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La Lanterna del Popolo |
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Contro il caro carburanti occorrono azioni forti, efficaci e risolutive L'acquisizione di un distributore da parte dell'ente comunale potrebbe rivelarsi una soluzione al problema
© - La Lanterna del Popolo (2026) di Domenico Basile Uno dei maggiori problemi con cui gli italiani devono fare i conti da qualche tempo a questa parte è il caro carburanti. Da Nord a Sud della penisola il prezzo del diesel e della benzina ha raggiunto livelli a dir poco insostenibili per le famiglie italiane. Il governo dal canto suo non ha diminuito l'IVA, nè tanto meno le accise dei carburanti, benchè più volte promesso in campagna elettorale. La colpa del caro carburanti viene ufficialmente attribuita alla guerra tra Stati Uniti ed Iran ed in particolare alle tensioni sullo stretto di Hormuz attraverso il quale transita oltre un terzo della produzione petrolifera mondiale. A tutto ciò vanno ad aggiungersi le speculazioni da parte delle società petrolifere. In questo tourbillon fatto di guerre, accise ed aumenti fuori controllo gli italiani possono davvero poco o nulla. L'unica possibilità per limitare il salasso è quella di limitare gli spostamenti in auto allo stretto indispensabile, sempre nei limiti del possibile. Eppure c'è qualcuno in Italia che ha avuto davvero una brillante idea. E' il caso di quanto avviene nel comune di Valle Castellana dove la benzina non la vende l'Eni. Infatti in questo borgo di appena 800 abitanti nel Parco del Gran Sasso, l'unico distributore presente stava per chiudere, così il Comune di Valle Castellana ha fatto una cosa insolita, forse addirittura folle: l'ha acquistato, ed oggi lo gestisce direttamente, senza alcun margine di profitto. Il risultato è che la benzina viene venduta ad 1,75 euro, e il diesel viene venduto a 1,89 euro. Fino a - 30 centesimi al litro rispetto a tutti gli altri distributori di carburanti. Non si tratta di una politica comunista, ma una azione di semplice sopravvivenza. Quando perdi l'ultimo distributore, rischi di perdere un pezzo di futuro e la gente se ne va. Oggi per fare benzina in questo distributore arrivano da Teramo, da Ascoli Piceno, da numerose località di montagna. Gli incassi sono passati da circa 75.000 euro ad oltre 500.000 euro in un anno. Si tratta di un servizio essenziale e a volte per difenderlo devi sporcarti le mani di benzina. Indubbiamente a conti fatti questo potrebbe essere un modello pilota da copiare in tutte le altre località italiane. Immaginate il beneficio economico per gli automobilisti, ma anche il ritorno economico che potrebbe derivarne per tutti i comuni che dovessero optare per l'acquisto di un distributore di benzina, che potrebbero fare cassa con la vendita dei carburanti piuttosto che con i famigerati autovelox. Sindaci d'Italia riflettete e prendete esempio, chissà che questa iniziativa non possa traghettare il vostro comune fuori dalle paludi.
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