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La Lanterna del Popolo |
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Il Castello di Carovigno beneficerà di un finanziamento di 3 milioni di euro Il finanziamento permetterà al Comune di anticipare il trasferimento della proprietà dalla Provincia
© - La Lanterna del Popolo (2026) di Domenico Basile Un finanziamento da quasi 3 milioni di euro destinato alla valorizzazione del Castello Dentice di Frasso di Carovigno rappresenta senza dubbio una delle notizie più importanti degli ultimi anni. Il progetto, dal titolo “Il Castello si racconta - Valorizzazione, innovazione e accessibilità del Castello Dentice di Frasso”, è stato ammesso ai finanziamenti del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia dopo aver superato diverse fasi di verifica e valutazione. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il maniero, simbolo della città, in un moderno polo culturale, accessibile, inclusivo e capace di attrarre turismo culturale durante tutto l’anno. Un intervento ambizioso che punta a ridisegnare il ruolo del castello nella vita sociale e culturale del paese, attraverso investimenti strutturali, percorsi immersivi, tecnologie multimediali e nuovi servizi. Secondo quanto illustrato dal Comune, il finanziamento consentirà di realizzare spazi espositivi innovativi, aree dedicate a performance artistiche e attività laboratoriali, oltre a percorsi di visita progettati secondo principi di accessibilità. Il progetto prevede, infatti, l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali, con strumenti dedicati anche alle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive. L’idea è quella di rendere il Castello Dentice di Frasso un luogo vivo e dinamico, non più soltanto monumento storico da visitare occasionalmente, ma centro permanente di cultura, aggregazione e produzione artistica; una struttura capace di ospitare mostre, eventi, laboratori, attività didattiche e iniziative culturali in grado di coinvolgere cittadini, scuole e visitatori. L’investimento rappresenta un tassello importante nella strategia di valorizzazione turistica di Carovigno, città che negli anni ha registrato una crescita progressiva delle presenze turistiche grazie alla valorizzazione del proprio patrimonio storico, ambientale ed enogastronomico. La posizione strategica del maniero, affacciato sul centro storico, ne fa infatti uno dei simboli identitari più riconoscibili dell’intero territorio. Tra gli aspetti più significativi dell’intera operazione vi è anche la prospettiva del trasferimento anticipato della proprietà del castello dalla Provincia di Brindisi al Comune di Carovigno.Attualmente il maniero è infatti di proprietà della Provincia di Brindisi, ma già nel 2014, durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Mimmo Mele, venne sottoscritto un contratto di locazione trentennale ad un canone annuo di circa 165.000 euro al termine del quale la proprietà sarebbe stata trasferita al Comune di Carovigno, con la possibilità di compensare tale importo attraverso investimenti effettuati sul bene culturale. Proprio grazie ai nuovi finanziamenti regionali, il Comune potrà ora accelerare il percorso verso il definitivo riscatto dell’immobile, arrivando al trasferimento della proprietà già a partire dal 2027. Un passaggio che avrebbe un forte valore simbolico, consentendo alla città di diventare proprietaria del suo monumento rappresentativo. Accanto all’entusiasmo per il nuovo finanziamento, tuttavia, emergono anche interrogativi legittimi legati alle esperienze del passato. Il Castello Dentice di Frasso, infatti, era già stato destinatario, negli anni scorsi, di un importante finanziamento pubblico di circa 800.000 euro per la realizzazione di un museo archeologico; un progetto che, almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto rappresentare un significativo salto di qualità nell’offerta culturale cittadina. Eppure, a distanza di anni, quel museo non è mai realmente decollato, ed oggi molti cittadini continuano a chiedersi quale sia stato il reale utilizzo delle risorse stanziate; una vicenda che inevitabilmente alimenta dubbi e richieste di trasparenza anche rispetto al nuovo progetto. In molti pensano che il nuovo finanziamento possa rappresentare una grande opportunità, ma che debba essere accompagnato da controlli rigorosi, cronoprogrammi chiari e una rendicontazione puntuale degli interventi. Il timore diffuso è che anche questa volta si possa assistere a un investimento importante senza un reale ritorno culturale e turistico per la comunità. Perché un progetto culturale possa davvero funzionare, infatti, non basta restaurare o allestire spazi, ma occorre costruire una programmazione stabile, individuare professionalità competenti, creare reti con il territorio e garantire continuità gestionale nel tempo. Molti progetti culturali falliscono proprio perché si fermano alla fase infrastrutturale senza sviluppare un modello sostenibile di gestione successiva. Basti pensare all'attuale situazione del Castello che non produce alcun introito per l'ente comunale. Per questo motivo, la sfida più importante per il Comune non sarà soltanto quella di spendere correttamente i fondi ottenuti, ma soprattutto di dimostrare che il castello potrà diventare davvero un motore culturale permanente. Nonostante le perplessità legate al passato, il nuovo finanziamento rappresenta comunque un’occasione storica per Carovigno. Pochi comuni possono contare su un patrimonio monumentale così significativo e una disponibilità economica così rilevante per valorizzarlo. Se gestito con visione, competenza e trasparenza, il progetto potrebbe realmente cambiare il volto culturale della città, trasformando il Castello Dentice di Frasso in un centro di riferimento per il turismo culturale pugliese. Allo stesso tempo, però, le esperienze precedenti impongono prudenza e attenzione. La comunità locale guarda con speranza a questo nuovo percorso, ma chiede anche garanzie concrete affinché i quasi 3 milioni di euro stanziati producano risultati tangibili e duraturi. Il futuro del castello potrebbe rappresentare una svolta storica per Carovigno, ma molto dipenderà dalla capacità delle istituzioni di trasformare le promesse progettuali in realtà operative, evitando gli errori e le opacità che in passato hanno lasciato più domande che risposte.
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