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La Lanterna del Popolo |
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Il Sindaco piega la testa e accetta le condizioni dettate da Leoci o viceversa? Opposizione furente per il silenzio del Sindaco e del Presidente Leoci sui veri motivi della ricomposizione
© - La Lanterna del Popolo (2026) di Domenico Basile Si è finalmente giunti al consiglio comunale del 29 Settembre, un consiglio particolarmente atteso dalla cittadinanza perché era il primo dopo il ritiro delle dimissioni presentate dal Sindaco Massimo Lanzilotti il 31 Luglio scorso. Ci si aspettava che la questione fosse posta all’ordine del giorno, magari per un consiglio comunale monotematico, ed invece nulla. Ci si aspettava che prima dell’inizio dei lavori i protagonisti di questa alterna vicenda, il Sindaco Massimo Lanzilotti e il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci prendessero la parola per spiegare l’accaduto e fornire i rispettivi punti di vista, ma nulla di ciò è accaduto, anzi volevano passare oltre come se nulla fosse accaduto, così è toccato all’opposizione aprire le danze per provare a sollevare questo velo di silenziosa omertà. E’ così intervenuto il consigliere Vincenzo Radisi. “Al termine della seduta del 31 Luglio 2026 il Sindaco ha detto che è stato “calpestato”, che è stata resa “impossibile la prosecuzione del mandato elettorale”, ha parlato di “giochetti”, di “prevaricazioni nel rispetto dei ruoli istituzionali”, del “prevalere di egoismi”, che è venuta meno la possibilità di “amministrare serenamente e responsabilmente”, che l’attività è stata progressivamente “paralizzata da contrasti interni, da personalismi marcati” ... ovviamente tutto virgolettato ... ha parlato di “equilibri mutevoli”, di “veti incrociati” di “pressioni continue”, che l'interesse generale deve essere “subordinato alle pressioni di un gruppo o di qualche consigliere”, di “progressivo deterioramento dei rapporti politici” volti allo scontro e non alla collaborazione. Queste sono le dichiarazioni contenute nelle dimissioni del Sindaco poi revocate il 20 Agosto. A 60 giorni dalle sue dimissioni del 31 Luglio scorso noi non abbiamo avuto pubblicamente alcun riscontro dei motivi che hanno indotto il Sindaco e l'amministrazione a ritornare insieme per portare avanti il mandato elettorale. Per non parlare del comunicato del gruppo “Ripartiamo dal Futuro” nel quale si dice che “il consigliere Francesco Leoci non sa fare il Presidente del Consiglio perchè abbandona l'aula e se ne va durante una seduta consigliare”, e quindi non è in grado di ricoprire il ruolo istituzionale che gli è stato assegnato. Credo che tutti i cittadini di Carovigno abbiano il diritto di conoscere. In campagna elettorale avete detto che dietro di me c'erano persone che imponevano le linee direttive della campagna elettorale nella persona del Senatore Vittorio Zizza. Forse non conoscete il vostro interlocutore perchè io non mi sono mai fatto condizionare da nessuno. Capisco che screditare una persona per bene per voi era l'unico modo per vincere le elezioni, ma ciò che mi da fastidio è che i dissidi che accadono all'interno di una maggioranza vorreste addebitarli all'opposizione. A Carovigno si è detto perfino che l'opposizione volesse mettere contrasti nella maggioranza per creare tensioni per far cadere l'amministrazione. Ma quando mai io o qualche consigliere di maggioranza in tutti questi giorni ha mai interloquito con il Sindaco o con la maggioranza? Dal 31 Luglio non abbiamo avuto alcun tipo di dialogo con nessuno di loro. Era uscita fuori perfino la notizia che era stato fatto il rimpasto con i gruppi di opposizione, che avevamo 2-3 Assessori, più il Presidente del Consiglio, il Vice Sindaco, etc. Se qualcuno dell'opposizione vi ha contattato alzatevi e ditelo pubblicamente, altrimenti