La Lanterna del Popolo

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Rubrica: Un Tuffo nel Passato

a cura di Domenico Basile

La morte di Sophie Blanchard, nasce lo scrittore Primo Levi, Apollo 11: l'uomo sbarca sulla Luna

 

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

Prosegue con questo numero la rubrica “Un Tuffo nel Passato”, con la quale ricorderemo fatti, avvenimenti e curiosità accaduti 50, 100, 150 e 200 anni fa, di cui la stampa si è ampiamente occupata a suo tempo, e che consentirà di ricordare o apprendere per la prima volta, avvenimenti che sono ormai parte della storia di questi ultimi 2 secoli.

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200 anni fa - Il 6 Luglio 1819 muore a Parigi l'aeronauta Sophie Blanchard.

Sophie Blanchard, nacque il 24 Marzo 1778 a Trois-Canons, oggi comune di Yves.

Nel 1804, si sposò con Jean-Pierre Blanchard, primo aeronauta professionista della storia.

Dopo il matrimonio, la coppia ebbe molti problemi finanziari, e Sophie decise quindi di diventare la prima donna aeronauta per attrarre finanziatori.

Nello stesso anno, Napoleone Bonaparte la nominò ministro.

Nel 1809, suo marito morì a causa di una crisi cardiaca durante un volo col suo aerostato, ma lei continuò i voli liberi da sola, specializzandosi nei voli notturni.

Fece anche esperimenti con paracadute, lanciando bambole dalla sua mongolfiera.

Il 24 Gennaio 1810, fece un'ascensione sul Campo di Marte per accompagnare la Guardia imperiale di Napoleone durante le sue nozze con Maria Luisa d'Asburgo-Lorena.

Il 15 Agosto 1811, fece un'altra ascensione a Milano per la "Festa dell'Imperatore".

Nel 1811, viaggiò in volo da Roma a Napoli, salendo a più di 3.600 metri d'altezza.

Lo stesso anno, svenne durante un'ascensione, rimanendo in volo più di 14 ore.

Nel 1817 attraversò le Alpi, sfiorando la morte dopo un atterraggio di fortuna.

Dopo la caduta di Napoleone, entrò nelle grazie anche del Re Luigi XVIII che la nominò "aeronauta ufficiale della Restaurazione".

Il 6 Luglio 1819 fece un'ascensione sopra i giardini di Tivoli a Parigi per lanciare un fuoco d'artificio dalla sua mongolfiera, ma ci fu un incendio e la mongolfiera cadde urtando il tetto di una casa e Sophie Blanchard ne fu scagliata fuori cadendo sulla strada.

Morì all'istante, ma il suo nome entrò nella storia per essere stata la prima donna aeronauta professionista con ben 67 ascensioni realizzate.

150 anni fa - Luglio 1869 nessuna notizia di rilievo.

100 anni fa - Il 31 Luglio 1919 nasce a Torino lo scrittore Primo Levi.

Appartenente ad una famiglia di origini ebraiche, il padre Cesare esercitò sul figlio una profonda influenza, trasmettendogli gli interessi per la scienza e la letteratura.

Nel 1937 si diplomò al Liceo classico Massimo d'Azeglio e si iscrisse al corso di laurea in chimica presso l'Università di Torino.

Nel 1941 si laureò con lode in chimica, ma le leggi razziali approvate nel Novembre 1938 resero affannosa la ricerca di un impiego, ma l'anno successivo si trasferì a Milano, dove trovò impiego presso una fabbrica svizzera di medicinali, e dove Levi venne in contatto con ambienti antifascisti militanti ed entrò nel Partito d'Azione clandestino.

Dopo l'8 Settembre 1943 si rifugiò in montagna, unendosi a un nucleo partigiano operante in Val d'Aosta, ma il 13 Dicembre 1943, venne arrestato dalla milizia fascista.

Interrogato, preferì dichiararsi ebreo piuttosto che partigiano e per questo fu trasferito nel campo di Fossoli, presso Carpi, in provincia di Modena.

Il 22 Febbraio 1944, Levi e altri 650 ebrei, vennero stipati su un treno merci (oltre 50 persone in ogni vagone) e destinati al campo di concentramento di Auschwitz in Polonia.

Levi fu qui registrato (col numero 174.517) e subito condotto al campo di Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa, avvenuta il 27 Gennaio 1945.

Fu uno dei 20 sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo.

Levi attribuì la propria sopravvivenza ad una serie di incontri e coincidenze fortunate.

Innanzitutto, durante i suoi studi, aveva appreso un tedesco elementare.

In secondo luogo strinse amicizia con Lorenzo Perrone, un civile occupato come muratore che esponendosi a un grande rischio personale, gli fece avere regolarmente del cibo.

Inoltre alla fine del 1944, venne seezionato per lavorare come chimico per la Buna, una fabbrica per la produzione di gomma sintetica.

