La Lanterna del Popolo

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Osservazioni al PUG: praticamente

tutte respinte e l'iter rallenta ancora

L'analisi delle 63 osservazioni al PUG si rivela una grande buffonata: cittadini trattati come profittatori

 

© - La Lanterna del Popolo (2026)

di Domenico Basile

Il 16 Marzo 2026 è stato convocato il Consiglio Comunale per deliberare sulle osservazioni presentate nei confronti del PUG, il Piano Urbanistico Generale che la cittadinanza attende ormai da qualche decennio essendo il Comune di Carovigno ancora fermo al PRG, il Piano Regolatore Generale approvato 53 anni fa dall’amministrazione guidata dall’allora Sindaco Giuseppe Annicchiarico.

Il PUG è uno strumento urbanistico che viene da molto lontano, basti pensare che i primi atti adottati risalgono al Novembre 2004, quando con una delibera del consiglio comunale è stato adottato il DPP, Documento Programmatico Preliminare, che sta alla base del PUG stesso e contiene gli obiettivi e i criteri di impostazione.

Successivamente è stato approvato il DRAG, Documento Regionale di Assetto Generale fino a giungere allo storico Consiglio Comunale del 27 Ottobre 2012, dove con delibera di consiglio comunale n° 47 l’amministrazione guidata dal Sindaco Vittorio Zizza deliberava che con le delibere n° 44, 45 e 46 si era provveduto all'adozione del PUG distinto per ambiti territoriali 1, 2 e 3, adottando così per la prima volta il PUG con tutti i suoi allegati.

Successivamente l’amministrazione guidata dal Sindaco Cosimo Mele tentò di affossare il PUG, e neppure l’amministrazione guidata dal Sindaco Carmine Brandi fece molto per portare avanti il tanto atteso strumento urbanistico.

Soltanto in tempi più recenti, nel Marzo 2023 la lungimirante Commissione Straordinaria ha coraggiosamente riadottato il PUG riaprendo di nuovo la decorrenza dei termini per la presentazione delle osservazioni entro i 60 giorni successivi.

Finalmente nel Novembre 2024 è stato redatto un verbale con il quale si è dato atto che erano pervenute un totale di 63 osservazioni di cui 54 entro i 60 giorni e 9 oltre il termine previsto.

A Febbraio 2025 è stato costituito l'ufficio di Piano per l'esame di tutte le osservazioni pervenute e la formulazione del parere propedeutico al consiglio comunale.

Oggi, concluso l’iter di esame, il consiglio comunale è stato convocato per prendere atto dell’iter sin qui svolto e determinarsi sulle 63 osservazioni, ed eventualmente adottare modifiche alle norme Tecniche di Attuazione.

Va premesso inoltre che il parere espresso sulle osservazioni da parte dell’ufficio di Piano non avevano carattere vincolante.

Ciò premesso, il Sindaco Massimo Lanzilotti nel corso di un consiglio comunale durato oltre 6 ore, ha dato lettura di tutte le osservazioni presentate dai vari proponenti, e dei pareri formulati da parte dell’ufficio di Piano, procedendo successivamente alla votazione su ciascuna osservazione.

La lettura delle osservazioni si è susseguita per ore, ma il risultato finale è stato grottesco.

Ad eccezione delle osservazioni presentate dagli eredi Russo, dall’ARPA Puglia, dall’Arch. Colella del Comune di Carovigno, dal Comitato Tecnici Carovigno, ed un paio di accoglimenti parziali, le osservazioni sono state tutte respinte con la medesima motivazione: “L'osservazione in esame non appare riconducibile a finalità di interesse generale in quanto riflette istanza di natura privatistica e non esprime un contributo volto alla tutela e al miglioramento dell'interesse pubblico perseguito dalla pianificazione generale”.

Semplicemente pazzesco!

Nessun vincolo legislativo impone che le osservazioni debbano essere esclusivamente o obbligatoriamente tese all’interesse generale.

E’ naturale che quasi tutte le istanze fossero principalmente di natura privatistica, d’altronde a quale altro strumento potevano ricorrere i cittadini per tutelare la propria proprietà privata?

Inoltre dove sta scritto che le osservazioni dovessero necessariamente essere volte al miglioramento dell’interesse pubblico?

I cittadini che hanno proposto le osservazioni sono così stati trattati come se fossero una manica di profittatori malintenzionati.

La circostanza è stata evidenziata dal Consigliere Comunale Vincenzo Radisi che ha dichiarato: “Come è possibile liquidare tutte queste osservazioni soltanto con tre righe di controdeduzioni frivole?

Gli ha fatto eco il Consigliere Comunale Toni Barella che ha dichiarato: “E' possibile che 63 osservazioni provenienti da cittadini, tecnici qualificati, enti e portatori di interessi siano tutte prive di fondamento?

La situazione non ha affatto convinto tutti i consiglieri di minoranza che hanno espresso prevalentemente il voto di astensione.

Compatta, anzi granitica, la maggioranza, i cui consiglieri hanno approvato tutti i pareri negativi espressi dall’ufficio di Piano.

Tutti allineati e coperti, forse timorosi di assumersi la responsabilità di non condividere le valutazioni dell’ufficio di Piano, o forse ancora solo tutti allineati agli ordini di scuderia.

Ad ogni modo, al termine dell’analisi e votazione delle osservazioni che si è risolta in una grande buffonata, il Sindaco Massimo Lanzilotti ha voluto leggere una relazione propedeutica alla presentazione di un emendamento.