cancelliamo questa barzelletta dall'immaginario collettivo della popolazione. Avete recuperato i rapporti? Bene! Avete trovato un equilibrio interno? Benissimo! Ma abbiate il coraggio di dire che dopo tutto quello che vi siete detti e scritti, avete trovato un equilibrio, volete continuare ad amministrare insieme a Francesco Leoci, mentre gli altri sono persone immorali, squallide, che non capiscono come si fa la politica, e questo risponde ad un principio della coscienza morale. Prendiamo atto che ad oggi vediamo seduti davanti a noi gli stessi assessori, auguri per voi, quindi probabilmente avete aggiustato anche il problema delle poltrone. Mi auguro di non essere stato scorretto e inopportuno nei confronti di nessuno di voi. Vorrei che chi di ragione, però, ci rispondesse ed esponesse le motivazioni del ritiro delle dimissioni”. La richiesta però è caduta nel vuoto e nessuno, né il Sindaco, né il Presidente del Consiglio Leoci, benché sollecitati, hanno inteso rispondere. E’ poi intervenuto molto brevemente il consigliere Mario Semeraro nel tentativo di pungolare l’amministrazione comunale. “Visto che il Sindaco aveva detto che non poteva fare il Sindaco al 50%, volevo capire se sono cambiate le percentuali: se per esempio adesso ha ceduto delle percentuali al Presidente Leoci o se ha aumentato le sue percentuali, e al tempo stesso chiedo al Presidente del Consiglio Comunale che cosa avete chiarito, perchè ci sono state delle dimissioni in bianco, ma alla cittadinanza e al consiglio comunale non avete detto nulla e non sappiamo cosa avete aggiustato o in che cosa vi siete chiariti, per cui fate capire anche a noi cosa è cambiato n questi 60 giorni”. Anche in questo caso gli amministratori comunali sono rimasti sordi a questa sollecitazione. Ha pertanto chiesto di intervenire il consigliere Cosimo Santacroce. “Anche a me suona molto strano quello che è successo negli ultimi 60 giorni. Il Sindaco è venuto in consiglio comunale e ci ha detto di tutto: che faceva il mezzo Sindaco, che subiva delle pressioni, che non riusciva ad amministrare, ci ha detto anche alcune cose al limite di denuncia, e che forse, prima che in consiglio comunale, forse avrebbe dovuto riferirle alle autorità preposte. Abbiamo assistito allo show dei capigruppo Nico Petrosillo (“Ripartiamo dal Futuro”) al consigliere Vittorio Alberti (“Adesso”) a suon di comunicati. Per vie traverse abbiamo sentito che il Sindaco si è fatto 20 giorni di ferie pensando a tutto fuorchè cercare una soluzione, ma allora cosa è cambiato in questi 20 giorni di Agosto? Assolutamente nulla. Abbiamo lasciato Carovigno per 20 giorni senza un Sindaco, senza che si programmasse nulla di nulla. Arrivata la scadenza, come se si trattasse di un mutuo, ha ritirato le dimissioni con quelle 4 righe di un comunicato molto leggero, nel quale ha scritto di aver ritirato le dimissioni per una questione di responsabilità, ma senza aver risolto nulla con gli altri gruppi consigliari, sintomo che i problemi che c’erano il 30 Luglio ci sono ancora. Presidente Leoci, lei è stato l'artefice di questa crisi. Ho voluto evidenziare le cose gravi che il Sindaco ha affermato, ed ho riempito 2 pagine senza lasciare un rigo in bianco perchè ogni accusa era più grave dell'altra. Lei Presidente Leoci come l'ha presa questa cosa? E lei capogruppo Alberti, voi siete stati il male di questo paese, e non lo dico io, lo dice il Sindaco”. All’ennesima sollecitazione il Presidente Leoci ha cercato di zittire il consigliere Cosimo Santacroce, prevaricandolo con la sua voce grezza ed arrogante, intimandogli di moderare i termini (anche se non c’erano termini da moderare), al che ha ripreso la parola il consigliere Radisi sottolineando che erano state poste domande precise al Sindaco e al Presidente Leoci, dicendo “se volete potete anche non risponderci, ma non mi sembra che