La Lanterna del Popolo

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Rubrica: Un Tuffo nel Passato

a cura di Domenico Basile

La nascita di Maria II del Portogallo, la morte

di Zapata, le dimissioni di Charles De Gaulle

 

 

© - La Lanterna del Popolo (2019)

Prosegue con questo numero la rubrica “Un Tuffo nel Passato”, con la quale ricorderemo fatti, avvenimenti e curiosità accaduti 50, 100, 150 e 200 anni fa, di cui la stampa si è ampiamente occupata a suo tempo, e che consentirà di ricordare o apprendere per la prima volta, avvenimenti che sono ormai parte della storia di questi ultimi 2 secoli.

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200 anni fa - Il 4 Aprile 1819 nasce la futura Regina Maria II del Portogallo.

Nata a Rio de Janeiro, la futura Regina del Portogallo, era nipote di Francesco I d'Austria, pronipote di Ferdinando I delle Due Sicilie, cugina di Francesco Giuseppe d'Austria, di Napoleone II e di Massimiliano I del Messico.

Nel Marzo 1826 a causa di una crisi dinastica, Maria II del Portogallo a soli 7 anni, venne proclamata regina e data in sposa allo zio Michele, che sarebbe stato reggente fino al compimento della maggiore età della moglie-bambina.

Nel 1828 Michele finse di accettare, ma giunto in Portogallo depose Maria, si proclamò re, abrogò la costituzione e costrinse la nipote regina a girovagare per le corti europee.

Nel 1834 Pietro I (padre di Maria II) dalla sua base nelle isole Azzorre attaccò Michele, costringendolo ad abdicare e Maria fu ristabilita sul trono.

Maria II del Portogallo ottenne l'annullamento del matrimonio, venne reintronizzata e risposata all'età di 15 anni con Augusto di Beauharnais, cognato dello stesso Pietro I.

Il matrimonio avvenne, per procura, il 1º Dicembre 1834, a Monaco, seguito da una seconda cerimonia il 26 Gennaio 1835 a Lisbona, ma Augusto morì dopo 2 mesi.

Il 1° Gennaio 1836 Maria II sposò l'abile e colto principe Ferdinando II di Sassonia-Coburgo-Gotha, della dinastia di Wettin, che governò con lei come Re Consorte, titolo che ottenne nel 1837 dopo la nascita del loro primogenito, ed erede, Pietro.

Il consorte tedesco, imitò Luigi II di Baviera, facendo costruire a Cintra il fiabesco castello di Pena, in cui la coppia reale e i loro discendenti dimoreranno a lungo.

Nel 1842 Maria II venne insignita della Rosa d'Oro da Papa Gregorio XVI.

Il 16 Maggio 1846 ci fu un'insurrezione rivoluzionaria schiacciata dalle truppe lealiste, evitando così al Portogallo sollevazioni come nel resto d'Europa nel 1848.

Durante il suo regno ci fu grande impegno per aumentare il livello di alfabetizzazione e migliorare la sanità pubblica, ponendo un freno alla diffusione del colera.

In seguito alle molte gravidanze (ne aveva già avute 10) i medici informarono la Regina Maria II che un ulteriore figlio avrebbe potuto ucciderla e le ricordarono di non dimenticare che quegli stessi rischi avevano ucciso sua madre: infatti morì nel 1853, all'età di 34 anni, dando alla luce Eugenio, proprio come la madre, morta di febbre puerperale.

Fu tumulata nella cripta dei Braganza del monastero di San Vincenzo, a Lisbona, dove riposano quasi tutti i sovrani di quella dinastia, fino all'ultimo Re Manuele II.

Maria II è ricordata come una buona madre e persona gentile.

Dal matrimonio col principe Ferdinando II di Sassonia-Coburgo-Gotha nacquero 11 figli tra cui Pietro (futuro Re del Portogallo) e Luigi (che succederà a Pietro).

150 anni fa - Il 6 Aprile 1869 viene fondato l'American Museum of Natural History.

L'American Museum of Natural History, situato a New York nel quartiere di Manhattan ed è uno dei più grandi musei di storia naturale al mondo.

Il complesso museale è composto da 28 edifici interconnessi tra di loro con 45 sale espositive permanenti, un planetarium ed una biblioteca.

Le collezioni del museo comprendono oltre 33 milioni di campioni di piante, animali, fossili, minerali, rocce, meteoriti, resti umani e manufatti realizzati dall'uomo, dei quali solo una piccola parte può essere esposta permanentemente al pubblico ed occupa oltre 190.000 metri quadrati espositivi.

