La Lanterna del Popolo

La Lanterna del Popolo Tourist Channel - Il Canale Turistico de "La Lanterna del Popolo"Benvenuti nel Sito Ufficiale de "La Lanterna del Popolo" - Carovigno (BR) - ITALIA

 

 

 

Storia di Carovigno

Carovigno - Castello Dentice di Frasso

Le origini di Carovigno, si perdono nella notte dei tempi, come testimoniano le numerose grotte rese abitabili dalla mano dell'uomo ed i campioni di pietra scheggiata e levigata rinvenuti sul territorio, ma anche da quanto rimane delle antiche mura, dell'acropoli, e dai reperti archeologici rinvenuti nel suo territorio, riconducibili al paleolitico ed al neolitico.

Significativi resti di insediamenti umani, sono tuttora visibili in contrada Carisciola e nei pressi della lama di Mezzaluna.

Sul nome della città le ipotesi sono varie: la più accreditata lo fa derivare dal greco "Karpene", i romani la chiamavano "Corvineum", trasformato poi in "Carbina", quindi "Carvinea" nel periodo medioevale e finalmente nell'attuale Carovigno.

Carbina è il nome della città edificata anticamente sulla collina sovrastante l’attuale territorio del comune di Carovigno, secondo alcune ricerche Carbina sorse al tempo in cui gli Japigi dominavano le nostre terre (circa 1000 a.C.).

Divenne una città fiorente con la civiltà messapica, come dimostra l'importantissimo materiale archeologico esposto nei musei di Egnazia, Brindisi e Taranto, tanto fiorente da meritarsi di essere catalogata fra le 13 città più importanti della Japigia dallo scrittore greco Clearco Solense.

La città di Carbina sorse secondo lo stile delle città greche, ossia composta da 3 cinte murarie concentriche erette intorno alla collina, alla cui sommità vi era l'acropoli (centro in cui si svolgeva la vita politica e religiosa della città).

Nella fascia intermedia si ergeva la città abitata, dove si svolgeva la normale vita quotidiana.

Mentre la terza ed ultima fascia era invece la necropoli (adibita a sepolture), molto interessante per i reperti archeologici che vi sono stati ritrovati.

I Messapi, dominatori dell’odierna penisola salentina, si impadronirono della città, che, a sua volta, fu sconfitta dai Tarantini nel 473 a.C., che ne sterminarono gli abitanti.

La città risorse più forte di prima, e più tardi, durante le guerre messapiche, si alleò e si federò con Brundusium, (l'attuale Brindisi), una colonia fondata alcuni chilometri più a sud dai romani nel III secolo a.C., condividendone le sorti.

La moneta urbica federale coniata a Carovigno, al tempo della guerra italica, recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno- Brindisi), attesta gli stretti rapporti militari e politici tra le due città.

Durante la guerra tra Taranto e Roma, le due città consociate si schierarono con i romani, e tali rimasero anche durante la seconda guerra punica (218-216 a.C.), mentre altre città si arresero ad Annibale, sicché ogni tentativo di conquista da parte dei cartaginesi si rivelò vano.

Caduto l'impero romano, Carovigno conobbe le dominazioni successive di: Visigoti, Bizantini, Longobardi, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Veneziani, Spagnoli, Austriaci e Borboni.

La parte più antica del paese è quella che un tempo ne costituiva la rocca: questa fu in seguito cinta da alte muraglie e da 4 torri, 2 rotonde e 2 rettangolari ed il Castello completava la cittadella fortificata.

I segni del feudalesimo sono rappresentati non solo dal Castello, costruito a difesa dai turchi e dalle scorrerie dei pirati, ma anche dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica.

Molti i feudatari di Carovigno: dal normanno Goffredo III di Montescaglioso (1163), allo svevo Robert de Biccari (1194), da Manfredo de Carvinea (1273), al Cavaliere angioino Adamo de Tremblay (1306), dalla famiglia Sambiase (1309), a Carlo de Carvigna (1327), dal Principe di Taranto Raimondo del Balzo Orsini (1382), alla Regina Maria d'Enghien (1407), da Bartolomeo de Ursinis (1464), al Barone napoletano Giovan Gaspare de Loffreda (1492), dal Barone Pirro Loffredo (1500), al Barone Gaspare Loffredo (1507), dal Barone Giuseppe Loffredo (1520), al Barone Leonardo Loffredo (1529), dal Barone Scipione Loffredo (1562), al Barone Pirro Loffredo (1589), dal Marchese Padula (1595), ad Agostino Caputo (1597), dalla famiglia Serra di Genova (1619), e quindi dal Marchese di Serranova Ottavio Serra (1629), al Vescovo Scipione Costaguti (1653), da Giuseppe Castaldi (1661), a Giulio di Sangro (1684), dal Barone Nicola Granafei (1702), al Principe di Francavilla Fontana Michele Imperiali (1742), dal Principe Gerardo Dentice di Frasso (1792), al Conte Alfredo Dentice di Frasso (1904).

Purtroppo a causa delle tante tasse e balzelli che gravavano sulla popolazione non poté esserci grande sviluppo economico fino alla fine del dominio feudale, cioè a partire dal XIX secolo.

Panoramica di Carovigno

Tutte le immagini pubblicate sono coperte dal diritto d'autore © - La Lanterna del Popolo (2001-2015)