Infine, nel Gennaio 1945, poco prima della liberazione del campo da parte dell'Armata Rossa, si ammalò di scarlattina e venne ricoverato in infermeria, scampando così fortunosamente alla marcia di evacuazione da Auschwitz.

Il viaggio di ritorno in Italia sarà lungo e travagliato, e si protrarrà fino ad Ottobre attraverso Polonia, Bielorussia, Ucraina, Romania, Ungheria, Germania ed Austria.

L'esperienza nel campo di concentramento lo segnò profondamente, e l'incubo vissuto nel lager lo spinse subito a scrivere un testo che fosse testimonianza della sua esperienza ad Auschwitz e che verrà intitolato Se questo è un uomo.

Nel 1947 terminò il manoscritto, ma molti editori, tra cui Einaudi, lo rifiutarono.

Venne pubblicato da un piccolo editore, De Silva, ma nonostante la buona accoglienza della critica, inclusa una recensione favorevole di Italo Calvino su l'Unità, incontrò uno scarso successo di vendita (solo 1.500 copie vendute su 2.500 stampate).

Levi abbandonò quindi il mondo della letteratura e si dedicò alla professione di chimico.

Nel 1959 una mostra sulla deportazione a Torino, incontrò un forte riscontro di pubblico.

Primo Levi si rese conto del grande interesse per la Shoah, ripropose così Se questo è un uomo ad Einaudi, che stavolta decise di pubblicarlo.

Questa nuova edizione incontrò un successo immediato, tanto che la sua opera venne tradotta subito in inglese e in tedesco.

Incoraggiato dal successo internazionale, iniziò a lavorare a una nuova opera sul viaggio di ritorno da Auschwitz, intitolata La tregua che vinse il Premio Campiello nel 1963.

Nel 1975 decise di andare in pensione e di dedicarsi a tempo pieno all'attività di scrittore.

Nello stesso anno uscì la raccolta di racconti Il sistema periodico, in cui episodi autobiografici e racconti di fantasia vengono associati ciascuno a un elemento chimico.

L'opera gli valse il Premio Prato per la Resistenza, mentre il 19 Ottobre 2006 la Royal Institution del Regno Unito scelse quest'opera come il miglior libro di scienza mai scritto.

Nel 1978 pubblicò La chiave a stella che vinse il premio Strega.

Nel 1982 tornò al tema della Seconda guerra mondiale, con Se non ora, quando?, col quale vinse nel 1982 il Premio Campiello e il Premio Viareggio.

Venne trovato morto l’11 Aprile 1987 nella propria casa di Torino in seguito a una caduta.

Le spoglie dello scrittore riposano nel campo israelitico del cimitero monumentale di Torino.

50 anni fa - Il 20 Luglio 1969 l'uomo sbarca per la prima volta sulla Luna.

Il 16 Luglio 1969 l'Apollo 11 con a bordo gli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michale Collins venne lanciato con un razzo vettore Saturn V dalla piattaforma di lancio 39A, del Kennedy Space Center, in Florida.

Circa un milione di spettatori assistì dal vivo al lancio dell'Apollo 11 affollando le autostrade e le spiagge vicine al sito di lancio.

Tra i presenti c'erano il capo di stato maggiore dell'esercito degli Stati Uniti, il Gen. William Westmoreland, 19 governatori, 40 sindaci, 60 ambasciatori e 200 membri del Congresso.

Erano, inoltre, presenti circa 3.500 rappresentanti dei media, ed il lancio venne trasmesso in diretta televisiva in 33 paesi, con 25 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti.

Il presidente Richard Nixon seguì il lancio dal suo ufficio alla Casa Bianca.

Lanciato alle 13:32, l'Apollo 11 entrò in orbita terrestre 12 minuti più tardi ad un'altitudine di 186 km, e dopo un'orbita e mezza, il terzo stadio spinse la navetta verso la Luna.

30 minuti più tardi la coppia modulo di comando/modulo di servizio si separarono dall'ultimo stadio del Saturn V e compirono la manovra per agganciarsi al Modulo Lunare rimasto ancora nel suo adattatore posto in cima al terzo stadio, dopodichè il terzo stadio venne messo in un'orbita eliocentrica ed abbandonato.

Il 19 Luglio alle 17:21, l'Apollo 11 passò dietro la Luna e accese il motore in servizio per entrare in orbita lunare.

Nelle 30 orbite che seguirono, l'equipaggio ebbe modo di osservare il luogo previsto per l'atterraggio nel Mare della Tranquillità, a circa 19 km a sud-ovest del cratere Sabine D.

Il sito di atterraggio era stato scelto in parte per la conformazione relativamente piatta e liscia non presentando grandi difficoltà nell'allunaggio e nella attività extraveicolari.

Alle 12:52 del 20 Luglio, gli astronauti Buzz Aldrin e Neil Armstrong entrarono nel modulo lunare "Eagle" e iniziarono i preparativi per la discesa lunare, e 3 ore dopo l'Eagle si separò dal modulo di comando "Columbia", dove rimase a bordo solo Michael Collins.