abbiamo chiesto nulla di strano, se poi non volete risponderci prenderemo atto che non volete rispondere ma credo che dovreste farlo per una questione di correttezza e di rispetto nei confronti di chi sta ponendo delle domande senza ricevere nemmeno una risposta”. A questo punto ha chiesto la parola il consigliere Vittorio Alberti capogruppo del gruppo “Adesso” che ha dato lettura di uno scritto. “Abbiamo sostenuto il Sindaco Massimo Lanzilotti e continueremo a sostenerlo. Lo abbiamo detto quando le cose andavano bene e lo abbiamo dimostrato anche nel momento più difficile, quando il Sindaco ha presentato le proprie dimissioni. Nel nostro percorso politico abbiamo espresso le nostre valutazioni e le abbiamo sottoposte a confronto politico al Sindaco, anche se le nostre posizioni non sono state accolte. La nostra fiducia nell'amministrazione Lanzilotti non è mai venuta meno e abbiamo continuato a garantire il nostro sostegno al Sindaco. Questo per noi significa leale collaborazione. Il nostro gruppo ha sempre espresso pubblicamente piena condivisione nell'azione del Sindaco con continuità e lealtà, perchè il programma elettorale deve sempre rimanere la bussola dell'amministrazione. Questa nostra linea non è mai cambiata. La nostra posizione è sempre stata quella di ricercare il confronto, trovare una soluzione alle difficoltà e mettere al centro l'interesse della città. Successivamente alle dimissioni il gruppo consiliare "Adesso" ha sempre cercato una soluzione. Abbiamo partecipato alle riunioni di maggioranza del 14 e 18 Agosto, e il 19 Agosto abbiamo formalmente chiesto il ritiro delle dimissioni confermando la nostra piena e totale collaborazione e la nostra disponibilità al Sindaco nel rispetto dei ruoli e degli equilibri delle diverse forze politiche. Il nostro obiettivo è stato sempre quello di tutelare il mandato ricevuto dagli elettori, sostenere il Sindaco e portare avanti il programma con il quale ci siamo presentati alla città. Non abbiamo mai voluto arrivare al punto in cui una amministrazione scelta dai cittadini potesse interrompere il proprio percorso per una crisi politica. Il Sindaco ha ritirato le dimissioni e oggi abbiamo una responsabilità precisa, non sprecare questa possibilità. Le difficoltà politiche si affrontano, le differenze si discutono, ma il mandato ricevuto dai cittadini va rispettato. Lavoreremo pertanto affinchè questa amministrazione possa arrivare alla naturale conclusione del proprio mandato”. Ha quindi chiesto di poter intervenire il Consigliere Cosimo Santacroce. “Mi aspettavo alla fine “distinti saluti”, “saluti a casa”, “saluti a mamma”, ma lei sta leggendo qualcosa che le hanno scritto, ma che evidentemente non ha compreso. "Abbiamo sostenuto il Sindaco": forse non ha capito che il Sindaco ha detto che non lo state sostenendo. Ha parlato di "leale collaborazione", ma il Sindaco ha detto che non ci sta più a giochi e giochetti. Ha parlato di "rispetto dei ruoli", ma il Sindaco ha detto che il suo ruolo viene calpestato. Le sto ripetendo questo così prende coscienza di quelle che dice. Ha parlato di "confronto", ma il Sindaco ha detto che non c'è più un confronto leale con il gruppo "Adesso". Ha parlato di "interessi della città", ma il Sindaco ha parlato di "personalismi". Ha detto "senza ostacolare", ma il Sindaco quando si è dimesso ha detto “in queste condizioni sono impossibilitato a fare il Sindaco”. Dica a chi le ha scritto quei 4 fogli che il consiglio comunale è una cosa seria. Quei fogli sono scritti 20 giorni fa e ad oggi non vanno più bene, se li faccia aggiornare”. Ma neanche questi rilievi hanno smosso nulla, così ha chiesto di intervenire il consigliere Toni Barella. “Il 31 Luglio non è stata l'opposizione a descrivere la crisi nella maggioranza, ma il Sindaco. Non siamo stati noi a parlare di “personalismi”, “contrasti