L'accesso al museo è costituito da un monumento in stile architettonico Beaux-Arts (tardo neoclassico di scuola francese) dedicato a Teddy Roosevelt, e conduce ad una vasta basilica romana dove spicca immediatamente tra la mole monumentale lo scheletro di una madre di Barosaurus in atto di difendere il suo piccolo da un allosauro.

Il museo è famoso per le sue ricostruzioni di habitat di mammiferi africani, asiatici e nordamericani, per il modello in grandezza naturale di una balenottera azzurra che pende dal soffitto della sala degli oceani, per la canoa da guerra Haida dipinta e intagliata nel legno lunga 18,89 metri proveniente dal Nord-Ovest del Pacifico, e per la "Stella dell'India", il più grande zaffiro blu esistente.

Il percorso di un intero piano è dedicato all'evoluzione dei vertebrati, inclusa quella dei famosissimi dinosauri.

Notevoli anche le collezioni museali di antropologia: le sale con collezioni sui popoli asiatici e gli abitanti del Pacifico, sull'uomo dell'Africa, sui nativi americani, le collezioni del Messico e dell'America centrale.

Il museo impiega a tempo pieno uno staff di 225 tra biologi e scienziati ed è un gioiello visitato annualmente da oltre 5 milioni di persone.

L'obiettivo principale dell'American Museum of Natural History è quello di scoprire, interpretare e custodire, attraverso la ricerca scientifica e l'educazione, tutte le culture umane, il mondo naturale e l'universo.

100 anni fa - Il 10 Aprile 1919 muore il rivoluzionario messicano Emiliano Zapata.

Nato ad Anenecuilco l'8 Agosto 1879, Emiliano Zapata era il penultimo di 10 figli di una delle tante famiglie rese povere dal regime dittatoriale di Porfirio Díaz.

Studiò fino all'età di 16 anni quando, rimasto orfano, iniziò a lavorare la terra.

L'esordio politico risale al 1909 quando viene eletto sindaco di Anenecuilco.

Il Messico di Emiliano Zapata era diviso tra 2 diverse classi: i ricchi, proprietari terrieri e i poveri indigeni, senza terra, ma con un forte spirito di solidarietà.

Oltre il 90% dei capofamiglia non aveva terra, ed i terreni comuni venivano di continuo minacciati dai grandi latifondisti, proprietari delle cosiddette haciendas.

Zapata appoggiò Patricio Leyva, alla carica di governatore, ma la sconfitta di Leyva provocò rappresaglie e nuove perdite di terre, così dopo vani tentativi di risolvere i problemi per via legale, Zapata e i suoi iniziarono a occupare e a ridistribuire terre.

Zapata iniziò la lotta armata, diventando capo indiscusso della rivoluzione del Sud.

Nell'Ottobre 1911, Zapata iniziò una guerra lunga e difficile, prima contro Francisco Ignacio Madero, poi contro Victoriano Huerta e infine contro Venustiano Carranza.

Gli zapatisti erano inafferrabili: applicando la tecnica della guerriglia, colpivano i distaccamenti militari e scomparivano, e verso la fine del 1913, grazie anche alle spettacolari vittorie di Pancho Villa al nord, Zapata costrinse alla fuga Huerta.

Nel 1914 si celebrò ad Aguascalientes una convenzione tra le fazioni rivoluzionarie nella quale venne adottato il Piano di Ayala il cui punto centrale era la terra: restituzione della terra, espropriazione dei latifondi, nazionalizzazione delle risorse.

I gruppi di Pancho Villa e Zapata accettarono la convenzione, ma non il gruppo di Venustiano Carranza che provocò la prosecuzione della guerra civile.

In seguito alla rottura con Venustiano Carranza, che rappresentava la borghesia agraria del nord, le truppe contadine di Villa e Zapata entrarono trionfanti a Città del Messico.

Fu in quei giorni che Zapata rifiutò di sedersi sulla poltrona presidenziale: "Non combatto per questo. Combatto per le terre, perché le restituiscano".

Nel 1915 approvò la legge agraria, con cui continuò la redistribuzione dei terreni e tornò nel Morelos, dove giovani intellettuali e studenti provenienti da Città del Messico e zapatisti distribuirono terre e promulgarono leggi per restituire il potere ai pueblos.

La legge agraria del 1915 venne confermata dalla Costituzione di Carranza, 1917, che riconobbe il diritto di sciopero e la giornata lavorativa di 8 ore.

Le strepitose vittorie di Obregón su Pancho Villa capovolsero nuovamente la situazione, la rivoluzione contadina entrò in una fase di declino da cui non si riprese più.

Zapata fu attirato in un'imboscata e assassinato il 10 Aprile 1919, presso la fattoria di Chinameca, per mano del generale costituzionalista Jesús Guajardo.

