La Lanterna del Popolo

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Natale a Carovigno: mille luci per una

popolazione sotto "anestesia totale"

Albero di Natale gigantesco e clima festaiolo per indurre la gente a non pensare ai veri problemi della città

 

© - La Lanterna del Popolo (2026)

di Domenico Basile

Negli ultimi anni il Natale è una festività che sta prendendo sempre più piede, certamente non nel senso più strettamente religioso, quanto piuttosto nel senso più festaiolo del termine.

Il Natale è infatti una di quelle festività nel corso della quale l'apparenza e l'esibizionismo sono diventati fattori fondamentali.

Il Natale non è più un momento di riflessione, o un momento di gioia da godersi in famiglia, bensì un momento di esibizione, e come tale va gestito con tutte le armi a propria disposizione.

Ecco che, nel rispetto della filosofia di qualche politicastro, che oggi assume atteggiamenti da Sindaco pur senza averne alcun titolo, occorre gettare fumo in faccia ai cittadini, occorre stordirli, affascinarli, stupirli con effetti speciali.

E dobbiamo dire che nel suo piccolo c'è perfino riuscito affermando e mettendo in pratica il suo "profondo" credo politico: "Non possiamo e non dobbiamo essere da meno dei comuni limitrofi".

"Non possiamo essere secondi ad Ostuni", ed ecco che lui e la sua amministrazione comunale si sono prodigati ad illuminare a festa la città.

Con la deliberazione di Giunta Comunale n° 209 del 1° Dicembre 2025, l'amministrazione comunale guidata dal Sindaco Massimo Lanzilotti ha approvato l'installazione di addobbi e luminarie per le festività natalizie fino a concorrenza della somma di 45.000,00 euro IVA inclusa.

La città è stata così "imbandita a festa" e la cittadinanza ha avuto così il suo contentino per stordirsi adeguatamente e "bastantemente".

Ecco che il giorno dell'Immacolata tutti stavano a guardare col naso all'insù per assistere alla cerimonia di accensione dell'albero di Natale in piazza, un albero sempre più alto, e sempre più sfavillante per non sfigurare coi paesi vicini.

Ed i cittadini tutti con la bocca aperta ad ammirare l'ottava meraviglia del mondo, perchè in fondo i romani già 2.000 anni fa avevano capito tutto, e cioè che per governare in assoluta tranquillità era necessario dare ai cittadini Panem et Circenses ... e l'albero di Natale sostituisce i giochi del circo.

Per fortuna che siamo in inverno se no chissà quante mosche sarebbero entrate nelle bocche aperte di tutti quei cittadini con la testa all'insù, ormai estasiati e completamente succubi e ubriacati da questi giochini di prestigio.

C'è però da dire che questa tecnica funziona benissimo.

Pensate soltanto che una operazione di questo tipo consente di distrarre, anzi, anestetizzare i cittadini, rendendoli imbecilli e docili nelle mani di chi gestisce il potere locale, distogliendoli dalle vere problematiche che affliggono il paese da decenni e minano la crescita di questo paese, impedendone uno sviluppo armonico con benefici per l'intera collettività.

Pensiamo al Piano Urbanistico Generale di cui si sono perse completamente le tracce, pensiamo al Piano Spiagge, di cui non si sa più nulla, pensiamo al progetto del porticciolo turistico che è diventato lettera morta, alla Zona Artigianale che stenta a decollare, all'assenza di una rete di fogna bianca nel centro abitato, alle nuove case popolari i cui lavori sembrano non aver mai fine, e ci fermiamo qui anche se potremmo andare avanti all'infinito.

Fino a 10 anni fa si spendevano al massimo 10.000 euro per le luminarie, oggi se ne spendono 45.000 grazie alla tassa di soggiorno istituita da politici lungimiranti, eppure fa pensare che chi governa oggi era contrario alla tassa di soggiorno, ma vi attinge a piene mani per fare sfoggio di opulenza e sfarzosità.

E allora, non resta che plaudire al gigantesco albero di Natale auspicando che il prossimo anno ne venga installato uno alto almeno 50 metri, per poter dimostrare che noi "ce l'abbiamo più grosso di tutti" e non siamo affatto secondi a nessuno, sperando che questa eccessiva dose di anestesia che la cittadinanza sta assumendo a piene mani, un giorno o l'altro non risulti fatale per la popolazione di Carovigno.