interni”, “pressioni”, “veti incrociati” e “deterioramento dei rapporti politici”. Non siamo stati noi a parlare di “paralisi dell'azione amministrativa”, l'ha fatto il Sindaco, e lo ha fatto nel momento più solenne, cioè al termine di un consiglio comunale. Sindaco lei disse che non poteva fare il “Sindaco a metà”, che un Sindaco “non può essere ostaggio di equilibri mutevoli”, di “veti incrociati” e di “pressioni continue”. Lei Sindaco questa sera deve dirci quali sono le pressioni continue, che ha ricevuto, e se ha denunciato tali fatti agli organi competenti. Non c'è niente da ridere Sindaco. Disse che erano venute meno le condizioni minime di “leale collaborazione”, poi sono trascorsi 20 giorni e le dimissioni sono state ritirate. Allora c'è una domanda politica per la quale questa città ha diritto di ricevere una risposta: cosa è cambiato? Vogliamo sapere cosa è accaduto, quali veti sono caduti, quali pressioni sono cessate, quali personalismi sono scomparsi, quali contrasti sono stati risolti. Quando lei ha ritirato le dimissioni, lei stesso ha riconosciuto che i problemi all'interno dei gruppi politici non erano ancora risolti, ma se i problemi non erano risolti allora che cosa ha determinato il cambiamento? Carovigno deve saperlo perchè le dimissioni di un Sindaco non possono trasformarsi nella parentesi di 20 giorni di cui poi nessuno ne deve più parlare. Presidente Leoci, anche a lei credo vadano rivolte delle domande politiche e istituzionali. Lei è Presidente del Consiglio e dovrebbe rappresentare una garanzia istituzionale per l'intero consiglio. Ritiene che il modo in cui è stata gestita questa crisi abbia rafforzato o indebolito la credibilità del consiglio comunale? Ritiene di aver garantito fino in fondo quella funzione di equilibrio istituzionale che il suo ruolo richiede? E soprattutto quale è stato il suo ruolo politico nella crisi che ha portato il Sindaco alle dimissioni? Comunque dopo settimane di scontro è arrivato il bacio di Giuda della politica carovignese. Se invece si è trattato di una vera ricomposizione politica, dovete spiegare quale accordo politico avete raggiunto, quali impegni sono stati assunti. La trasparenza politica non consiste nel dire che si è fatto pace, ma nel dire su cosa si è fatto pace. Sindaco, questa non può essere la stagione del facciamo finta che non è successo niente: è successo ed è successo moltissimo. Un Sindaco si è dimesso accusando la propria maggioranza, una maggioranza si è divisa, sono state pronunciate parole durissime, poi la maggioranza si è ricomposta, il Sindaco ha ritirato le dimissioni ma ha anche dichiarato che i problemi non erano stati risolti. Concludo Sindaco, il problema non è che lei abbia ritirato le dimissioni, ne aveva tutta la facoltà, il problema è che lei ha descritto pubblicamente una situazione gravissima ma ha deciso di continuare ad amministrare pur dichiarando che i problemi che l'avevano determinata non erano ancora risolti. Presidente, anche lei deve scendere dallo scranno e chiarire in questa crisi quale ruolo abbia avuto”. Il Presidente Leoci è nuovamente intervenuto facendo la voce grossa per zittire il consigliere Barella, quando finalmente il Sindaco Massimo Lanzilotti decide di intervenire. “A Luglio ho detto tante cose. Ho detto che siamo stati fermi, ed è vero, perchè noi siamo abituati sempre a correre, a correre molto, e in questo periodo di sole e di mare qualche soddisfazione ce la siamo tolta. Le mie dimissioni sono state una scelta difficile, maturata in un momento politico complesso, e in tutti quei giorni ho ascoltato soprattutto la città, le molte persone che mi hanno chiesto di non fermarmi e di portare avanti gli impegni assunti, e un Sindaco deve saper ascoltare, ed è anche per questo che il 20 Agosto ho deciso di ritirare le mie dimissioni, non per una questione personale non per difendere