La Lanterna del Popolo

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Nella lotta per la presidenza di Torre Guaceto

fatto fuori Rocky Malatesta

Il braccio di ferro tra Massimo Lanzilotti e Francesco Leoci è vinto da quest'ultimo, che impone Erika Roma

 

© - La Lanterna del Popolo (2026)

di Domenico Basile

Nei mesi scorsi la cittadinanza ha atteso trepidante la nomina per il nuovo mandato di Presidenza della Riserva Naturale ed Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

Come anticipato, il ritardo non era affatto dovuto a problematiche di natura tecnica o burocratica, ma soltanto a discordanze sui nominativi proposti.

In pratica al palazzo di città era in corso una partita a Risiko per decidere chi doveva comandare e chi doveva regnare sulla Riserva.

Il povero Gaetano Del Prete De Cillis, candidato espressione del centrodestra, è stato strappato via dai giochi, e all'affetto dei suoi cari, a causa di un bruttissimo male che non gli ha dato scampo.

Speriamo almeno che nessuno dal palazzo di città abbia l'ardire di affermare che la presidenza non è stata assegnata a lui perché, a causa della sua malattia, non avrebbe potuto garantire continuità di gestione, poichè il tentativo di voler passare per "buoni" sarebbe la ciliegina sulla torta.

Infatti, avevamo anticipato che il suo nome non avrebbe mai ottenuto l'assenso della maggioranza, e non certo per sua inadeguatezza, ma perchè i giochi erano già fatti, e la battaglia era ristretta soltanto due nomi: Erika Roma e Rocky Malatesta.

La prima, sostenuta dal Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci, il secondo invece, sostenuto dal Sindaco Massimo Lanzilotti.

Premesso che stupisce alquanto il fatto che un comune di oltre 17.000 abitanti, nel quale vi è anche un certo fermento culturale, non sia in grado di produrre maggiori candidature.

E' stranissimo che in un comune come Carovigno, ricco di professionisti di vario genere e persone anche di un certo livello culturale, non vi sia nessuno che abbia il desiderio di reggere la governance della Riserva, allo scopo di far crescere il proprio territorio e la propria comunità.

Non crediamo che manchino i nomi: forse ciò che manca sono il coraggio e la volontà!

E questo è il primo dato di fatto che permette ai politici locali di poter giocare a Risiko indisturbati.

Il secondo dato di fatto è che tale refrattarietà del popolo carovignese permette di scegliere solo fra 2 candidati: Rocky Malatesta ed Erika Roma.

In tale situazione il Sindaco Massimo Lanzilotti spingeva sul rinnovo del mandato al Presidente uscente Rocky Malatesta, e ne aveva tutti i motivi: l'assenza di forti candidature esperienziali in grado di poter scalzare la figura di un soggetto che, bene o male, ha retto "adeguatamente" la presidenza negli ultimi anni; il fatto che Rocky Malatesta non fosse una figura politica, frutto di accordi trasversali o di personalismi di sorta; il fatto che fosse una persona priva di qualsiasi rapporto diretto con il territorio, e che poteva quindi garantire obiettività ed imparzialità; ma soprattutto, Rocky Malatesta era la figura che era stata selezionata per ricoprire questo ruolo dalla Commissione Straordinaria Antimafia che ha governato per circa 3 anni il Comune di Carovigno.

E' pertanto evidente che la sua riconferma avrebbe significato la ferma volontà di voler proseguire sulla linea della legalità, tracciata a suo tempo dai Commissari Straordinari.

Francesco Leoci, invece, spingeva su Erika Roma, figlia del noto imprenditore Vincenzo Roma, attivo nel settore degli autospurghi e in tempi più recenti dell'igiene ambientale, priva di qualsiasi tipo di esperienza qualificante per poter ricoprire un ruolo così delicato come quello di Presidente della Riserva Naturale di Torre Guaceto, o tale da poter paragonare al curriculum di Rocky Malatesta.

Il braccio di ferro è durato per diversi mesi, ma alla fine la scelta definitiva è stata: Erika Roma.

Probabilmente, se qualsiasi persona dotata di buon senso avesse dovuto scegliere, siamo sicuri che avrebbe scelto Rocky Malatesta, per i motivi sopra esposti, se non altro seguendo il consiglio del noto allenatore di calcio serbo, Vujadin Boskov, che diceva: "Squadra che vince non si cambia".

Invece, in questo caso, si è voluto fare un vero e proprio salto nel vuoto, ma soprattutto a che pro?

Quali garanzie potrai mai offrire una persona inesperta alla guida della Riserva, e soprattutto a chi risponderà del suo operato al Sindaco che l'ha nominata con il coltello alla gola, magari sotto la minaccia di una crisi di governo, oppure al suo mecenate che l'ha imposta?

In questo caso però il Sindaco Massimo Lanzilotti, pur di non perdere la poltrona ha ceduto alle pressioni di Francesco Leoci, sancendo in maniera definitiva quelli che sono i veri rapporti di forza all'interno della maggioranza di governo.

Francesco Leoci ordina … e il Sindaco ubbidisce.

E' proprio il caso di dire che il buon senso non ha prevalso, e il Sindaco ha abbandonato ogni resistenza di fronte al grido: "O Roma o morte!".