La Lanterna del Popolo

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Caro Alessandro Leoci, bisogna saper perdere ... non sempre si può vincere

Anche nella sconfitta ci vuole dignità, e saper riflettere sull'opportunità avuta e non sfruttata pienamente

 

© - La Lanterna del Popolo (2026)

di Domenico Basile

Nelle scorse settimane il candidato alle elezioni regionali, Alessandro Leoci, ha pubblicato sui social network un post nel quale ha affermato:

In merito all'attribuzione dei seggi, ho depositato una memoria formale presso l’Ufficio centrale elettorale della Corte d’Appello di Bari nell’ambito del procedimento relativo all’elezione del Consiglio regionale della Puglia del 23 e 24 novembre.

Questo atto intende sollecitare una verifica puntuale e rigorosa delle operazioni elettorali prima della proclamazione definitiva degli eletti.

La memoria si fonda su alcuni principi cardine dell’ordinamento democratico che risulterebbero compromessi dall’attuale applicazione delle regole: il principio di rappresentatività democratica, che impone che l’attribuzione dei seggi avvenga sulla base del reale consenso espresso dagli elettori alle liste; il principio di uguaglianza del voto, che richiede che ogni voto abbia il medesimo peso e non produca effetti distorsivi o discriminatori; il principio di libertà e personalità del voto, soprattutto in relazione al voto disgiunto, espressamente previsto dall’ordinamento; il principio di certezza del diritto, che esige regole chiare, prevedibili e coerenti con la normativa statale e costituzionale.

A proposito del voto disgiunto, nella memoria si sottolinea come abbia gonfiato i voti del Presidente Decaro innalzando artificialmente la soglia”.

Conclude infine dicendo: “Non è una battaglia personale, né politica, ma il senso dell’iniziativa è una richiesta di trasparenza, correttezza e rispetto delle regole, a tutela non solo dei candidati ma, soprattutto, degli elettori e della qualità della nostra democrazia; la memoria chiede infine che le valutazioni vengano condotte in modo costituzionalmente orientato, riservandosi, in via subordinata, il ricorso agli ulteriori strumenti di garanzia previsti dall’ordinamento”.

Difficile credere a quest’ultima affermazione, anzi, la sua memoria difensiva appare più che altro un estremo tentativo di poter rientrare tra gli “eletti”.

Ma i motivi della sua mancata rielezione, più che tra i numeri, forse andrebbero ricercati altrove.

Innanzitutto vanno chiariti alcuni aspetti importanti che hanno caratterizzato il mandato dell’ex Consigliere Regionale Alessandro Leoci.

In primis va ricordata la sua frase pronunciata non appena venne eletto, quando disse: “Porterò alla Regione Puglia le istanze dei giovani e degli agricoltori di Carovigno”.

Ebbene, non ci risulta che i giovani carovignesi abbiano tratto benefici particolari dalla sua elezione, né che abbia promosso particolari attività a sostegno o in favore della gioventù carovignese, soprattutto nel campo dell’occupazione.

Non ci risulta neppure che abbia fatto nulla nel campo dell’agricoltura.

Non ha mosso un dito, né ha promosso iniziative concrete nel contrasto al fenomeno della Xylella, un fenomeno che ha dimostrato candidamente di non conoscere neppure, dal momento che si spinse a chiedere perfino di potersi recare sui terreni agricoli per rendersi conto di cosa fosse la Xylella, dimostrando una totale impreparazione in materia, nonostante viva in un comune a forte vocazione agricola, dove l’olivicoltura rappresenta un settore trainante dell’economia locale.

Non ha mosso un dito, e non ha proposto alcuna iniziativa, neppure per quanto concerne l’annosa questione delle “cartelle pazze” inviate ogni anno da quel maledetto carrozzone che risponde al nome di Consorzio di Bonifica dell’Arneo, di fatto permettendo a questo ente, assolutamente inutile, di sopravvivere sulle spalle dei cittadini, che vengono vessati da continue richieste di denaro, senza aver mai erogato alcun tipo di servizio alla collettività, e senza alcun beneficio specifico e diretto agli immobili sottoposti a tassazione.

Non ha mosso un dito e non ha difeso in alcun modo la sanità pugliese, ed in particolare la sanità locale, che risulta sempre più compromessa, sempre più deficitaria, sempre più inaccessibile e inadeguata alle esigenze della popolazione.

Basti pensare che il nuovo governatore della Regione Puglia De Caro, ha avuto perfino il barbaro coraggio di affermare che il primo punto del suo programma sarà quello di “rimettere mano alla sanità pugliese che in questi anni è stata troppo trascurata”, come se negli ultimi anni la Regione Puglia fosse stata governata dai marziani e non dal centrosinistra, di cui lui è esponente.

Ricordiamo invece l’ex Consigliere Regionale Alessandro Leoci, principalmente per i selfie, per le centinaia di fotografie che scattava e si faceva scattare, quasi a voler testimoniare il suo impegno, e la sua presenza, come se essere consigliere regionale significasse timbrare il cartellino, o apparire negli eventi, facendo public relations.

La città si sarebbe aspettata molto di più.

Non vi ingannino i risultati elettorali.

Sappiamo bene come si conquistano migliaia di voti, non basta certo il consenso popolare.

I “voti di stima”, come li chiamava quell’ex politico carovignese (il Dott. Cosimo Caroli n.d.R.), sono ben altra cosa, e si conquistano sul campo!

Certamente non si conquistano denunciando onesti cittadini che legittimamente esprimono il proprio dissenso nei suoi confronti.

Oggi Alessandro Leoci si ripropone al grande pubblico con questa lettera, nel vano tentativo di poter rientrare dalla finestra, dimostrando così più interesse alla poltrona che non la volontà di voler fare il bene del proprio territorio.

Comprendiamo bene che la campagna per le elezioni regionali possa essere stata per lui particolarmente dispendiosa, ma ciò non può giustificare questa smodata smania di potere.

Come diceva una vecchia canzone dei Rokes: “Bisogna saper perdere … non sempre si può vincere”, è infatti dalle sconfitte che si può imparare qualche cosa e, chissà, magari la prossima volta potrà proporsi con maggiore umiltà, imparando ad agire nell’esclusivo interesse della collettività amministrata.