Il Sindaco ha dichiarato di temere che questo piano, così com’è non abbia futuro, nonostante siano stati spesi tanti soldi.

Le osservazioni vengono quasi tutte respinte motivando principalmente che non perseguono finalità di interesse generale, bensì soltanto interessi privatistici.

Ha pertanto voluto dare lettura di una relazione che ben inquadra la situazione e le maggiori criticità dell’odierno PUG.

1) Occorre procedere ad una valutazione del fabbisogno residenziale, fondamentale per la redazione di un PUG, mentre nel nostro caso il Piano ha come dato di partenza e riferimento l’anno 2001.

2) Occorre procedere ad una valutazione della capacità in termini di posti letto, tipologia di strutture alberghiere ed extra-alberghiere e la loro distribuzione sul territorio, poiché quella presa a riferimento per la redazione del Piano è rimasta ferma al 2004, tenendo anche in considerazione che l'offerta turistica, oltre che alle marine, si è allargata verso il borgo antico.

3) Occorre procedere ad una valutazione dell’area artigianale, industriale e commerciale, poichè tutt'oggi tali attività sono localizzate prevalentemente all’interno del centro abitato, mentre la famosa Zona PIP è ancora in fase di completamento e insediamento, per cui la previsione di fabbisogno in tal senso è stata abnormemente sovrastimata.

4) Occorre prestare molta attenzione alla tutela paesaggistica della fascia costiera (parliamo del famoso divieto di costruire ad una distanza inferiore ai 300 metri dal mare), dove siamo in presenza di suoli che sono rimasti interclusi nelle aree edificate e per i quali i cittadini pagano perfino l'IMU per aree fabbricabili.

5) Occorre rivedere le Zone Agricole dei Rilievi Collinari e dell'Ulivo, (parliamo delle aree comprese tra la linea di livello 50 e 100 metri sul livello del mare, caratterizzati da impianti di uliveti di pregio, dove qualsiasi intervento è gratuito e richiede un lotto minimo di 10.000 mq.

Leggi regionali proteggono l'ulivo monumentale riconoscendogli valore paesaggistico e culturale e questo è stato l'elemento di tutela più stringente rispetto ad altre zone del territorio, ma la Xylella ha radicalmente trasformato il paesaggio carovignese, decimando migliaia di ulivi, sostituendo il tradizionale scenario verde con grandi distese di alberi secchi e terreni abbandonati.

Il nuovo paesaggio dovrà evolversi attraverso il reimpianto di cultivar resistenti di Leccino, Favolosa, Lecciana, ecc., la diversificazione colturale cercando di coniugare la rinascita agricola con la sostenibilità ambientale.

Oggi la tutela degli ulivi monumentali impone una seria riflessione, deve bilanciare la salvaguardia del paesaggio, già compromesso, con la visione del territorio, imponendo ad esempio interventi mirati di rimboschimento.

6) Occorre porre un occhio di riguardo alla Rigenerazione Urbana.

La Regione Puglia ha sempre avuto particolare attenzione alla rigenerazione urbana.

Occorre che il DPRU Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana sia redatto in contemporanea col documento programmatico del PUG al fine di includere già nel nuovo piano le condizioni di trasformabilità delle aree che si intendono rigenerare.

In definitiva il Sindaco ha rilevato che il PUG, così com'è, presenta elevati livelli di criticità, soprattutto sulle capacità di rispondere alle effettive esigenze della collettività, oltre a tutte le problematiche legate ai cambiamenti climatici.

Tali mancanze del PUG determinano, fra l’altro, una incompleta attuazione dell'impianto normativo regionale.

La normativa regionale, infatti, attribuisce alle infrastrutture verdi e al verde urbano un ruolo centrale nelle politiche di governo del territorio, qualificandole come elementi fondamentali per l'adattamento ai cambiamenti climatici, la mitigazione delle isole di calore, la tutela della biodiversità urbana, il miglioramento della qualità dell'aria, la gestione sostenibile delle acque meteoriche, ma anche il censimento del patrimonio arboreo, l'incremento qualitativo e quantitativo del verde.

Un ulteriore profilo di criticità è rappresentato dall'assenza nel PUG adottato di un piano del verde strutturato e coerente con le previsioni.

Ulteriore elemento di criticità riguarda l'erosione costiera che, alla luce dell'innalzamento del livello del mare e dell'intensificazione degli eventi meteomarini estremi, richiedono una riflessione puntuale e l’elaborazione di strategie integrate di prevenzione e mitigazione.

Il PUG infine non individua misure di intervento, salvaguardia e adattamento, e ciò limita se non impedisce la possibilità di affrontare una delle vulnerabilità territoriali, con potenziali ricadute sul patrimonio ambientale, sulle attività economiche legate al turismo e sulla sicurezza degli insediamenti.

Il PUG appare pertanto non coerente con le esigenze della comunità locale, e rischia di configurarsi come uno strumento non aggiornato rispetto alle sfide contemporanee con possibili ricadute sia sul piano della legittimità amministrativa nonchè quello dell'efficacia concreta delle politiche urbane ambientali e territoriali.

A tale scopo è stato proposto ed approvato un emendamento, votato all’unanimità con il quale si è preso atto della relazione del Sindaco per costituirne parte integrante e sostanziale, formulando atto di indirizzo al Responsabile dell'Area 3 Arch. Vito Nicola Sacchi, affinchè preliminarmente agli adempimenti di competenza preordinati all'approvazione definitiva del PUG proceda all''espletamento di tutti i necessari approfondimenti richiesti.