A 1.800 metri sopra la superficie lunare,  si accorsero che il sito dell'allunaggio era molto più roccioso di quanto avessero indicato le fotografie, Armstrong prese, dunque, il controllo semi-manuale del modulo lunare, ma il propellente scarseggiava, quindi bisognava atterrare il prima possibile.

A 30 metri dalla superficie, restavano loro solo 90 secondi di propellente.

Eagle si poggiò sulla superficie lunare alle 20:17:40 di Domenica 20 Luglio, con solo circa 25 secondi di carburante ancora nei serbatoi ... l'allunaggio era avvenuto con successo.

Il programma della missione prevedeva che gli astronauti, dopo l'allunaggio, riposassero 5 ore, tuttavia decisero di iniziare subito pensando che non sarebbero riusciti a dormire.

Alle 02:51 Armstrong iniziò la sua discesa verso la superficie lunare attraverso la scaletta.

Tirò l'anello che attivò la telecamera e le prime immagini giunsero sulla Terra e mandate in onda nel normale circuito televisivo, grazie al radiotelescopio del Parkes Observatory in Australia, immagini viste in diretta da almeno 600 milioni di persone in tutto il mondo.

Alle 2:56:15 UTC (4:56 italiane), Armstrong pronunciò la sua storica frase: "Un piccolo passo per l'uomo ... un grande passo per l'umanità"", e fece il suo primo passo fuori dall'Eagle divenendo il primo uomo a camminare su un altro corpo celeste.

Armstrong scattò quindi una serie di foto che sarebbero servite ai tecnici sulla Terra a verificare le condizioni del modulo lunare dopo l'allunaggio, e dopo aver passeggiato sulla superficie lunare Armstrong raccolse un campione di terreno che dopo aver ripiegato in un contenitore se lo infilò in una tasca della tuta sulla coscia destra.

12 minuti dopo gli astronauti piantarono insieme la bandiera degli Stati Uniti, ma la consistenza del terreno non permise di inserirla per più di pochi centimetri.

Dopo aver ricevuto la chiamata del Presidente Richard Nixon, Armstrong si allontanò di circa 60 metri per fotografare il Cratere Orientale e Aldrin iniziò la raccolta di materiale.

Vennero trovati 2 tipi di rocce nei campioni geologici prelevati (basalto e breccia), scoprirono, inoltre, 3 nuovi minerali: armalcolite, tranquillityite e pyroxferroite.

Con non poche difficoltà, gli astronauti caricarono 2 sacchi contenenti più di 22 kg di materiale lunare dallo sportello del Modulo Lunare, e rientrarono alle 05:01, quindi pressurizzarono il modulo e si prepararono a dormire.

Dopo circa 7 ore di riposo, l'equipaggio venne risvegliato da centro di controllo di Houston per prepararsi al ritorno, e 2 ore e mezzo dopo, alle 17:54, decollarono per raggiungere Collins che li attendeva a bordo del Columbia in orbita lunare.

Eagle effettuò il rendezvous col modulo di comando Columbia alle 21:24 del 21 Luglio e si agganciarono alle 21:35, poi, il modulo di ascesa di Eagle venne rilasciato in orbita lunare.

Il 23 Luglio, prima del ritorno sulla Terra, i 3 astronauti tennero una trasmissione televisiva.

Il 24 Luglio alle 16:51 (05:51 ora italiana) la navetta impattò sulle acque dell'Oceano Pacifico, 380 km a sud dell'atollo Johnston e 24 km dalla portaerei Hornet.

I sommozzatori fornirono agli astronauti degli indumenti di isolamento biologico che indossarono fino a raggiungere le camere di isolamento a bordo della Hornet.

Un elicottero Sea King prelevò gli astronauti uno a uno, e un medico di volo della NASA fece a ciascuno un breve controllo fisico durante il viaggio per tornare alla Hornet.

Arrivati sulla portaerei, gli astronauti iniziarono i loro 21 giorni di quarantena, una pratica che continuò per altre 2 missioni Apollo: Apollo 12 e Apollo 14, prima che si dimostrasse definitivamente l'assenza di alcun rischio di trasporto di agenti infettivi dalla Luna.

Riscontrato che dopo 3 settimane gli astronauti non accusarono alcun sintomo o segno di malattia, il 10 Agosto 1969 uscirono dalla quarantena.

Il 13 Agosto, i 3 tre astronauti furono protagonisti di una parata a New York e a Chicago a cui si stima che parteciparono 6 milioni di persone.

Nixon decorò ogni astronauta con la medaglia presidenziale della libertà.

Queste celebrazioni furono l'inizio di un tour mondiale di 38 giorni, che portò gli astronauti in 22 paesi stranieri in cui ebbero incontri con i leader di molte nazioni.