una posizione, ma perchè ho il dovere di portare a compimento il mandato ricevuto dai cittadini. Abbiamo problemi da affrontare e opere da completare, e questo deve tornare ad essere il centro della nostra azione amministrativa. Nessun accordo, ma solo maturità e responsabilità verso la città. Lo dico con chiarezza, le difficoltà politiche che abbiamo attraversato sono state reali, non le nascondo e sarebbe un errore sottovalutarle. Le differenze sono legittime, anche la critica è parte della democrazia, nulla però può pesare sulla vita della nostra città. Non ho chiesto a nessuno di rinunciare alle proprie idee, ma il tempo che abbiamo davanti non è il tempo delle polemiche ma delle decisioni, dei cantieri, delle opere e dei servizi. Voglio arrivare in fondo al mandato dicendo ai cittadini che abbiamo mantenuto fede alla parola data. Ecco perchè il ritiro delle mie dimissioni è stata una scelta di responsabilità. Ringrazio tutti i cittadini che in quei giorni mi hanno scritto, fermato, chiamato e chiesto di continuare. Ho ascoltato quella voce e quella voce ha contribuito alla mia decisione. Non prometto che sarà facile, ma prometto che ci sarò fino all'ultimo giorno per lavorare e mantenere gli impegni presi con questa città”. Puntuale è giunta la replica da parte del consigliere Vincenzo Radisi. “Sindaco io la considero intelligente perchè lei dalla sua parte ha detto quello che poteva dire, ma in quest'aula serviva un chiarimento netto. Se ci fosse stata la "leale collaborazione" che professate voi non si sarebbe arrivati a questo. Se poi volete venire qui ad imbrogliare i cittadini e far credere che volete il bene comune è un’altra cosa, ma qui credo che ci stiamo prendendo in giro. Vogliamo nascondere che il Presidente del Consiglio aveva chiesto un assessorato in più? Era uscito su tutte le testate giornalistiche che la vittima sacrificale doveva essere l'Assessore Francesco Monna. Potevate dire di aver fatto delle pressioni al Sindaco senza riuscire ad ottenere quanto richiesto, perchè il Sindaco non ha tolto il Vice Sindaco Antonio Camporeale, e poi abbiamo raggiunto un accordo che porta al bene della collettività, dove il bene della collettività secondo quello che vorreste farci credere è che tutto va bene. Io non sono per nulla soddisfatto delle risposte del capogruppo di “Adesso”, e prendo atto delle risposte del Sindaco che ha sviato da quelli che sono i fatti veri”. Ha quindi chiesto di intervenire nuovamente anche il consigliere Cosimo Santacroce. “Sindaco noi vorremmo capire qual è la situazione politica in questo paese, perchè lei ci ha detto tutto, ma non ci ha detto niente. Lei nelle sue dimissioni ha fatto affermazioni molto gravi. Io vi chiedo di essere chiari su ciò che è accaduto e su come vi siete messi d'accordo. Io sono d'accordo con lei: un uomo non può fare il Sindaco al 50%, ma non mi fate pensare che il Sindaco lo può fare un mezzo uomo, per cui le chiedo di mettere a verbale la verità su tutto”. Il Presidente Leoci a questo punto è intervenuto e ne è scaturito un mezzo putiferio, sempre provocato dall’arroganza e in questo caso anche dalla scarsa cultura dialettica dello stesso. Solo il saggio intervento difensivo del consigliere Radisi è riuscito a placare gli animi e riportare la calma in aula, pur dimostrando ancora una volta che il consigliere Francesco Leoci non è affatto in grado di ricoprire il ruolo di garanzia del Presidente del Consiglio Comunale. Ha quindi chiesto ed ottenuto di poter intervenire il consigliere Francesco Lotesoriere. “Presidente, sono sempre più fermamente convinto che lei sappia gestire proprio bene questo consiglio comunale. Le ricordo che quando il suo consigliere Domenico Saponaro si è messo come un mitragliatore ad offendere, il mio consigliere di gruppo Antonio Barella, in un consiglio comunale precedente lei non si è