La Lanterna del Popolo

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Il Sindaco ritira le dimissioni,

ma la crisi è irrisolta e lui è sempre più solo

Massimo Lanzilotti di fronte a un trivio:

foglia al vento, ostaggio di Francesco Leoci o del centrodestra

 

© - La Lanterna del Popolo (2026)

di Domenico Basile

A un soffio dalla scadenza del termine previsto dalla legge, il Sindaco Massimo Lanzilotti ha ufficialmente ritirato le dimissioni dalla carica di primo cittadino rassegnate lo scorso 31 Luglio e adesso è un'anatra zoppa..

La revoca dell'atto è avvenuta durante in seguito ad un incontro con la maggioranza svoltosi il 20 Agosto 2026, ponendo fine a 20 giorni di incertezza politica che avevano messo a rischio la continuità amministrativa della città.

"Ho scelto di ritirare le mie dimissioni da Sindaco", ha dichiarato Massimo Lanzilotti, dicendo che si tratta di una "decisione maturata con grande senso di responsabilità, pensando prima di tutto ai cittadini e alla città".

Il sindaco afferma inoltre di aver "ascoltato le preoccupazioni, le difficoltà e le tante richieste" che gli sono state rivolte in queste settimane, nonché l'"affetto e la vicinanza" dimostratagli da parte della cittadinanza carovignese.

La revoca arriva poche ore dopo la nota del gruppo consiliare "Adesso", che invitava in maniera esplicita a ritirare le dimissioni dicendo "auspichiamo che il Sindaco Massimo Lanzilotti possa riconsiderare la propria decisione e ritirare le dimissioni anche alla luce della nostra proposta di un punto di sintesi tra le diverse forze politiche di maggioranza".

Un appello che aveva trovato eco anche negli altri gruppi consiliari - Ripartiamo dal Futuro, Carovigno Unita e Gruppo Misto - i quali, pur esprimendo "forte insoddisfazione" per l'esito dei recenti tavoli di confronto, avevano chiesto comunque il "ritiro delle dimissioni per scongiurare il commissariamento dell'ente".

Però, nonostante il passo indietro, Il Sindaco Lanzilotti mantiene una linea di estrema prudenza e non nasconde che la crisi politica sia ben lontana dall'essere risolta.

"Sarebbe però sbagliato nasconderci dietro facili entusiasmi - ha dichiarato il Sindaco Massimo Lanzilotti - i problemi all'interno dei gruppi politici non sono ancora risolti e restano questioni importanti da affrontare con serietà, chiarezza e senso di responsabilità".

Il riferimento è alle "rilevanti criticità" ancora da sanare per poter definire una visione programmatica chiara per il periodo compreso tra Settembre 2026 ed Aprile 2028, quando scadrà il mandato amministrativo.

Secondo il Sindaco le tensioni che avevano portato alle dimissioni avevano eroso il "clima di fiducia e di collaborazione indispensabile per governare con efficacia".

All'atto delle dimissioni il Sindaco Massimo Lanzilotti aveva denunciato "prevaricazioni nel rispetto dei ruoli istituzionali" e il prevalere degli "egoismi", affermando di non poter "fare il Sindaco a metà".

Tuttavia, oggi sembrerebbe prevalere la logica dell'emergenza istituzionale.

Lanzilotti ribadisce che il suo impegno "non può essere condizionato dalle difficoltà della politica" e che al centro del progetto devono tornare "i cittadini, i loro bisogni, le loro preoccupazioni e il futuro della nostra città".

"Riparto da qui - ha concluso il Sindaco - con la consapevolezza delle difficoltà esistenti, ma anche con la volontà di cercare, ancora una volta, una strada possibile".

La situazione odierna però è molto particolare.

Il Sindaco ha diverse possibilità di fronte a sè.

La prima possibilità sarebbe quella di continuare ad essere Sindaco della città, ma in balìa degli eventi, cioè non avendo alcuna certezza sull'esito delle votazioni in giunta e in consiglio comunale, una prospettiva davvero poco rassicurante.

La seconda possibilità sarebbe quella di appiattirsi verso le posizioni del gruppo "Adesso", diventando un Sindaco a metà, ovvero offrendo il ruolo di Sindaco effettivo al dominus Francesco Leoci che disporrebbe pienamente dei propri poteri a piacimento.

La terza possibilità sarebbe quella di ricercare un appoggio politico e programmatico nello schieramento di opposizione tra i consiglieri del centrodestra, sancendo così la definitiva rottura dei rapporti con i suoi ex alleati.

La prima soluzione lo vedrebbe fragile come una foglia al vento.

La seconda soluzione lo vedrebbe succube della volontà di Francesco Leoci.

La terza soluzione lo vedrebbe costretto a dover ascoltare il pensiero e condividere le iniziative del centrodestra carovignese.

Forse delle tre soluzioni la terza è decisamente la migliore, sempre che fra le parti sia possibile trovare una convergenza programmatica che possa traghettare degnamente Carovigno fino alle elezioni previste per Aprile 2028.

Oltre a ciò, ovviamente il primo passaggio indispensabile sarebbe quello di procedere alla revoca del Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci, atto necessario per fargli perdere la spocchia e relegarlo nel più umile ruolo di umile e semplice consigliere comunale.

Il secondo passaggio impone ovviamente un logico rimpasto della giunta che veda l'estromissione di tutti gli Assessori in quota al gruppo Adesso e la loro sostituzione con nuovi Assessori in quota al centrodestra.

Tale operazione potrà contribuire in maniera significativa al ridimensionamento politico di Francesco Leoci che abbinato a quello del fratello Alessandro Leoci non potrà che portare il movimento Adesso alla sua reale dimensione e portata e che nel 2028 permetterà di poter assistere ad elezioni comunali più equilibrate e si spera più limpide per la cittadinanza.