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La Lanterna del Popolo |
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Rubrica: L'Osservatore a cura di Luigi Bennardi La Puglia approva la legge "Ammazza Ulivi" La Regione sacrifica gli ulivi per lo sviluppo del territorio
Nella nostra Regione, la Puglia, in cui, ironia della sorte, l’albero di ulivo campeggia sullo stemma, una legge denominata “ammazza ulivi” potrebbe autorizzare l’espianto di alberi di ulivo senza attendere l’autorizzazione delle Commissioni competenti. Ma se per gli ambientalisti la modifica fatta alla Legge n° 14 del 2007 per “la tutela degli ulivi monumentali” è una follia, per la politica, invece non è altro che una semplice norma tecnica che garantisce la tutela e lo sviluppo del territorio. La modifica legislativa che autorizza l’espianto degli ulivi non è altro che una delle tante avvilenti storie che affollano quotidianamente le prime pagine dei nostri giornali. Lo stesso dicasi per i rifiuti abbandonati ovunque nella nostra città, l’inciviltà dilagante sempre più fra i cittadini, il deturpamento del nostro centro storico, tutto all’insegna dell’incoscienza e del puro menefreghismo nei confronti del proprio territorio, per non parlare del paesaggio intatto tramandatoci dai nostri avi, e che stiamo trasformando in maniera scellerata, in un arido suolo su cui impiantare in modo qualunquistico migliaia di metri quadri di pannelli solari. Viviamo in una terra che tutti ci invidiano, abbiamo dal punto di vista ambientale davvero tutto, e cosa facciamo per preservare la nostra natura? Ci impegniamo per dare sempre più spazio alle lobby dei costruttori che hanno ormai da anni una dichiarata influenza sulla nostra politica. La politica chiama … le lobby rispondono! Quale sarà il momento in cui ogni cittadino orgoglioso della propria terra, riuscirà a tirarsi fuori da una condizione di assuefazione a tutto quello che accade? Quando abbandoneremo finalmente la logica del mattone, per organizzare la nostra vita e la nostra economia nel rispetto del paesaggio circostante? Intanto sono già migliaia le firme raccolte per fermare il provvedimento che prevederà la semplificazione della procedura di espianto degli alberi. Grazie all’emendamento l’espianto di alberi secolari potrà effettuarsi anche senza il parere delle commissioni competenti, oggi obbligatorio e mai abbastanza restrittivo, introducendo il silenzio assenso a 90 giorni dalla richiesta. Basta farsi un giro nelle campagne brindisine per rendersi conto della presenza di distese di pannelli solari e per capire che la modifica alla norma sia stata fatta, ad esempio, per allargare gli impianti fotovoltaici spesso bloccati dalla presenza di ulivi. Tra i casi di gravissimo deturpamento del paesaggio naturale non si può non citare il caso di Carpignano, in provincia di Lecce, dove sono stati sradicati 140 ulivi secolari o quello di Lequile, sempre in provincia di Lecce, dove è prevista un’operazione simile. Come può un qualsiasi cittadino fidarsi di chi tenta di stravolgere gli obiettivi principali di una legge confezionata ad hoc? “Nulla da temere” sostiene l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro che ha raccolto la proposta di legge del consigliere regionale del PDL Massimo Cassano. L’assessore tiene a precisare che “si tratta di un testo equilibrato che garantisce la tutela del patrimonio arboreo senza tuttavia ingessare la necessità del nostro territorio di vivere e sostentarsi”. Il lavoro e il diritto di sostentarsi può forse includere la distruzione delle meraviglie naturali per eccellenza, che ornano i nostri territori? A metà dicembre la rete di associazioni ambientalistiche pugliesi si sono attivate per chiedere al Presidente Nichi Vendola di fermare l’iter della legge. Quali le modifiche da proporre? Gli infiniti passaggi dei controlli tra i vari enti non creano altro che confusioni burocratiche con paesaggi che appaiono sempre più deturpati dagli insediamenti selvaggi ed invasi dal fotovoltaico. Occorre agire quindi, in tempi brevi, per decentrare a livello comunale le competenze per il rilascio di autorizzazioni agli espianti e spostamenti di piante secolari. Le commissioni competenti devono essere più vicine al territorio, non si può autorizzare un espianto in maniera qualunquistica. E’ a questo proposito che, infatti, il giorno dopo l’approvazione dell’emendamento con una nota ufficiale della Regione Puglia l’Assessore all’ambiente Nicastro definendo le critiche fatte da più parti alla legge come “fantasiose ricostruzioni su espianto”, afferma che “è stata introdotta la possibilità di coinvolgimento degli enti locali attraverso la partecipazione alla commissione regionale”. Che si siano accorti di aver commesso un grave errore nei confronti della propria terra? Ed è proprio nei giorni delle polemiche che è partito dal Salento il censimento degli ulivi presenti sul territorio pugliese voluto dalla Regione. L'iniziativa servirà a fornire una mappatura dettagliata delle piante della regione da usare come strumento di confronto a tutela del patrimonio. Dalle fotografie aeree sono state rilevate circa 475.000 piante che, confluiranno in un database di circa 300.000 alberi esaminati in loco e catalogati tramite un sistema GPS all'interno dei Comuni interessati. I dati raccolti permetteranno l'elaborazione di modelli matematici, sulla base di caratteristiche di piantumazione e conduzione degli uliveti a seconda dei territori, da incrociare con le foto per ottenere una mappatura completa dell'intero territorio regionale dove si stima siano presenti in tutto circa 60.000.000 di piante di cui circa 5.000.000 di ulivi monumentali. Nessuna politica economica esistente o ipotizzabile, può o potrà sentirsi autorizzata a proporre folli espianti per dar spazio a pannelli solari o costruzioni d’ogni genere. Agenzie e note ufficiali della Regione Puglia hanno creato una grande confusione in merito all’emendamento presentato, infatti, proprio per frenare uno scempio annunciato di alberi centenari, i sindaci di Ostuni, Fasano e Carovigno hanno presentato la richiesta all'UNESCO affinché gli ulivi monumentali pugliesi siano riconosciuti ed inseriti fra i Patrimoni dell'Umanità. Nell’attesa di ricevere maggiori informazioni a riguardo è lecito chiedersi: sarà la logica del mattone e dei pannelli solari a vincere, o la tutela degli ulivi monumentali e la bellezza dei nostri paesaggi? Chi vivrà vedrà! |
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