La Lanterna del Popolo

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Rubrica: Un Tuffo nel Passato

a cura di Domenico Basile

Dall'alluvione della California, alla conquista

del Polo Sud, alla scomunica di Fidel Castro

Prosegue con questo numero la rubrica “Un Tuffo nel Passato”, con la quale ricorderemo fatti, avvenimenti e curiosità accaduti 50, 100, 150 e 200 anni fa, di cui la stampa si è ampiamente occupata a suo tempo, e che consentirà di ricordare o apprendere per la prima volta, avvenimenti che sono ormai parte della storia di questi ultimi 2 secoli.

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200 anni fa – Gennaio 1812 nessuna notizia degna di nota

150 anni fa - Il 9 Gennaio 1862 una “tempesta perfetta” di dimensioni bibliche raggiunge la sua massima violenza provocando l’allagamento della California.

Tutto ebbe inizio nella notte della vigilia di Natale del 1861 con una forte pioggia, che sarebbe durata un totale di 45 giorni ininterrotti.

Agli inizi di Gennaio 1862, le valli di Sacramento e San Joaquin erano completamente inondate per circa 500 km di lunghezza e 32 km di larghezza.

In queste valli, proprio il 9 Gennaio 1862, all’apice della sua intensità la pioggia fu tale che l'acqua salì per tutta la giornata al ritmo di 30 centimetri l'ora.

Circa 200.000 capi di bestiame morirono per annegamento, quasi il 90% delle case californiane venne danneggiato dalle inondazioni, ed in alcune zone, le acque raggiunsero addirittura i 50 metri sopra il livello del mare.

Da anni gli abitanti della California sono abituati a pensare al "Big One", il super-terremoto che prima o poi colpirà lo stato americano a detta degli scienziati che studiano la faglia di Sant'Andrea, ma un altro “Big One” potrebbe riproporsi ed è stato definito ARkStorm.

ARkStorm è il modello realizzato dallo U.S. Geological Survey, ottenuto combinando dati relativi ad inondazioni preistoriche avvenute in California e le proiezioni sul cambiamento climatico futuro per produrre uno scenario plausibile su una futura emergenza scatenata da una tempesta di proporzioni bibliche e relative conseguenze sul sistema socio-economico.

La simulazione ha messo in evidenza che tale fenomeno potrebbe causare almeno 3 metri di precipitazioni, inondazioni su larga scala, e danni per oltre 300 miliardi di dollari, con almeno un quarto delle case californiane danneggiate dalla tempesta.

Certamente lo scenario ARkStorm non deve creare allarmismo, ma si è scoperto che eventi di questo tipo avvengono con una certa regolarità, ogni 100-200 anni, senza contare che tempeste simili a quella del 1986, devastanti ma di minore entità, avvengono ogni 50-60 anni.

Considerato lo sviluppo economico e sociale della California negli ultimi 150 anni, le conseguenze di una tempesta come ARkStorm sarebbero appena immaginabili.

100 anni fa - Il 18 Gennaio 1912 il britannico Robert Falcon Scott raggiunge il Polo Sud, ma, purtroppo per lui, con 35 giorni di ritardo rispetto alla spedizione guidata dal norvegese Roald Amundsen con il quale ingaggiò una sorta di gara.

Entrambe le spedizioni partirono nell'Ottobre 1911 dai rispettivi campi base, ma mentre Amundsen e i suoi 4 compagni viaggiarono con sci e cani da slitta, Scott e i suoi utilizzarono pony della Manciuria e motoslitte che si rivelarono ben presto difettose, nonché cani da slitta che nessuno sapeva ben condurre.

La spedizione composta da Scott, Edward Wilson, Edgar Evans, Lawrence Oates e dal tenente Henry Bowers, raggiunse così il Polo Sud 18 Gennaio 1912, ma la delusione fu enorme, quando si resero conto che Amundsen li aveva preceduti.

Sul ghiaccio svettava ancora la bandiera norvegese, lasciata da Amundsen il 14 Dicembre 1911 ed una lettera dello stesso che rivendicava il primato.

