle zone umide, formulare e realizzare i piani per promuovere l'uso prudente delle zone umide, istituire riserve naturali in zone umide e promuovere attività di formazione specifica in campi di ricerca, gestione e sorveglianza inerenti alle zone umide, consultarsi su problemi inerenti alla messa in opera della Convenzione, specialmente riguardo alle zone umide transfrontaliere, sistemi acquiferi condivisi, specie comuni.