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La Lanterna del Popolo |
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Il nuovo Presidente della Riserva di Torre Guaceto è Stefano Convertini Finalmente giunge la fumata bianca: dopo il passo indietro di Erica Roma prende forma il nuovo CdA
© - La Lanterna del Popolo (2026) di Domenico Basile Il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto volta pagina e inaugura una nuova fase della propria storia amministrativa e istituzionale. Dopo mesi di tensioni politiche, confronti accesi e un lungo periodo di stallo che aveva rallentato l'attività della Riserva Naturale ed Area Marina Protetta, si è ufficialmente insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’ente che governa una delle riserve naturali più importanti d'Italia. L’assemblea dei soci ha scelto il rinnovamento, premiando una composizione quasi del tutto nuova: 4 componenti su 5 sono infatti al primo incarico all’interno dell’organismo gestionale. Alla guida del Consorzio arriva Stefano Convertini, ricercatore e agronomo di comprovata esperienza scientifica, indicato dal Comune di Carovigno per assumere la presidenza dell’ente. Il nuovo Presidente eredita una struttura solida, ma chiamata oggi a confrontarsi con sfide sempre più delicate: tutela ambientale, gestione sostenibile del territorio, salvaguardia della biodiversità e coinvolgimento delle comunità locali. Formatosi presso l’Università di Bari, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in protezione delle colture, Stefano Convertini ha maturato parte della propria esperienza accademica anche presso la University of California. Attualmente ricopre il ruolo di direttore scientifico all’interno di un gruppo multidisciplinare impegnato nell’innovazione agronomica e guida una società specializzata nella ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze agrarie e naturali. Un profilo tecnico e scientifico che evidentemente è stato ritenuto particolarmente adatto per poter affrontare le sfide future della riserva. Accanto al Presidente siederanno il Vicepresidente Vito Birgitta, avvocato riconfermato in quota al Comune di Brindisi, e Tommaso Farenga, ingegnere specializzato nel settore ambientale, anch’egli espressione del Comune di Brindisi. Completano il nuovo CdA Giuseppe De Biasi, artigiano, indicato dal Comune di Carovigno, la biologa Giulia Prato, manager del Programma Mare del WWF Italia, e la Prof.ssa Stefania Scotto Di Marco, anch’essa designata dal WWF Italia. L’avvio del nuovo mandato, che si concluderà il 10 Maggio 2029, è stato caratterizzato da un simbolico passaggio di consegne con il precedente Presidente Rocky Malatesta e con il consiglio di amministrazione uscente; un incontro istituzionale durante il quale sono stati affrontati i principali dossier aperti, i progetti in corso e le attività programmate per i prossimi mesi. Proprio Rocky Malatesta lascia la guida del Consorzio dopo anni intensi, durante i quali Torre Guaceto ha consolidato il proprio ruolo di eccellenza nazionale nella tutela ambientale e nella gestione sostenibile delle aree protette, ma non sono stati sufficienti a valergli la riconferma. Infatti se da un lato il Sindaco avrebbe voluto riconfermarlo, dall'altro lamentava che sotto la sua reggenza il Comune di Carovigno non sarebbe stato adeguatamente rappresentato, almeno stando a quanto da lui dichiarato. Negli ultimi mesi Malatesta è stato impegnato in numerose attività istituzionali e progettuali legate alla valorizzazione del territorio, alla cooperazione ambientale e ai nuovi programmi di tutela costiera. Durante la sua presidenza sono stati avviati progetti di grande rilievo, come il piano di recupero ambientale dell’ex distaccamento dell’Aeronautica militare, destinato alla demolizione per consentire il ripristino della naturalità dell’area costiera. La nascita del nuovo CdA arriva però al termine di una stagione molto tormentata per la Riserva. Il percorso verso la nomina del presidente è stato infatti segnato da profonde divisioni prima tra il Sindaco ed esponenti della sua maggioranza, e poi tra i soci del Consorzio - Comune di Carovigno, Comune di Brindisi e WWF Italia - e da un acceso confronto politico che per mesi ha paralizzato l’ente. Al centro della vicenda vi era la candidatura dell’Avv. Erica Roma, promossa dal consigliere Francesco Leoci, inizialmente indicata dal Comune di Carovigno per la presidenza della riserva; una candidatura che, fin dal primo momento, aveva generato forti resistenze e polemiche, sia sul piano politico sia su quello istituzionale. Alcuni soci del Consorzio avevano espresso perplessità riguardo al profilo ritenuto non sufficientemente coerente con le esigenze tecnico-scientifiche dell’ente, mentre il dibattito pubblico si era presto trasformato in uno scontro durissimo. Per settimane il nome di Erica Roma è stato al centro di polemiche, accuse e prese di posizione spesso molto aspre. Nel frattempo, subodorata l'assenza di volontà politica di una riconferma, l'ex Presidente Rocky Malatesta ha provveduto a ricollocarsi, accettando la proposta da parte del Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini di Presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Bari Intanto Eirca Roma aveva pubblicamente difeso il proprio curriculum (cosa che a nostro avviso non avrebbe dovuto fare), ricordando il percorso accademico e il master in sviluppo sostenibile e gestione delle aree protette, oltre alle proprie esperienze amministrative e istituzionali. Il clima si è ulteriormente deteriorato fino a sfociare nel definitivo passo indietro annunciato dalla stessa Erica Roma alla fine di Aprile, una rinuncia sofferta, maturata - come spiegato dalla diretta interessata - per senso delle istituzioni e per evitare che il suo nome continuasse ad alimentare divisioni e contrapposizioni politiche. In una lunga nota, Erica Roma ha parlato di attacchi personali, pressioni e violenza psicologica subita nel corso dei mesi precedenti, denunciando un clima diventato ormai insostenibile. La professionista aveva descritto la candidatura come un sogno nato dall’amore per il territorio e dalla volontà di mettere le proprie competenze al servizio della riserva, ma ha infine scelto di ritirarsi per evitare ulteriori tensioni e consentire al Consorzio di uscire dall’impasse istituzionale, ma i più maligni sostengono che il passo indietro le sia stato richiesto espressamente dal Sindaco. La sua rinuncia ha rappresentato uno dei momenti più delicati della recente storia dell’ente, lasciando emergere fratture profonde tra politica, istituzioni e associazioni ambientaliste. Con la nomina di Stefano Convertini, il Consorzio tenta ora di archiviare definitivamente quella fase di scontro e di riportare al centro dell’attenzione la missione principale di Torre Guaceto: la tutela del patrimonio ambientale e naturalistico. Nel suo primo intervento ufficiale, Convertini ha lanciato un messaggio improntato alla responsabilità e alla continuità amministrativa, segno evidente che l'operato del suo predecessore fosse positivo al punto da non giustificarne la rimozione se non per questioni di natura meramente politica. “Assumo questo nuovo incarico - ha dichiarato - con senso di responsabilità e rispetto per questo scrigno ricco di biodiversità ed identità, dallo straordinario valore scientifico. Mi impegnerò con tutto me stesso affinché questo patrimonio, che appartiene a tutti e che tutti dobbiamo proteggere, abbia una gestione stabile in continuità con il grande lavoro che qui si conduce da anni”. Il nuovo Presidente ha inoltre posto l’accento sulla necessità di rafforzare il rapporto tra la riserva e il territorio, coinvolgendo in maniera sempre più attiva le comunità locali e le nuove generazioni. “Faremo di tutto per coinvolgere sempre più la comunità locale nella vita della riserva, soprattutto i giovani. Un giorno spetterà a loro assicurare l’ottimale stato di salute di Torre Guaceto, quindi dobbiamo sensibilizzarli e responsabilizzarli”. Parole che delineano una linea programmatica orientata non solo alla conservazione ambientale, ma anche alla partecipazione sociale e alla costruzione di una nuova cultura della sostenibilità. Dopo mesi di tensioni e incertezze, Torre Guaceto si riavvia verso una fase di stabilità e innovazione.
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