permesso di alzarsi per fare quello che ha fatto oggi. Quindi sono sempre più convinto che quella mozione di sfiducia nei suoi confronti, se prima valeva 10 oggi vale 1000, perchè lei da quella lezione non ha imparato proprio niente rispetto a ciò che avevamo scritto su quella mozione. Il Sindaco è stato riempito di complimenti stasera, io più che intelligente lo definirei furbo. Quello che è accaduto con questa crisi flash ha lasciato in noi qualcosa di indelebile e ci ha dato maggiori certezze e maggior consapevolezza di quella che è la politica a Carovigno. Io in questi giorni ho provato anche rabbia. A un certo punto mi sono chiesto: perchè una persona a Carovigno debba investire tutto quello che ha per entrare in consiglio comunale. Ho iniziato a pensare di giustificare la busta della spesa, il buono di benzina, il voto di scambio, la 50, la 100 euro, poi ti accorgi che questi sono i fatti e mi sono chiesto ancora: perchè un candidato consigliere dovrebbe investire su di sé migliaia di euro per essere eletto per guadagnare soltanto 60 euro lordi l'anno. Forse perchè come dice una nota pubblicità “il bene comune non ha prezzo”. Diceva bene chi diceva: "Il potere logora chi non ce l'ha", ma meglio ancora "Il potere logora chi lo ha perduto", e lei Sindaco, appena si è sentito mancare il terreno sotto i piedi si è sentito logorato, e in meno di 24 ore ha preso la dignità, la sua parola d’onore e tutti i suoi slogan e li ha gettati via perchè doveva correre a riprendersi il potere. Che cosa dovrebbe risollevare le sorti di questo paese, la spartizione delle poltrone? Siete il male di questa città, e avete pure l'arroganza di pensare che i carovignesi siano stupidi. Potete fare quello che volete, baciatevi, abbracciatevi, fate affari insieme, ma non prendete in giro i cittadini di Carovigno. Da questa vicenda c'è chi ne esce rafforzato, come il Presidente Leoci, e chi ne è uscito totalmente sconfitto. Nel ritirare le dimissioni però il Sindaco ha detto una cosa molto importante, e cioè che i problemi all'interno dei gruppi politici non erano risolti e che restavano questioni importanti da affrontare con serietà, chiarezza e senso di responsabilità. Oggi a 2 mesi dalle dimissioni quei problemi sono stati risolti? Da questa domanda sarebbe dovuto partire oggi il consiglio comunale. Vogliamo sapere se esiste una maggioranza politica coesa, e con essa una prospettiva amministrativa futura. E soprattutto vogliamo sapere se la crisi è stata davvero superata o soltanto congelata, perchè sono 2 cose completamente diverse. Io non sono qui per contestare al Sindaco il fatto di aver cambiato idea. Un amministratore può riflettere, anzi, deve riflettere, può decidere di ritornare su propri passi, può ritenere che il suo dovere verso la cittadinanza sia quello di continuare, e questo lo rispettiamo, ma proprio perchè ha scelto di rimanere gli chiediamo una cosa molto semplice: ci dica che cosa è cambiato, e quali garanzie politiche ha ricevuto, e se i problemi che l'avevano portato a dire che non poteva fare il Sindaco a metà non esistono più, perchè se quei problemi esistono ancora bisogna avere il coraggio di dirlo. Quindi oggi le chiedo anche che cos'è il bene comune? E' mantenere in piedi una maggioranza, è arrivare a fine mandato, o quello di evitare una crisi? Sindaco lei nel 2017 quando era all'opposizione parlava di "schiena dritta", di "testa alta" e di "parole d'onore", sono parole forti, ed io oggi non voglio usarle contro di lei, ma il vero valore di quelle parole si vede quando arrivano le difficoltà. La città non può vivere di crisi cicliche, chiedendoci ad ogni consiglio comunale se la maggioranza sarà ancora quella del consiglio precedente. Amministrare non significa avere potere, caro Presidente, significa avere responsabilità, significa rappresentare tutti. Chiediamo responsabilità