La Lanterna del Popolo

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Lavori sul lungomare di Santa Sabina:

sopravvivere in un mondo al contrario

Installazioni montate al contrario:

le opere eseguite si stanno rivelando più dannose che migliorative

 

© - La Lanterna del Popolo (2026)

di Domenico Basile

Continuano a fare discutere le opere di riqualificazione del lungomare di Torre Santa Sabina e non certo per la bellezza del risultato finale.

Sono infatti molteplici le problematiche riscontrate ed evidenziate da parte della cittadinanza, almeno di quella appartenente alla categoria dei “pensanti”.

La scelta di eliminare l’asfalto per lasciare posto ad una pavimentazione in pietra di Trani  ha comportato un notevole costo, senza produrre apprezzabili risultati se non legati alla novità del materiale usato, che negli ultimi anni sembra andare tanto di moda.

Ma le vere problematiche le si apprezzano scendendo nel dettaglio e nei particolari.

Il progetto infatti ha infatti escluso completamente interventi nell’area ad Ovest dell’antica torre costiera, dove i fenomeni erosivi sono consistenti e dove sarebbe stato necessario prevedere importanti opere di consolidamento e tutela.

In particolare un autentico pugno nell’occhio è rappresentato dalla piazzetta antistante l’edificio della Guardia di Finanza, un piccolo angolo di verde che caratterizzava il centro urbano di Torre Santa Sabina, dove i bambini potevano giocare liberamente, e che invece è stato trasformato in una distesa di pietra di Trani che appare come una assolata cava di pietra.

L’area così trasformata, non fa che contribuire al surriscaldamento della zona e priva la stessa di qualsivoglia attrattiva.

Il verde, sebbene spontaneo, ora ha lasciato spazio ad uno sterile lastricato che non offre alcun tipo di refrigerio, neppure visivo.

A nulla servono i pochi alberelli di Giuda posti a dimora, anche perché sono una scelta azzardata dato che questi alberi detestano l’esposizione ai venti forti, e quella piazzetta è esposta ai forti venti di Maestrale e Tramontana che caratterizzano la nostra zona.

Agli alberi inoltre non è stata data alcuna possibilità di ricevere acqua visto che non sono dotati di un’area non pavimentata adeguata per poter captare le eventuali acque meteoriche.

Sul monumento al pescatore realizzato a latere caliamo una vela pietosa sia sotto il profilo artistico che sotto l’aspetto funzionale.

Forse sarebbe stato più degno non realizzare nulla.

Altra nota dolente è quella rappresentata dalle aree contigue a Via della Torre che non sono state oggetto di un intervento intelligente e lungimirante.

Pessima invece è stata la riqualificazione posta in essere in Via Lago di Bracciano sul lato Est di Torre Santa Sabina dove sono stati spesi un sacco di soldi per realizzare una lunghissima distesa di pietrame che conferisce un senso di profonda aridità all’intera area.

Premesso che Via Lago di Bracciano non necessitava di lavori di riqualificazione, le opere eseguite si sono rivelate essere più dannose che migliorative.

Basti pensare che è stata sufficiente una mareggiata ed una pioggia per evidenziare tutte le criticità.

Il pietrame, non essendo drenante non ha permesso un minimo assorbimento dell’acqua che è andata ad appantanarsi evidenziando una progettualità fallace per quanto riguarda lo smaltimento delle acque.

Infatti, anche qui sotto agli alberi di palma non è stata lasciato uno spazio adeguato non pavimentato per permettere alle piante di ricevere acqua e per consentire uno smaltimento naturale delle acque.

Inoltre oltre all’assurda eliminazione del marciapiede non sono stati previsti adeguati canali di scolo per le acque in eccesso che pertanto stagnano in alcuni punti a causa delle pendenze errate in fase di progettazione e realizzazione.

Vi è poi la ciliegina sulla torta.

Al fondo di Via Lago di Bracciano è stata realizzata un’area di ritrovo con delle sedute in pietra, ed al centro è stato installato un delfino guizzante con il muso che fuoriesce dalla pavimentazione, un’idea molto carina, se non fosse che gli installatori non devono aver mai visto un delfino prima d’ora, poiché hanno installato una delle due sculture ruotata di 180° con il risultato che sembra che il delfino si sia spezzato la schiena in maniera singolare.

Vi è poi tutto il lungomare Est che non è stato oggetto di intereventi e che pertanto rimane “terra di nessuno”.

Ora la domanda nasce spontanea: pur ritenendo il progetto complessivo a dir poco discutibile, oltre che non condiviso con la cittadinanza, chi è il direttore dei lavori incaricato di dirigere questo scempio?

Intervenga a porre rimedio, dove è ancora possibile farlo, e ponga fine a questa disastrosa riqualificazione.