La migliore organizzazione della spedizione di Amundsen fu evidente anche (e soprattutto) nel durissimo viaggio di ritorno; se infatti il norvegese era riuscito a percorrere tra le 15 e le 20 miglia al giorno, Scott raggiunse una prestazione massima di 13 miglia al giorno.

Mentre Amundsen riuscì a rientrare al campo base senza difficoltà, per Scott e i suoi il rientro divenne ben presto una lotta disperata per la sopravvivenza.

Il primo che perse la vita nel corso della marcia di rientro fu Edgar Evans che si era infortunato in seguito ad una caduta ed ebbe un crollo fisico e psicologico, poco dopo peggiorarono le condizioni di Lawrence Oates, che resosi conto di avere poche possibilità di sopravvivenza avendo perso un piede per congelamento, ma soprattutto rappresentando un fattore di rischio per gli altri membri della spedizione, abbandonò volontariamente la tenda durante una tempesta di neve, pronunciando le storiche parole: "Sto uscendo, può darsi che rimanga via un po' di tempo".

Il suo corpo non fu mai ritrovato, tranne la sua borsa da viaggio.

Il gesto di Oates, però, fu inutile: i cadaveri degli ultimi 3 membri della spedizione furono trovati intatti 6 mesi dopo, dentro la tenda, ad appena 11 miglia da un grande deposito di viveri allestito appositamente per la loro spedizione.

Rimasero una macchina fotografica e i loro diari nei quali descrissero le sofferenze patite, con la frase di Scott: “Fossimo sopravvissuti, avrei avuto una storia da raccontarvi sull'ardimento, la resistenza e il coraggio dei miei compagni che avrebbe commosso il cuore di ogni britannico… Per l'amore di Dio, abbiate cura delle nostre famiglie”.

I corpi degli esploratori furono sepolti nel punto dove furono trovati dalla spedizione inglese mandata alla loro ricerca: dopo averla calata su di essi, la stessa tenda fu coperta di ghiaccio e sul tumulo venne posta una croce.

Amundsen, insieme a Olav Bjaaland, Helmer Hanssen, Sverre Hassel, e Oscar Wisting, invece arrivò al Polo Sud il 14 Dicembre 1911, 35 giorni prima della spedizione guidata da Scott, ma il successo della spedizione di Amundsen fu reso noto solo il 7 Marzo 1912 dal momento che nessuna delle due spedizioni aveva portato con sé l’ ingombrante telegrafo senza fili, l'unica apparecchiatura che avrebbe consentito loro di comunicare dal Polo Sud.

Ma se la fortuna gli arrise nella spedizione verso il Polo Sud l’appuntamento con la morte era solo rimandato di qualche anno.

Era il 12 Maggio 1926 quando Amundsen riuscì a togliersi lo sfizio di sorvolare il Polo Nord con il finanziatore americano Lincoln Ellsworth e l'italiano Umberto Nobile a bordo del dirigibile “Norge” costruito e guidato dallo stesso Umberto Nobile e dal quale lanciarono sul Polo Nord le bandiere di Italia Norvegia e Stati Uniti.

Ma nel 1928 informato dell'incidente del dirigibile “Italia”, andò generosamente in soccorso dell'esploratore italiano Umberto Nobile e del suo equipaggio, ma il velivolo su cui salì scomparve nel Mare Glaciale Artico senza mai essere ritrovato, nonostante varie ricerche.

50 anni fa – Il 3 Gennaio 1962, Papa Giovanni XXIII scomunica Fidel Castro in ottemperanza al decreto del Santo Uffizio del 28 Giugno 1949 emanato da Papa Pio XII, che vietava ai cattolici di appoggiare la “dottrina del comunismo materialista ed anticristiano”.

Per Fidel Castro, che aveva precedentemente abbandonato la fede cattolica, fu un evento di scarse conseguenze poiché, per sua stessa ammissione, non è mai stato credente, ma lo scopo principale del provvedimento era quello di minare il supporto a Castro tra i cattolici cubani, ma in effetti in cosa consiste la scomunica?