nei confronti dei cittadini, nei confronti dei conti pubblici, nei confronti del territorio e delle generazioni future. Torno quindi alla domanda iniziale: i problemi politici che hanno determinato le sue dimissioni sono stati risolti, si o no? La città non può sopportare di stare nell’incertezza permanente”. A questo punto il Sindaco Massimo Lanzilotti è intervenuto solo per fare una piccola precisazione. "Quando dico che voglio arrivare alla fine di questo mandato non è una minaccia alle forze politiche di questa maggioranza. Io voglio arrivare alla fine di questo mandato, ma se non ci saranno le condizioni e i presupposti per arrivare a fine mandato qui c'è la Dott.ssa Barletta che certifica gratuitamente gli atti, oppure c'è il notaio che può raccogliere le dimissioni della maggioranza più uno dei consiglieri". In buona sostanza il Sindaco ha così voluto lanciare un messaggio alla maggioranza neanche troppo velato, lasciando intendere che da parte sua c'è la volontà di volr proseguire fino a fine mandato, ma se ai consiglieri di maggioranza non dovesse stare bene, sono liberi di sfiduciarlo in qualsiasi momento. Ha quindi chiesto nuovamente la parola il consigliere Cosimo Santacroce. Segretaria, a 50 anni abbiamo provata un'altra sensazione: essere tirati per la giacca dalla polizia solo perchè ho detto che questa maggioranza deve chiarire la sua posizione politica. Il Presidente non ha la forza di scendere dallo scranno per dirci qualcosa. Secondo lei che è garante di questa assise si può perdere la democrazia fino a questo punto? In 50 anni non ho mai avuto a che fare con la polizia, coi carabinieri, coi vigili urbani, non mi hanno mai notificato un avviso di garanzia, non mi è mai stata ritirata la patente... Io sono una persona sana, una persona per bene e questa sera mi è stata sottratta la democrazia. Segretaria, mi rivolgo a lei perchè questa storia non può finire così. Per quanto riguarda la parte politica ... (il Presidente Leoci ha tentato nuovamente di interromperlo N.d.R.) ... Presidente mi faccia parlare, non stia sempre a prendere il microfono, lo deve prendere quando glielo dico io…" Il Presidente Leoci lo interrompe nuovamente, ma stavolta è la Segretaria Dott.ssa Barletta, che con un cenno quasi impercettibile fa sedere Leoci. "Faccia silenzio e mi faccia finire - riprende il consigliere Santacroce - sto chiedendo al Presidente del Consiglio, nonchè leader del gruppo "Adesso", se per favore ci chiarisce la posizione politica di questa maggioranza perchè questa matassa la dobbiamo sbrogliare, e possiamo farlo soltanto se voi ci dite la verità". Ha quindi chiesto di intervenire la consigliera Antonella Lacamera. "Sinceramente non mi piace non rispondere quando vengo interpellata. Lo ritengo un fatto di buona educazione, ma io rispondo per me e non rispondo per gli altri. E' innegabile che quello che tutto ciò che è stato detto corrisponde alla verità. E' innegabile che io già un anno fa abbia dichiarato delle cose: sono uscita da un gruppo di cui ero capogruppo, rinunciando anche a posizioni differenti, ritrovandomi in una situazione che non sempre è comoda, ve lo posso assicurare, perchè è molto complesso e molto difficile far sentire il proprio contributo, ma mi permette di essere autonoma e di esprimere quello che penso. Forse non sono la persona più adatta con cui interloquire per fornirvi risposte, perchè a riguardo ho già detto ciò che dovevo dire a suo tempo ...... e non ho cambiato idea. Per quanto riguarda la crisi politica sono state dette cose precise e siamo stati chiamati a un senso di responsabilità, lo stesso senso di responsabilità che ci ha suggerito di dare il sostegno al Sindaco. Allo stesso modo è innegabile che il mio sostegno non è mai venuto meno in tante altre occasioni. Avrei potuto fare un colpo di testa e dare anche un assetto diverso, un