I mandanti furono Pablo González Garza e Venustiano Carranza.

Dopo la sua morte per molti anni in Messico ci furono voci che dicevano che Zapata fosse ancora vivo, ma ovviamente non era così.

50 anni fa - Il 28 Aprile 1969 si dimette il Presidente Charles de Gaulle.

Nato a Lilla il 22 Novembre 1890 Charles de Gaulle scelse la carriera d'ufficiale.

Combatté durante la prima guerra mondiale come ufficiale prima di essere fatto prigioniero, ed ancora nella seconda guerra mondiale durante la quale viene promosso generale di brigata, e poi nominato Sottosegretario di Stato alla Difesa nazionale e alla Guerra nel governo Reynaud.

Il 22 Giugno 1940 venne degradato a colonnello dal governo di Vichy

In Inghilterra, Churchill sostiene de Gaulle come voce della Francia antinazista, e la BBC trasmette da Londra l'appello del 18 Giugno ai francesi, perché resistano ai tedeschi e alla richiesta di armistizio.

Mentre in Francia il Regime di Vichy lo condanna a morte in contumacia per tradimento, e lo priva della nazionalità francese, lui inizia ad organizzare France Libre, ma pur controllando soltanto qualche colonia riuscì a sbarcare ad Algeri nel Maggio 1943 dove crea insieme al Gen. Henri Giraud il Comitato Francese di Liberazione Nazionale, che prese poi il nome di Governo Provvisorio della Repubblica Francese, riuscendo a liberare la Francia il 25 Agosto 1944.

Il 21 Aprile 1944 de Gaulle accorda il diritto di voto alle donne.

Favorevole ad un esecutivo forte, si oppose ai progetti dei partiti e si dimette nel 1946.

Nel 1953 De Gaulle si ritira dalla politica, ma i fallimenti in Indocina e in Algeria travolgono la Quarta Repubblica, e viene richiamato al potere il 13 Maggio 1958.

Il 1° Giugno 1958 viene nominato Presidente del Consiglio dei Ministri e fa approvare la Quinta Repubblica Francese con un referendum, tanto che viene nominato persona dell'anno dalla rivista statunitense Time.

Eletto Presidente della Repubblica, egli vuole una "politica di grandezza" della Francia, pianificando e modernizzando la ricerca e l'industria.

E' durante il suo periodo che iniziano i grandi programmi che hanno fatto la forza dell'industria francese e che sono oggi grandi imprese europee: la creazione di Aérospatiale ed Airbus, la creazione del Centre National d'Études Spatiales (CNES) ed il programma spaziale francese che hanno condotto alla nascita di Arianespace e dell'Agenzia Spaziale Europea; la creazione della Bull, unica industria informatica europea esistente, la creazione della tecnologia del turbotreno  da cui discende il TGV, di Elf Aquitaine (in seguito Total), della Banque Nationale de Paris (in seguito BNP Paribas), di Radio France, France Télévisions, etc.

De Gaulle rinuncia progressivamente all'Algeria francese, decolonizza anche l'Africa nera, ma vi mantiene l'influenza francese; era per l'indipendenza nazionale in rottura con il federalismo europeo: immaginava una Europa delle nazioni.

Realizza la forza di dissuasione nucleare francese, ritira la Francia dal comando militare della NATO, afferma fortemente l'indipendenza della Francia sia dal blocco sovietico sia dal dominio statunitense in Europa, pone un veto all'ingresso del Regno Unito nella Comunità Europea, sostiene il Québec libero, condanna la guerra del Vietnam e riconosce la Cina comunista.

Nel 1963 è uno dei candidati per il Premio Nobel per la letteratura.

La sua visione del potere, cioè di un capo approvato direttamente dalla Nazione, lo oppone ai partiti comunisti, socialisti, centristi e di estrema destra, che definiscono il suo governo troppo personale, quasi un "colpo di Stato permanente".

Nonostante ciò de Gaulle è rieletto nel 1965.

Supera la crisi del Maggio 1968, ma nel 1969 sottomette il suo mandato al risultato del referendum sulla riforma del Senato e la regionalizzazione, così, dopo la vittoria del "no", il 28 Aprile 1969 annuncia le proprie dimissioni e si ritira nella sua proprietà a Colombey-les-Deux-Églises, dove lavora alle sue Mémoires de guerre.

Il 9 Novembre 1970 Charles De Gaulle muore a causa della rottura di un aneurisma.

Nell'annunciare la sua morte in televisione, il nuovo Presidente della Repubblica francese Georges Pompidou disse: "Francesi, il Gen. de Gaulle è morto ... la Francia è vedova".