La scomunica è in pratica il massimo provvedimento della Chiesa nei confronti di un battezzato che prevede l’allontanamento, anche fisico, del colpevole dalla comunità dei fedeli a causa di gravi infrazioni alla morale e/o alla dottrina riconosciuta.

La scomunica in passato non è stato solo un atto religioso, ma uno strumento politico: uno scomunicato, infatti, era considerato al pari di una bestia e difficilmente un regnante o un dignitario potevano sopportare tale provvedimento.

Prima della nascita degli stati di diritto, la scomunica aveva gravi effetti sullo scomunicato che perdeva qualsiasi diritto ed era alla mercè di chiunque avesse interesse a perseguirlo: non poteva più richiedere il pagamento dei crediti, poteva essere derubato o ucciso senza che i responsabili ne fossero incriminati, come se si trattasse di una sorta di “belva umana”, traducendosi in una specie di “morte civile”.

Per contenere gli effetti della scomunica, chi la subiva doveva essere in una posizione sociale di alto livello per garantire la propria sicurezza: se un imperatore poteva ignorarla, forte di un potere economico e militare, difficilmente la potevano tollerare i comuni cittadini.

Ne sono un esempio la scomunica dell’Imperatore Enrico IV (1076 - Papa Gregorio VII), di Federico II di Svevia (1227 - Gregorio IX) di Elisabetta I di Inghilterra (1570 - Pio V) o le 3 scomuniche di Vittorio Emanuele II (1870 - Pio IX) per l’annessione dello Stato Pontificio.

Aldilà dei casi più recenti (vedi Marcel Lefebvre o Emmanuel Milingo), i motivi per essere scomunicati possono essere vari: profanazione delle ostie consacrate, violenza contro il Papa, consacrazione di un altro vescovo senza mandato pontificio, violazione del segreto della confessione, complotto contro la chiesa, ricorso all’aborto, apostasia, eresia, scisma, simonia o imbrogli elettorali in conclave, oltre a quelle comminate dagli organismi ecclesiali

Il decreto in forza del quale venne scomunicato Fidel Castro, chiamato “Scomunica ai Comunisti”, emanato il 1° Luglio 1949, è ancora oggi in vigore.

Sui manifesti affissi nel 1949 dalle varie curie vescovili era riportato il testo seguente.

“E’ peccato grave: iscriversi al partito comunista o dare ad essi appoggio, favorirlo in qualsiasi modo specie col voto, pubblicare, diffondere o leggere libri, periodici, giornali o volantini che sostengono la dottrina e la prassi del comunismo o collaborare in essi con degli scritti, appartenere ad organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, CGIL, etc...

Chi, iscritto o no al partito comunista, ne ammette la dottrina marxista atea ed anticristiana è apostata dalla fede e scomunicato, e quanto detto per il Partito Comunista deve estendersi agli altri partiti che fanno causa comune con esso.

Non sono ammessi ai sacramenti i fedeli che compiono consapevolmente e liberamente gli atti di cui sopra, né si può ricevere l’assoluzione se non si è pentiti e fermamente disposti a non commettere più tali peccati.

Il signore illumini e conceda ai colpevoli in materia tanto grave il pieno ravvedimento poiché è in pericolo la stessa salvezza dell’eternità”.

Nel Novembre 1996 Fidel Castro andò a Roma, in occasione dell’incontro mondiale sull’alimentazione promosso dalla FAO, e in Vaticano incontrò Papa Giovanni Paolo II che, il 21 Gennaio 1998, contraccambiò la visita ed andò a Cuba.

Pochi giorni prima del suo arrivo Castro, per un accordo preesistente, liberò 106 detenuti, che comparivano in una lista consegnata a Castro dal segretario vaticano Angelo Sodano.

Fidel Castro ricevette Papa Giovanni Paolo II con tutti gli onori, rinunciando per la prima volta alla sua famosa divisa militare, per indossare giacca e cravatta.

Durante la storica visita a Cuba Papa Giovanni Paolo II dichiarò pubblicamente che con il regime di Castro si poteva dialogare in modo costruttivo e definì l’embargo imposto a Cuba “una misura economica ingiusta ed eticamente inaccettabile”.