equilibrio diverso a questa maggioranza, e invece ho deciso di non entrare in nessun gruppo, ma di costituire un gruppo misto che ha una connotazione ben precisa all'interno della maggioranza ma è un gruppo indipendente, così come l'indipendenza e l'autonomia connota sempre il mio pensiero e le mie azioni. Per quanto riguarda la crisi io sono personalmente stata chiamata ad un senso di responsabilità che ho adottato da quando sono rientrata. Come ho detto già in altre occasioni appoggerò ciò che riterrò necessario e opportuno per il famigerato bene di questo paese, e non appoggerò con il mio voto ciò che non riterrò opportuno. Per il resto non cercate di farmi entrare in conversazioni, perchè non ho bisogno di alcun invito, quando devo dire qualcosa la dico senza farmi tanti problemi. Non sono pertanto io che devo rispondere. Io ho già risposto, ho già detto ciò che dovevo dire, ma posso rispondere soltanto per me, non per le inclinazioni degli altri". Il Presidente si è ostinatamente rifiutato di fornire una risposta su i gravi accadimenti dell'Agosto 2026, ed ha quindi nuovamente cercato di passare oltre, ma il consigliere Cosimo Santacroce ha chiesto di intervenire un'ultima volta. "Presidente, se vuole stavolta mi può anche denunciare, ma una maggioranza così falsa, falsa, falsa credo che in Italia ne trova poche. Un consiglio comunale in cui viene tolto il diritto della democrazia è un fatto grave, e l'avete fatto a me, chiedo quindi a tutti i consiglieri di opposizione e anche a qualche consigliere di maggioranza se ha un po' di anima di abbandonare l'aula, così il consiglio comunale ve lo fate da soli. Per me può bastare così, grazie!" Il consigliere Santacroce abbandona l'aula e chiede la parola il consigliere Vincenzo Radisi. "Anche se qualche volta il mio consigliere eccede in situazioni particolari, stavolta anche io, non per una questione di democrazia, ma per una questione di rispetto dei ruoli di maggioranza ed opposizione, abbandonerò l'aula. Se la prenda pure con me, ma io non mi sento garantito da lei come Presidente del Consiglio per tutta una serie di ragioni. Quando in aula vengono mosse delle accuse un Presidente del Consiglio ha l'obbligo di rispondere, e credo che il comunicato letto dal capogruppo del gruppo "Adesso" non possa bastare per rendere chiarezza a chi sta qui e a chi ci ascolta da casa. Infatti se ho sentito ciò che ha detto il Sindaco non ho sentito il suo parere, e siccome ancora oggi lei non è in grado di dirci quella che è la sua posizione personale, non ci vuole rispondere, per me il consiglio comunale si chiude qui. Ci vedremo la prossima volta e farò le mie osservazioni, poi gli altri consiglieri di opposizione facessero come ritengono opportuno". Ha quindi ripreso la parola un'ultima volta il consigliere Francesco Lotesoriere. "Presidente anche noi abbandoniamo l'aula perchè tutti i nodi vengono al pettine, e se alle nostre continue richieste lei continua a fare così, in maniera strafottente come è suo solito, non ci resta che abbandonare l'aula. Ormai abbiamo capito che la maggioranza siete voi e la minoranza siamo noi". Subito il Presidente Francesco Leoci non ha perso tempo per ribattere in maniera caustica: " ... non l'ho deciso io, gli elettori lo hanno deciso!" Il consigliere Lotesoriere ha concluso amaramente dicendo: "Sarebbe bastato scendere da quella poltrona sulla quale si è incollato e dare a tutti noi una spiegazione", dopodichè, come anticipato, ha anch'egli abbandonato l'aula. E' stato davvero un gran brutto spettacolo, uno fra i peggiori consigli comunali della storia citadina. Il Sindaco ha fatto capire che finchè la barca va la lascerà andare, ma il Presidente Leoci è riuscito a collezionare l'ennesima brutta figura dimostrando ancora una volta tutta la sua inadeguatezza.
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